Inizio progetto gennaio 2026
SINTESI
Il progetto CROSS UNESCO interviene per riorganizzare e razionalizzare gli scambi intermodali che avvengono nell'area delle stazioni ferroviarie di Tirano: vero crocevia di traffico transfrontaliero dove si attestano due linee ferroviarie, numerose linee automobilistiche, percorsi ciclabili e cammini storici ora utilizzati a fini escursionistici. Curiosamente, uno dei pochi luoghi nelle Alpi dove si intersecano le vie di comunicazione in direzione Nord-Sud e Est-Ovest e dove la cooperazione transfrontaliera vanta una tradizione lunghissima, facilitata dalla prossimità senza soluzione di continuità tra la Valtellina e la Valposchiavo.
Il lavoro del grande tavolo di concertazione, che definirà il futuro degli spazi di un moderno hub intermodale e dei servizi a disposizione di un turismo lento, vedrà il coinvolgimento di numerosi attori sociali ampiamente differenziati. Si troveranno intorno al tavolo, oltre l'amministrazione comunale di Tirano e la Regione Bernina, la ferrovia Retica e RFI, l'Agenzia delle Dogane e l'Ass. Ferrovia del Bernina, il Consorzio Turistico Media Valtellina e Valposchiavo Turismo e operatori di linee automobilistiche e logistica.
Sinergicamente, si lavorerà per completare la porzione transfrontaliera del collegamento tra la Valposchiavo e Tirano: sulla riva destra del Poschiavino si porterà a termine la riqualificazione dello storico cammino dell'Albula-Bernina e sulla riva sinistra si completerà un percorso ciclabile che permetta anche ai non-atleti di percorrere il ripido tratto che collega Tirano al confine.
Dal punto di vista culturale e turistico, l'intervento sull'intermodalità sarà valorizzato attraverso l'allestimento di un Museo Ferroviario transfrontaliero di comunità, supportato da RFI , dalla Fondazione Ferrovie dello Stato e dal Gruppo ALe883 ODV. Il Museo promuoverà la conservazione e valorizzazione del patrimonio ferroviario, cardine dell'intermodalità dolce e simbolo di unione territoriale.
Tutto l'intervento sarà quindi oggetto di una campagna di promozione del gioiello rappresentato dal patrimonio UNESCO, che ancora non ha raggiunto un'adeguata visibilità sul mercato locale, mentre è sorprendentemente estremamente conosciuto all'estero, anche Oltreoceano.
OBIETTIVO
RSO 3.2 Sviluppare e rafforzare una mobilità locale, regionale e nazionale, intelligente e intermodale, resiliente ai cambiamenti climatici e sostenibile, migliorando l'accesso alla rete TEN-T e la mobilità transfrontaliera
Il progetto interviene per riorganizzare e razionalizzare gli scambi intermodali che avvengono nell'area delle stazioni ferroviarie di Tirano: vero crocevia di traffico transfrontaliero dove si attestano due linee ferroviarie, numerose linee automobilistiche, percorsi ciclabili e cammini storici ora utilizzati a fini escursionistici, completare la porzione transfrontaliera del cammino dell'Albula e promuovere l'immagine del bene UNESCO Ferrovia Retica anche con la realizzazione di un museo.
CAPOFILA
Comune di Tirano (Sondrio)
PARTNER
Regione Bernina (Cantone dei Grigioni)
Ferrovia retica (Cantone dei Grigioni)
Comune di Brusio (Cantone dei Grigioni)
Valposchiavo Turismo (Cantone dei Grigioni)
Associazione Patrimonio Mondiale FR (Cantone dei Grigioni)
Consorzio Turistico Media Valtellina (Sondrio)
Rete Ferroviaria Italiana Spa (Roma)
Fondazione FS (Roma)
BUDGET
1.019.565,47 €
138.500 CHF (contributo svizzero)
RILEVANZA E CONTESTO
Tirano costituisce un naturale snodo di intercambio dove si intersecano una direttrice Nord-Sud, che mette in comunicazione la Svizzera interna con la pianura padana attraverso un flusso di traffico tra Chur/Sankt Moritz e Brescia/Bologna, e una direttrice Est/Ovest che costituisce uno dei rari corridoi paralleli allo sviluppo orografico della catena alpina e collega l'alta valle dell'Adige (e quindi il Brennero e l'Austria) con il lago di Como e poi oltre, in continuità, fino al Sempione attraverso Ceresio e Verbano.
Una posizione geografica molto particolare, nel cui contesto i flussi da/per la Valposchiavo e la Valtellina sono estremamente significativi e meritevoli di essere considerati in un forum transnazionale quale quello offerto dal programma di cooperazione Italia-Svizzera.
Negli anni recenti, Tirano ha registrato un’evoluzione significativa nei flussi turistici, con una crescita costante sia delle presenze che degli arrivi. I pernottamenti complessivi sono in costante aumento con picchi di presenze superiori a 10.000 visitatori distribuiti tra aprile e dicembre. Questo rappresenta un’estensione rispetto al 2022, con picchi concentrati nel periodo giugno – dicembre e ancora negli anni precedenti quando il turismo si concentrava prevalentemente nei mesi estivi, con luglio e agosto come periodi più frequentati.
Tale pattern si è mantenuto stabile nel tempo, evidenziando una forte componente di turismo regionale, affiancata da una crescente presenza internazionale: gli ospiti provengono principalmente dalla Lombardia, seguita da Stati Uniti, Svizzera, Emilia-Romagna e Veneto, e spesso giungono a Tirano anche attirati (o qui condotti) dal Trenino Rosso del Bernina (oltre 2 milioni di visitatori all'anno), che nella stazione cittadina ha il suo capolinea.
Sebbene il Trenino Rosso del Bernina sia ampiamente riconosciuto a livello internazionale e spesso associato al prestigioso marchio UNESCO, si rileva una certa disconnessione tra questa notorietà e la percezione del sito UNESCO nella stazione di Tirano. Tale particolarità potrebbe derivare dal fatto che il valore UNESCO viene vissuto principalmente come un’esperienza — il viaggio panoramico attraverso le Alpi — piuttosto che come un luogo fisico tangibile e, elemento non secondario che, nonostante il riconoscimento ufficiale risalga al 2008, lo status di patrimonio universale risulta scarsamente percepibile nel tessuto urbano, rendendo difficile per il visitatore coglierne appieno il significato. La stazione e le sue aree limitrofe richiedono pertanto una maggiore leggibilità, sia dal punto di vista narrativo che funzionale, nella fruizione quotidiana dei residenti e nel passaggio temporaneo del visitatore.
Il progetto è centrato sull'attivazione di un tavolo di concertazione che riunisce tutti gli interessi coinvolti nella gestione dei flussi di transito: dagli operatori ferroviari del servizio pubblico, alla ferrovia retica, gli operatori automobilistici italiani e svizzeri, i consorzi di sviluppo turistico, gli operatori di servizi a supporto dei visitatori, le agenzie governative che gestiscono il patrimonio edilizio (Agenzia del Demanio) per quanto riguarda l'edificio attualmente occupato dal terminal della Ferrovia Retica e l'Agenzia delle Dogane e Monopoli (occupante parte dello stesso edificio e costituzionalmente preposta comunque alla vigilanza dei percorsi transfrontalieri che si conta di riqualificare (cammino storico dell'Albula-Bernina, alias "Sentiero 33").
L'approccio negoziale e partecipativo fatto proprio dal progetto permette di costruire una gerarchia delle priorità dando a ciascuna delle parti in causa l'opportunità di esprimersi e confrontarsi. Su questa base, gli organi istituzionalmente deputati e delegati alla presa delle decisioni saranno in grado di valutare al meglio le opzioni da percorrere.
L'occasione sarà propizia anche per completare due iniziative sinergiche alla finalità del progetto: terminare la riqualificazione del percorso escursionistico del cammino storico del Bernina - già abbozzato fino al concept nel corso di un precedente progetto portato a termine nel corso della precedente programmazione - e di rafforzare la promozione del percorso della Ferrovia retica (patrimonio dell'Unesco: https://www.rhb.ch/it/patrimonio-mondiale-unesco/societa-patrimonio-mondiale-fr) soprattutto nel contesto valtellinese.
La mobilità dolce, vista come logica prosecuzione di viaggi iniziati attraverso grandi assi di comunicazione che poi si proseguono all'interno del territorio attraverso canali e forme di trasporto più adatte e integrate in un'ottica di turismo esperienziale, è un riferimento di fondo che caratterizza l'indirizzo di questo progetto. Si tratta di gestire in continuità la connessione tra la rete ferroviaria federale svizzera in corrispondenza delle attestazioni della Retica a Chur e Sankt Moritz e l'offerta di sentieri, piste ciclabili, trasporti locali che permettono di godere del territorio senza perturbarlo, ma facendone parte. Similmente, lo stesso approccio vale per chi arriva con Trenord da Milano e, una volta raggiunto Tirano, ha la necessità di cambiare modalità di trasporto per addentrarsi nell'alta valle, nel versante orobico o verso le Alpi Retiche e il Bernina.
GRUPPI TARGET
Cittadini
Centro di istruzione/formazione e scuola
PMI
Agenzia settoriale
PIANO DI LAVORO
Promuovere soluzioni di mobilità dolce dedicata a diversi target di utenza integrandole con l'utilizzo del TPL.
Realizzare campagne di informazione con registri appropriati per favorire la fruizione di tratti di itinerari pedonali e ciclabili da parte di utenti diversificati anche promuovendo l'utilizzo integrato e intermodale del TPL (treno, Autopostale).
Riorganizzare l'area che comprende le stazioni di Tirano e le pertinenze al fine di ottimizzare gli spazi e i servizi per i viaggiatori, migliorare la fruibilità complessiva e razionalizzare gli scambi intermodali.
Realizzazione di un museo transfrontaliero di comunità, tra l’area di stazione di Tirano e il binario di avvio del Treno del Bernina, che promuoverà la conservazione e valorizzazione del patrimonio ferroviario; la valorizzazione e la scoperta dei percorsi della mobilità dolce; la creazione di contenuti digitali dedicati; il rafforzamento dell’offerta turistica; la creazione di reti istituzionali tra enti e territori (attività di stakeholder engagement).
I beneficiari sono le comunità locali, che vedono valorizzata la propria storia e cultura, i turisti che ampliano l’esperienza correlata al sito UNESCO, istituzioni culturali, studenti e scuole che accedono a nuove risorse educative, gli operatori economici legati ai territori transfrontalieri.
RISULTATI
Riorganizzazione del nodo intermodale di Tirano: attraverso una visione integrata e orientata alla sostenibilità, sono individuati scenari di riorganizzazione dell’area che promuovono la sicurezza, l’accessibilità universale e la qualità ambientale, restituendo al viaggiatore un’esperienza di turismo lento agevole e confortevole. In questo quadro, particolare attenzione è infatti riservata alla qualità degli spazi pubblici, prevedendo la realizzazione di servizi ad alta accessibilità (parcheggi, servizi igienici, aree verdi attrezzate, stazioni per biciclette elettriche) e spazi d’attesa attrattivi, accoglienti e adeguatamente connessi con i nodi di mobilità.
Il lavoro conduce alla definizione di un modello di interscambio multimodale capace di valorizzare il ruolo di Tirano come porta d’ingresso al territorio alpino e ponte verso la Svizzera, migliorando l’efficienza operativa, la qualità del servizio e l’esperienza complessiva per pendolari, turisti e residenti.
Museo Ferroviario Transfrontaliero: la ristrutturazione di un immobile ferroviario dismesso, situato in una posizione strategica al confine tra Italia e Svizzera, completata da un allestimento trilingue con contenuti digitali, permette l’apertura di un Museo come presidio culturale e identitario dedicato alla mobilità dolce e alla valorizzazione della connessione intermodale, utile ad accrescere l’attrattività turistica del Comune di Tirano e dell’intero itinerario del Bernina Express, frequentato da oltre due milioni di visitatori l’anno. In un'ottica di coinvolgimento attivo della comunità, nome e identità visiva del museo sono identificati attraverso percorsi di partecipazione con i cittadini e gli studenti degli Istituti Comprensivi di Tirano e Brusio.