Inizio progetto gennaio 2026
SINTESI
Le Alpi stanno affrontando una sfida importante: come garantire accessibilità e sviluppo sostenibile alle aree montane più marginali minimizzando l'impatto ambientale. La risposta arriva dal progetto “CollonBike” un'iniziativa che unisce sedici comuni tra Italia e Svizzera per creare il primo sistema integrato di mobilità dolce tra territori montani, separati dal confine ma accomunati dalle stesse problematiche.
I territori dell'Unité Grand-Combin e della Val d'Hérens condividono sfide comuni: l'isolamento e lo spopolamento graduale dei piccoli comuni e una dipendenza dai trasporti motorizzati che generano circa il 30% delle emissioni di gas serra nell’area alpina (Font Alpine Convention “Piano di azione sul Clima” 2020).
Per affrontare questa emergenza ambientale e sociale il progetto punta sul rafforzamento della mobilità ciclistica, alternativa sostenibile per residenti e turisti: mentre la Val d'Hérens, dal lato svizzero, ha già sviluppato un sistema ciclabile omologato nel 2022 di 310 km, l'Unité Grand-Combin, in Valle d'Aosta, necessita di superare la frammentazione delle infrastrutture e di potenziare l’accessibilità.
Il cuore del progetto è la creazione di un "Polo transfrontaliero di mobilità dolce" che garantirà la gestione coordinata di circa 600 km di percorsi ciclabili interconnessi. Questo sistema rappresenta un cambiamento di paradigma: da una gestione frammentata a un modello integrato con standard e segnaletica coordinati e servizi concepiti a livello transfrontaliero.
Per realizzare questa visione, il Polo transfrontaliero partirà dai due itinerari speculari: il percorso ciclistico della Val d'Hérens e la nuova ciclovia dell'Unité Grand Combin. Entrambi saranno dotati di colonnine di ricarica, di un sistema di segnaletica e pannelli descrittivi distribuiti lungo i percorsi e App integrata per la navigazione GPS.
Il progetto va peraltro oltre le infrastrutture affrontando tre tematiche innovative: concezione del prodotto bike funzionale allo sviluppo territoriale e implementazione degli strumenti di promozione dell’offerta; sicurezza e soccorso con protocolli condivisi per emergenze; manutenzione con formazione transfrontaliera per creare occupazione stagionale.
Il progetto crea un ecosistema che avvantaggia molteplici attori. I residenti dei comuni coinvolti avranno un'alternativa sostenibile per i loro spostamenti quotidiani, mentre i turisti potranno esplorare il territorio con una modalità di visita rispettosa dell'ambiente beneficiando di un'offerta cicloturistica strutturata. Le PMI locali, dalla ristorazione alle strutture ricettive e servizi, vedranno aprirsi nuove opportunità economiche legate allo sviluppo di un'offerta turistica mirata. Guide e operatori del soccorso riceveranno formazione specifica per gestire il nuovo sistema.
OBIETTIVO
RSO 3.2 Sviluppare e rafforzare una mobilità locale, regionale e nazionale, intelligente e intermodale, resiliente ai cambiamenti climatici e sostenibile, migliorando l'accesso alla rete TEN-T e la mobilità transfrontaliera
Il progetto mira a potenziare la mobilità ciclistica nelle valli del Grand-Combin e nella Val d'Hérens creando un Polo transfrontaliero di mobilità dolce. L'iniziativa ha l'obiettivo di favorire una governance efficace e promuovere in modo integrato gli itinerari ciclabili di media montagna, valorizzando le aree più interne del territorio. Questa strategia rafforzerà l'accessibilità sostenibile e lo sviluppo economico delle zone meno servite, creando nuove opportunità per residenti e visitatori.
CAPOFILA
Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin (Valle d'Aosta)
PARTNER
Association des communes du Val d'Hérens (Cantone Vallese)
Associazione Volontari del Soccorso della Valpelline (Valle d'Aosta)
BUDGET
1.019.565,47 €
80.000 CHF (contributo svizzero)
RILEVANZA E CONTESTO
Le Alpi rappresentano un ecosistema delicato caratterizzato da una geografia che impone significative limitazioni in termini di mobilità e accessibilità. Questo contesto rappresenta una sfida comune per i territori montani dell'area del Programma Interreg Italia-Svizzera.
Il sistema dei trasporti comporta inoltre, per le regioni alpine, rilevanti ripercussioni ambientali. Le emissioni di gas serra, in gran parte generate dai trasporti, contribuiscono all'inquinamento in un ecosistema particolarmente vulnerabile. L'uso intensivo di auto private, responsabile delle emissioni legate al traffico turistico e pendolare (secondo i dati del Tunnel GSB, il 97% del traffico riguarda turismo o lavoro, con oltre 900.000 passaggi nel 2023), e un trasporto pubblico insufficiente nelle aree più remote incidono sensibilmente sulla qualità dell'aria.
In risposta a queste sfide, negli ultimi dieci anni si è registrato un crescente interesse verso la mobilità sostenibile. Questa tendenza spinge sempre più persone a privilegiare soluzioni alternative all'auto privata, contribuendo al benessere individuale e collettivo.
In particolare, nel Cantone Vallese, lo studio tematico sulla mountain bike, realizzato nella primavera del 2024 dall'Osservatorio Vallesano del Turismo per il Servizio dell'Economia, del Turismo e dell'Innovazione ne esamina lo sviluppo positivo in particolare in vista dei Campionati mondiali che si terranno nel Vallese nel 2025. L'analisi presenta statistiche sulla popolarità crescente della MTB in Svizzera, dove circa il 7,9% della popolazione pratica questa attività, generando un fatturato stimato di 120 milioni di franchi, e propone un bilancio dell'offerta notando un aumento significativo degli itinerari omologati passati da 1.288 km nel 2017 a 2.496 km nel 2024.
I territori del Grand-Combin e della Val d'Hérens condividono sfide comuni in termini di accessibilità, sostenibilità e sviluppo economico delle aree più interne. La mobilità ciclistica si presenta come un'opportunità strategica per migliorare la qualità di vita, incrementare la connettività e promuovere uno sviluppo sostenibile, soprattutto per i comuni e villaggi rurali più remoti.
La necessità di un intervento coordinato nasce anche dalle diverse fasi di sviluppo dell’infrastruttura in cui si trovano i due territori. L’Associazione dei Comuni della Val d'Hérens ha recentemente realizzato un itinerario ciclabile omologato che connette i comuni del territorio. L'Unité Grand-Combin, invece, deve ancora superare la frammentazione delle infrastrutture e migliorare l'accessibilità.
La sfida del progetto è concepire una strategia comune per potenziare la mobilità dolce adattata alle peculiarità di ciascun territorio, pur mantenendo una coerenza transfrontaliera. Questo approccio mira a favorire soluzioni di trasporto ecologiche, garantire l'accessibilità alle aree più interne, assicurare la sicurezza, fornire informazioni adeguate e incoraggiare la multimodalità.
Le sfide comuni che i territori intendono affrontare includono:
- Servizi di supporto e logistica: garantire la fruibilità delle ciclovie attraverso aree di sosta e stazioni di ricarica per e-bike;
- Segnaletica e accessibilità: implementare una segnaletica uniforme e chiara;
- Promozione e visibilità: ideare una strategia di promozione unitaria;
- Sicurezza: limitare il rischio di incidenti nei tratti condivisi;
- Manutenzione: individuare soluzioni innovative per una manutenzione efficiente;
- Sostenibilità ambientale: uniformare la gestione delle reti ciclabili.
Alla luce delle opportunità e sfide comuni sul tema della mobilità dolce, l’Unité Grand-Combin e l’Association des Communes du Val d'Hérens hanno individuato una strategia condivisa: la creazione di un polo transfrontaliero che garantisca itinerari ciclabili speculari, fruibili, accessibili e attrattivi per la popolazione e per i turisti aumentando i servizi nei comuni e villaggi di media montagna, considerati aree svantaggiate.
La trasformazione di percorsi frammentati in itinerari organici rappresenta una soluzione innovativa che valorizza i territori sia in termini gestionali che di fruibilità.
Dal punto di vista della gestione, un approccio integrato consente una pianificazione efficiente e coordinata. La presenza di un sistema unitario facilita la governance complessiva, ottimizzando risorse con conseguente riduzione dei costi e dell'impatto ambientale rispetto alla costruzione di nuovi tracciati, uniformando gli standard di manutenzione, sicurezza e accoglienza. Questo modello riduce le frammentazioni operative favorendo un approccio sistemico che coinvolge enti pubblici, operatori privati e comunità.
GRUPPI TARGET
Autorità pubblica locale
Cittadini
Autorità pubblica regionale
PMI
Fornitore di infrastrutture e servizi pubblici
PIANO DI LAVORO
Promuovere l’istituzione di una rete di governance transfrontaliera volta a rafforzare la mobilità ciclistica sul territorio di progetto attraverso la creazione di itinerari ciclabili fruibili ed accessibili, incentivando la connettività di aree svantaggiate e pratiche di mobilità più ecologiche e responsabili.
Messa in rete dei partner tecnici, dei soggetti associati e degli enti locali che avranno l’occasione di collaborare per promuovere il comune intento di rafforzare la mobilità dolce e sviluppare il territorio.
La creazione del Polo permetterà di coordinare le opere di infrastrutturazione degli itinerari, in particolare sul territorio del partner UCG che necessità di raggiungere i risultati di connettività già acquisiti dal partner svizzero.
I partner sperimenteranno tre tematiche previste dal Polo: la concezione e valorizzazione del prodotto CollonBike, lo sviluppo di attività su sicurezza/soccorso e la gestione della manutenzione.
Queste iniziative pilota incarnano l'essenza della cooperazione transfrontaliera nella fase sia di elaborazione sia operativa. Rappresentano un test fondamentale per la sinergia tecnica del Polo, finalizzata a rafforzare la mobilità sostenibile nel territorio di riferimento e stimolare il coinvolgimento attivo degli stakeholder locali: operatori del turismo, guide specializzate, enti turistici, personale tecnico comunale, agricoltori e giovani.
Le attività prevedranno moduli formativi tenuti da specialisti italiani e svizzeri, con sessioni parallele in Valle d'Aosta e Vallese. I risultati e le competenze sviluppate durante le formazioni saranno oggetto di valutazione e integrati organicamente nel documento di governance costituendo il primo tangibile contributo operativo del Polo.
RISULTATI
Il Documento di Governance del Polo transfrontaliero rappresenterà il quadro strategico permanente per la gestione transfrontaliera della mobilità ciclistica dell’area di progetto. Definirà ruoli, risultati raggiunti e best practices nei 4 ambiti: infrastrutture, soccorso e sicurezza, manutenzione e promozione e servizi. Includerà la metodologia per trasformare il potenziale territoriale in un’offerta turistica strutturata integrando gli operatori interessati. Analizzerà gli strumenti di sostenibilità quali le opportunità di finanziamento futuro, il monitoraggio degli itinerari (per il conteggio dei passaggi) e le proposte innovative. Il valore aggiunto del Piano è di garantire la continuità post-finanziamento, creare un modello replicabile, contribuire alle politiche regionali/cantonali ed europee in ambito di mobilità dolce di sviluppo sostenibile ambientale e socio-economico (a vantaggio delle aree interne) e capitalizzare gli investimenti attraverso la durabilità del Polo.
Si stima che ColloBike possa generare circa 10.000 utenti nel primo anno successivo al termine del progetto. Questa previsione, cautelativa in assenza di sistemi di monitoraggio operativi sui percorsi, si fonda su un'analisi dei flussi turistici esistenti.
Come punto di riferimento è stata considerata l'area di Place Moulin, una delle zone più attrattive del comprensorio dell'UGC, che registra circa 18.000 passaggi durante la stagione estiva. Tale dato comprende indistintamente pedoni e ciclisti, non essendo disponibili conteggi differenziati. Applicando una stima conservativa, si può ipotizzare che il 10% utilizzi la bicicletta.
CollonBike si propone di incrementare l'attrattività del territorio e aumentare di oltre il 50% i passaggi di ciclisti su ciascun itinerario, valdostano e svizzero, capitalizzando l'utenza locale e attraendo nuovi flussi turistici.
Il tema dei sistemi di raccolta dei flussi sarà affrontato nel corso del progetto dal GT Monitoraggio del Polo di governance.