Inizio progetto gennaio 2026
SINTESI
Gli eventi meteorologici estremi dovuti al cambiamento climatico sono sempre più frequenti in Europa, specialmente nelle regioni più a sud e quindi anche alle latitudini dell’area transfrontaliera Italia–Svizzera. Il riscaldamento globale dovuto alle attività antropiche in area alpina, oltre ad influenzare negativamente l’ambiente naturale, ha un forte impatto sulla popolazione fragile con effetti fisiologici negativi sulla salute (maggior accesso al sistema sanitario e aumento della mortalità). Tale rischio è particolarmente accentuato nelle zone affette da Isole di Calore Urbano (ICU), un fenomeno in intensificazione nell’area transfrontaliera riconosciuto a livello internazionale e definito come differenza di temperatura tra le aree urbane densamente abitate e le aree rurali che le circondano, tipicamente caratterizzate da una minore antropizzazione. La variazione del microclima locale che si verifica nell’ambiente costruito con ICU è principalmente causata da un lato dalle maggiori emissioni di calore e inquinanti e dall’altro dalla presenza di geometrie e materiali che intrappolano la radiazione solare e riducono la ventilazione naturale determinando così una più lenta dissipazione del calore verso la volta celeste e quindi una minore riduzione della temperatura dell’aria. L’impatto dell’ICU sul territorio e sulla popolazione che lo abita rende essenziale comprendere i rischi specifici del nesso tra calore e salute per poterli analizzare e gestire con misure di mitigazione adeguate.
In questo contesto, ARVICA mira a sviluppare strategie transfrontaliere di adattamento e mitigazione tra Canton Ticino e Provincia di Lecco con particolare attenzione alla gestione del rischio derivante dal fenomeno ICU. Il progetto nasce dalla consapevolezza che le misure di valutazione e prevenzione nelle regioni alpine debbano essere transdisciplinari e che ci si debba dotare di metodologie e strumenti armonizzati a livello transfrontaliero per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Attraverso un’alleanza tra istituti di ricerca, amministrazioni pubbliche e attori locali negli ambiti di protezione e osservazione meteorologica, gestione del territorio e promozione della salute, il progetto si propone in primo luogo di valutare e quantificare in maniera integrata: (i) l'impatto dei cambiamenti climatici sul tessuto urbano transfrontaliero in termini di incremento della temperatura e impatto sulla salute dei cittadini e sulla qualità della vita nell'ambiente costruito e (ii) come alcune soluzioni energetiche innovative (in particolare le facciate fotovoltaiche) possano contribuire alla resilienza urbana e, al contempo, essere influenzate dai cambiamenti climatici. In secondo luogo, ARVICA mira a fornire indicazioni per progettare e realizzare interventi concreti e replicabili, sia a scala urbana che territoriale, per migliorare la resilienza climatica dei contesti urbani e periurbani transfrontalieri a protezione della popolazione più vulnerabile. Infine, l’obiettivo ultimo del progetto consiste nella co-progettazione, con una forte componente partecipativa di cittadinanza e scuole, e riqualificazione di spazi pubblici più resilienti replicabili e scalabili, sviluppando soluzioni operative in linea con gli strumenti di gestione del rischio e strumenti della pianificazione urbana. Nello specifico, ARVICA si propone di realizzare interventi pilota nei Comuni partner per l’adattamento al cambiamento climatico e in particolare al fenomeno ICU, sviluppando in parallelo linee guida transfrontaliere per: (i) l’adattamento ai cambiamenti climatici, con indicazioni sui principali e più efficaci interventi replicabili di mitigazione dell’ICU applicabili in ambito urbano, e (ii) lo sviluppo di una rete diffusa di raccolta dati avviato con l’installazione di punti di misura nelle aree pilota.
L’analisi a livello urbano e territoriale dell'impatto dei cambiamenti climatici attraverso una metodologia operativa consentirà di aumentare la capacità di prevenzione e gestione dei rischi derivanti dalle ondate di calore e la resilienza delle aree affette da ICU permettendo così di adattare problematiche globali alle specificità dei contesti locali grazie alla diffusione di strategie di adattamento mirate. L’analisi integrata dei dati provenienti dall’intero territorio transfrontaliero, l’utilizzo di tecnologie di monitoraggio low-cost, lo sviluppo di sistemi di allerta a scala locale e lo scambio di buone pratiche tra partner di ricerca e Autorità locali coinvolte permetteranno invece di incrementare le conoscenze e competenze in materia del personale tecnico dedicato migliorando così l’efficacia delle soluzioni di adattamento adottate. Infine, l’attivazione di campagne di sensibilizzazione e programmi di formazione continua consentirà un aumento della conoscenza e consapevolezza di cittadini e professionisti del settore in relazione al fenomeno ondata di calore, ai suoi impatti sull’ambiente costruito e ai rischi per la popolazione.
OBIETTIVO
RSO 2.4 Promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi di catastrofe e la resilienza
In collaborazione con i Comuni partner, realizzare azioni di monitoraggio, sensibilizzazione e mitigazione del fenomeno Isola di Calore Urbano (ICU), e analizzarne l’impatto sul microclima locale pre e post-intervento. Fornire alle autorità locali una rete diffusa di raccolta dati per la mappatura a scala urbana del rischio correlato alle ondate di calore e sistemi informativi per comunicare in tempo reale ai cittadini il livello di rischio e i comportamenti da adottare.
CAPOFILA
Politecnico di Milano - Polo Territoriale di Lecco
PARTNER
Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (Cantone Ticino)
Fondazione Politecnico di Milano - Sede Operativa di Lecco
Comune di Lecco
Comune di Bellano (Lecco)
Agenzia di Tutela della Salute della Brianza (Monza)
Servizio di promozione e valutazione sanitaria dell’Ufficio del medico cantonale - Divisione della salute pubblica (Cantone Ticino)
BUDGET
899.963,20 €
64.817,75 CHF (contributo svizzero)
RILEVANZA E CONTESTO
Il riscaldamento globale dovuto alle attività antropiche, inizialmente concentrato nelle aree densamente urbanizzate, sta espandendo la sua area di influenza anche alle aree alpine, caratterizzate da un ambiente naturale particolarmente fragile e da un’elevata concentrazione di popolazione vulnerabile, soprattutto anziani, specialmente nei Comuni più piccoli e più isolati. Nella zona Prealpina Transfrontaliera si sono registrati negli ultimi decenni inverni sempre più miti ed estati caratterizzate da temperature in media più alte, picchi massimi di temperatura più elevati e periodi prolungati sopra le medie climatiche (ondate di calore). Tale scenario vede una correlazione diretta con le temperature registrate sia nella fascia prealpina e alpina che nelle aree urbane. I dati condivisi da ARPA Lombardia evidenziano infatti una tendenza alla crescita generale delle temperature che a partire dal 1991 ha visto un aumento della temperatura media annua di circa +0,8 °C ogni 10 anni. Al fenomeno del riscaldamento globale è strettamente connesso quello dell’Isola di Calore Urbano (ICU), fenomeno che determina un microclima più caldo all’interno di una specifica area urbana e densamente abitata rispetto alle aree periferiche, causato da una maggiore assorbimento dell’energia solare dovuto alla morfologia ed ai materiali dell’ambiente urbanizzato, energia che viene poi riemessa durante la notte portando a temperature minime più alte rispetto alle aree rurali circostanti. L’aumento delle temperature aumenta i rischi per la salute secondo la combinazione e interazione di tre fattori principali: pericolo, esposizione e vulnerabilità. La pericolosità climatica è rappresentata dalle temperature e dalla loro distribuzione all’interno dei confini urbani, mentre l’esposizione si riferisce alla presenza di cittadini vulnerabili nelle aree urbane che potrebbero avere impatti negativi dal verificarsi di fenomeni di ICU. Infine, la vulnerabilità è definita come somma di (i) sensibilità, ovvero gli elementi che concorrono alla suscettibilità della popolazione esposta considerata, quali i fattori demografici e socioeconomici, le condizioni di salute e il contesto ambientale dell’area urbanizzata, e (ii) capacità di adattamento, che considera invece la disponibilità di strutture e servizi che contribuiscono a condizioni più favorevoli per gli individui a temperature estreme. Il fenomeno dell’ICU nel territorio transfrontaliero, caratterizzato da un ambiente naturale comune e da una simile distribuzione dei centri urbani di diverse dimensioni, interessa in egual modo le aree antropizzate svizzere ed italiane dando vita ad una sfida territoriale che va oltre i confini dei due Stati e richiede quindi soluzioni comuni, trasferibili e facilmente adattabili alle caratteristiche peculiari dell’ambiente costruito (ad esempio geometria dell’ambiente costruito, orientamento di edifici e vie, tipologia e proprietà dei materiali che caratterizzano le superfici orizzontali e verticali, presenza/assenza di verde e corpi idrici). All’interno del contesto urbano, qualunque sia la sua dimensione, gli spazi pubblici aperti (in particolare le piazze) sono più inclini allo sviluppo del fenomeno isola di calore a causa dell’elevata radiazione solare e del ridotto ombreggiamento, e rappresentano scenari critici poiché caratterizzati da una concentrazione di popolazione superiore rispetto ad altri luoghi e quindi da un maggior numero di utenti esposti ai rischi per la salute correlati a questo fenomeno. Il progetto dà contributi significativi con soluzioni concrete all'obiettivo specifico per cui si presenta attraverso diverse azioni.
Le attività indirizzate a scuole secondarie di primo e secondo grado, professionisti, progettisti, tecnici della montagna, amministrazioni cittadine e presidi sanitari territoriali, promuoveranno il trasferimento delle conoscenze e dei rischi indotti dai fenomeni legati all’Isola di Calore Urbano nell’area transfrontaliera. Attraverso le diverse azioni previste, il progetto ARVICA intende fornire ai decision makers e alla popolazione coinvolta una consapevolezza nuova e strumenti di azione concreti, contribuendo così alla mitigazione del rischio e a una gestione e pianificazione sostenibile delle aree urbane.
Il progetto ARVICA affronta le sfide legate al fenomeno dell’Isola di Calore Urbano (ICU) attraverso un approccio transfrontaliero, multilivello, interprofessionale, multidisciplinare e integrato, che combina tecnologie avanzate, coinvolgimento attivo delle comunità locali e una stretta collaborazione tra enti pubblici, università e amministrazioni comunali. Le opportunità condivise emergono dalla possibilità di rafforzare le capacità locali di adattamento al cambiamento climatico, promuovendo soluzioni replicabili e sostenibili, capaci di migliorare la vivibilità urbana e la resilienza dei territori coinvolti. Le principali sfide affrontate riguardano la frammentazione degli attuali strumenti di monitoraggio, l’inadeguatezza dei modelli di allerta precoce, l’urgenza di adottare misure efficaci di mitigazione e adattamento e la necessità di migliorare le modalità di sensibilizzazione e comunicazione in relazione al fenomeno ICU. ARVICA risponde a queste criticità attraverso una strategia che integra: rilevamenti microclimatici, simulazioni, sperimentazioni di tecnologie innovative (come facciate fotovoltaiche o materiali riflettenti), e l’attivazione di processi partecipativi.
GRUPPI TARGET
Cittadini
Autorità pubblica locale
Autorità pubblica regionale
Ospedale e centro medico
Centro di istruzione/formazione e scuola
PIANO DI LAVORO
Sviluppo di una metodologia speditiva per l'analisi a scala locale del rischio ICU in grado di fornire alle Autorità Locali del territorio transfrontaliero tra Provincia di Lecco e Canton Ticino una mappatura dettagliata delle ICU esistenti. Analisi delle aree vulnerabili (con maggiore concentrazione di utenti fragili) e dei livelli di rischio climatico legati all’ICU dei principali archetipi urbani del territorio dei Comuni partner, fornendo per ciascuno di essi un abaco delle possibili strategie di mitigazione/adattamento applicabili. Mappatura del microclima locale allo stato di fatto e in possibili scenari futuri caratterizzati sia da un aggravarsi del fenomeno ICU che dall’applicazione di strategie diffuse di mitigazione/adattamento. Sviluppo di criteri di allerta a scala locale tramite l’integrazione della metodologia utilizzata dalle Autorità sanitarie competenti per la gestione dell’emergenza caldo con i parametri legati alle caratteristiche dell’ambiente costruito.
Realizzare interventi di mitigazione partecipati e specifici nei Comuni partner finalizzati alla riduzione delle temperature nelle aree urbane maggiormente esposte al rischio di ondate di calore. Tali interventi saranno sviluppati con il coinvolgimento attivo degli stakeholder territoriali e delle comunità locali, garantendo così una migliore aderenza alle esigenze reali e una maggiore efficacia delle azioni implementate. Inoltre, si analizzerà l’impatto degli interventi pre e post-intervento, per valutare in modo diretto il beneficio ottenuto in termini di benessere in condizioni di caldo estremo. Il progetto fornirà inoltre alle Autorità Locali una rete diffusa e integrata di strumenti per la raccolta di dati ambientali, al fine di aggiornare e migliorare la mappatura del rischio ondate di calore a scala locale, favorendo così una gestione dinamica e basata su evidenze scientifiche.
Promuovere e consolidare processi di apprendimento collettivo tra i diversi attori coinvolti nel progetto, attraverso attività partecipative e la realizzazione di attività formative mirate. A conclusione delle attività previste, saranno stati sviluppati strumenti, metodologie e percorsi formativi che favoriscono la condivisione di conoscenze, il confronto e l’innalzamento delle competenze sui temi chiave del progetto. L’obiettivo sarà pienamente conseguito quando le comunità di pratica saranno attivate, le competenze degli attori locali rafforzate e i percorsi formativi consolidati e condivisi, contribuendo così alla costruzione di una governance collaborativa e consapevole.
RISULTATI
Il progetto affronta il tema del rischio climatico in modo transdisciplinare, integrandolo nei piani di rischio locali. Un risultato chiave è l’adozione e il potenziamento di misure di mitigazione come le oasi climatiche, realizzate attraverso analisi microclimatiche, uso di soluzioni basate sulla natura (NBS), materiali innovativi, arredi e tecnologie mirate a ridurre gli effetti delle ondate di calore in aree urbane vulnerabili. Queste azioni migliorano l’efficacia degli interventi in ambito transfrontaliero, secondo una visione condivisa.
Il progetto prevede lo sviluppo e il completamento di programmi di formazione comuni rivolti a enti locali, stakeholder, scuole e professionisti dei territori coinvolti, con l’obiettivo di rafforzare competenze condivise su temi strategici come la sostenibilità ambientale, l’adattamento climatico, l’inclusione sociale e la progettazione partecipata.
Il progetto mira a costruire relazioni solide e durature tra le organizzazioni partner, creando le basi per una cooperazione strutturata anche oltre la sua conclusione. Attraverso attività condivise, scambio di buone pratiche, individuazione di indicatori condivisi e la definizione di protocolli operativi comuni, gli attori coinvolti svilupperanno una visione congiunta e strumenti operativi compatibili entro la regione transfrontaliera.