Inizio progetto gennaio 2026
SINTESI
Il progetto “Sviluppo e consolidamento di sistemi locali a rete per la valorizzazione del ruolo dei caregiver familiari CURA-TIVA” nasce per rispondere a una sfida trasversale e sempre più urgente dell’area transfrontaliera: il riconoscimento, il sostegno e l’integrazione strutturata del familiare curante (caregiver) nei sistemi di assistenza sociosanitaria. In entrambi i contesti territoriali – l’area di Varese su cui ha competenza ASST Sette Laghi e il Canton Ticino – i familiari curanti svolgono un ruolo cruciale nel garantire continuità di cura e benessere alle persone fragili, ma si confrontano spesso con scarsa visibilità, isolamento, carico emotivo e disomogeneità nell’accesso ai servizi.
L’obiettivo generale del progetto è promuovere una governance transfrontaliera della cura che riconosca formalmente il ruolo dei caregiver, li supporti con strumenti efficaci e li integri nei processi decisionali e operativi dei servizi domiciliari. CURA-TIVA intende generare un cambiamento duraturo: passare da interventi frammentari e discontinui a un modello condiviso, strutturato e replicabile, capace di valorizzare le competenze e i bisogni di chi si prende cura.
Il progetto, guidato da ASST Sette Laghi (capofila), in partenariato con la Divisione dell'azione sociale e delle famiglie del Dipartimento della sanità e della socialità del Canton Ticino (DASF), ANCI Lombardia, Auser Territoriale di Varese APS ETS, Auser Regionale Lombardia APS-ETS e Fondazione Comunitaria del Varesotto Ente Filantropico, si articola in:
- “Caregiver informali in Ticino e Lombardia: confronto tra modelli per costruire una visione comune”: partendo dalla consapevolezza che il riconoscimento e il supporto ai caregiver varia notevolmente tra i territori, si mira a realizzare una mappatura comparativa delle pratiche esistenti in Ticino e Lombardia, identificando i diversi modelli di integrazione del familiare curante nei sistemi di cura. L’obiettivo è costruire una base conoscitiva condivisa e consolidare reti di cooperazione durature tra attori pubblici, sanitari e sociali su entrambi i versanti del confine.
-“Sviluppo di strumenti a sostegno dei familiari curanti”: saranno co-progettati e sperimentati strumenti concreti per favorire l’integrazione dei caregiver nei processi organizzativi e decisionali. Saranno attivati servizi di supporto, sportelli informativi, percorsi formativi e strumenti digitali rivolti ai familiari curanti e ai volontari. L’obiettivo è consolidare modelli di governance collaborativa, valorizzando la partecipazione attiva dei caregiver e facilitando l’accesso ai servizi.
- "Strutturazione dell’équipe caregiver": per garantire continuità e qualità all’assistenza domiciliare, si prevede la formazione e il consolidamento di équipe interdisciplinari in grado di fornire informazioni aggiornate su patologie, servizi e modalità di accesso. È inoltre previsto un sistema di doppio monitoraggio: da un lato, la valutazione delle attività formative da parte degli operatori sociosanitari; dall’altro, il feedback diretto dei caregiver per migliorare in itinere l’efficacia e l’aderenza dei servizi ai reali bisogni.
Il progetto prevede quindi percorsi formativi comuni e metodologie condivise, supporti digitali a servizio dei caregiver e una valutazione partecipata delle azioni progettuali.
I beneficiari diretti saranno i caregiver familiari dell’area coinvolta, ma anche gli operatori sociali e sanitari, gli enti pubblici e gli attori del Terzo Settore. In prospettiva, ne trarranno vantaggio le comunità nel loro complesso, grazie a una maggiore resilienza dei sistemi di cura domiciliari e alla riduzione del carico di cronicità sulle istituzioni.
L’approccio transfrontaliero è un elemento distintivo e imprescindibile del progetto. Le differenze tra i sistemi sociosanitari italiano e svizzero rappresentano una risorsa da valorizzare attraverso il confronto e lo scambio di buone pratiche, al fine di generare modelli di intervento più efficaci, adattabili e trasferibili. Il progetto favorisce la convergenza istituzionale tra le due aree, promuovendo una cultura comune della cura.
Infine, CURA-TIVA introduce elementi di originalità significativi: l’attenzione alla governance partecipata dei sistemi di assistenza, la co-progettazione con i caregiver, la costruzione di strumenti replicabili, e la presenza di un meccanismo di sostegno post-progetto, grazie al ruolo della Fondazione Comunitaria del Varesotto, che attiverà un bando annuale per finanziare micro-progetti locali ispirati alle soluzioni promosse dal progetto.
La disseminazione delle azioni e dei risultati del progetto verranno garantite anche dalle organizzazioni associate italiane e svizzere che potranno anche fruire dei prodotti che verranno generati, applicandoli nel proprio contesto di riferimento.
OBIETTIVO
ISO 6.2 Potenziare una amministrazione pubblica efficiente mediante la promozione della cooperazione giuridica e amministrativa e della cooperazione fra cittadini, attori della società civile e istituzioni, in particolare con l'intento di eliminare gli ostacoli di tipo giuridico e di altro tipo nelle regioni frontaliere
Il progetto mira a rafforzare la collaborazione tra aziende socio-sanitarie pubbliche, amministrazioni locali, enti del terzo settore e imprese private italiane e svizzere. L’obiettivo è valorizzare il ruolo dei familiari curanti nelle reti di assistenza domiciliare rivolte alle persone fragili, attraverso servizi dedicati e strumenti di formazione, informazione e orientamento, potenziando così la capacità dei sistemi territoriali di migliorare la salute e il benessere degli assistiti.
CAPOFILA
Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi (Varese)
PARTNER
Repubblica e Cantone Ticino / Dipartimento della sanità e della socialità - Divisione dell’azione sociale e delle famiglie
Auser Territoriale di Varese APS ETS
Auser Regionale Lombardia APS ETS
Associazione Nazionale Comuni Italiani - Lombardia
Fondazione Comunitaria del Varesotto Ente Filantropico
BUDGET
599.386 €
168.000 CHF (contributo svizzero)
RILEVANZA E CONTESTO
Il territorio transfrontaliero compreso tra la provincia di Varese e il Canton Ticino è caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una crescente incidenza di condizioni di fragilità e cronicità, che pongono sotto pressione i servizi sociosanitari. In questo contesto, il ruolo dei caregiver informali, spesso familiari, assume un’importanza cruciale per garantire la permanenza a domicilio delle persone fragili e contenere la domanda di servizi ospedalieri e residenziali. Risulta dunque fondamentale trovare delle soluzioni in grado di supportare adeguatamente questo ruolo. Alcune delle principali sfide comuni ai due territori includono:
- dare visibilità al ruolo del caregiver, affinché possa essere tutelato, supportato e accompagnato verso servizi che ne alleggeriscano il carico assistenziale;
- integrare maggiormente gli ambiti sanitario e sociale, assicurando una presa in carico continuativa e che tenga in considerazione i bisogni complessivi del caregiver e della persona di cui si prende cura;
- ridurre il rischio di isolamento e stress psico-fisico di chi cura, creando risposte adeguate e sostenibili (per esempio attraverso il supporto psicologico, la formazione specifica e le opportunità di confronto con altri caregiver);
- facilitare l'accesso all’informazione e ai servizi, anche nei contesti periferici o marginali;
- sensibilizzare e formare gli operatori sanitari e sociali, affinché possano loro stessi contribuire alla valorizzazione dei caregiver e quindi beneficiare direttamente del partenariato con questa figura.
Nel contesto specifico dell’area Interreg Italia-Svizzera, le sfide evidenziate sono comuni e convergenti, ma affrontate in modo differente dal punto di vista normativo ed organizzativo.
È mancato fino ad oggi un approccio condiviso, in grado di generare soluzioni sistemiche e scalabili. La cooperazione transfrontaliera diventa pertanto strategica per realizzare un’efficace valorizzazione e presa in carico dei caregiver, con conseguenze dirette sul benessere delle persone assistite e sull’efficienza del sistema di welfare dell’area transfrontaliera.
Il progetto risponde a bisogni sociali urgenti attraverso la definizione di modelli integrati di intervento, la condivisione di buone pratiche e l’attivazione di reti territoriali solide e stabili. Lavorando in modo coordinato, i partner del progetto intendono costruire soluzioni che migliorino l’efficacia e l’equità dei servizi rivolti ai caregiver, rafforzando nel contempo la capacità istituzionale degli attori pubblici e privati di operare in una logica partecipata e sostenibile.
Il progetto adotta un approccio innovativo e integrato per affrontare le sfide comuni, costruito sulla cooperazione concreta tra enti sanitari, istituzioni locali e organizzazioni del terzo settore operanti nei territori di Varese e del Canton Ticino. La novità principale risiede nella costruzione di una governance transfrontaliera multilivello, capace di mettere in dialogo attori istituzionali e sociali attorno al tema del caregiver.
Tra le soluzioni che saranno approfondite nell'ambito di questo progetto si segnalano per esempio:
- percorsi informativi, formativi e di orientamento rivolti ai caregiver, sviluppati congiuntamente tra i partner per valorizzare le sinergie tra i due contesti e garantire la coerenza dei contenuti;
- servizi orientati all'ascolto e al supporto emotivo dei caregiver;
- momenti di formazione e sensibilizzazione rivolti a operatori sanitari e sociali, con focus sia sul riconoscimento dei bisogni, sia sulla valorizzazione delle competenze;
- creazione di una rete stabile di collaborazione tra servizi pubblici, privati, terzo settore e società civile in grado di facilitare gli interventi a sostegno dei caregiver informali;
- attivazione di tavoli di confronto transfrontalieri, per armonizzare approcci e prassi e proporre istanze comuni ai decisori politici.
Questo approccio si discosta dalla prassi esistente, spesso frammentata e localizzata, proponendo una visione sistemica, partecipata e orientata al cambiamento culturale. La valorizzazione del caregiver non viene trattata come un’azione settoriale, ma come leva di innovazione nei modelli di welfare locale, promuovendo una presa in carico realmente integrata e sostenibile.
GRUPPI TARGET
Autorità pubblica locale
Cittadini
Autorità pubblica regionale
Autorità pubblica nazionale
Ospedale e centro medico
Altri
PIANO DI LAVORO
La figura del familiare curante svolge un ruolo centrale nelle reti di assistenza alle persone fragili, contribuendo in modo determinante al sostegno quotidiano e alla continuità delle cure. Il suo riconoscimento, il supporto ricevuto e le modalità di integrazione nei sistemi sociosanitari variano però tra territori e contesti.
Questa eterogeneità richiede un approfondimento per comprendere come le diverse reti accolgano e valorizzino questo ruolo essenziale. L'obiettivo è fornire una visione chiara dei sistemi esistenti e delle pratiche di supporto ai familiari curanti in Ticino e Lombardia e identificare i diversi modelli di sostegno e integrazione, creando una base di conoscenza condivisa che evidenzi anche eventuali specificità regionali e transfrontaliere, individuando poi forme organizzative per mantenere e consolidare nel tempo la cooperazione tra le aggregazioni di attori che sul versante ticinese e quello varesino si occupano del benessere dei familiari curanti.
Sviluppare strumenti che rafforzino il ruolo dei familiari curanti all’interno delle reti di governance dei sistemi di assistenza domiciliare. A partire da un’analisi dei bisogni e delle configurazioni esistenti, il work package si concentra sulla progettazione di soluzioni che facilitino l’integrazione strutturata dei caregiver nei processi decisionali, organizzativi e operativi della cura. Saranno sviluppati servizi, sportelli, percorsi formativi e strumenti digitali che promuoveranno una partecipazione consapevole e riconosciuta dei familiari curanti, sostenendo modelli di governance collaborativi e sostenibili nei contesti sociosanitari di Ticino e Lombardia.
Affinché le finalità del progetto CURA-TIVA si realizzino completamente è necessario che i familiari curanti possano contare su “équipe caregiver” ben strutturate e formate, potendo così beneficiare di un flusso di informazioni aggiornato e completo, inerente le principali patologie delle persone assistite a domicilio, i servizi presenti, le modalità di accesso e le specifiche procedure da seguire.
E' previsto un doppio monitoraggio, sia facendo valutare dagli operatori socio-sanitari le attività e la formazione ricevuta, sia acquisendo dagli stessi caregiver una valutazione sull’intera attività proposta dal progetto, al fine di poter migliorare ed implementare i servizi proposti.
RISULTATI
Il numero delle persone che si calcola potranno essere interessate è stato calcolato sia in base alla popolazione residente nell'area italiana e svizzera del progetto CURA-TIVA, sia tenendo in considerazione che il progressivo aumento dell'età media della popolazione porta conseguentemente con sé un incremento della presenza di patologie e malattie croniche e la relativa necessità di familiari curanti/caregiver.
Sei partner che cooperano sinergicamente per la buona riuscita del progetto e la diffusione dei suoi risultati.