Inizio progetto gennaio 2026
SINTESI
Il progetto affronta la sfida della preservazione e valorizzazione delle lingue minoritarie ladine (in Alto Adige)e romance (nei Grigioni) nell'era digitale, superando le barriere linguistiche che ostacolano l'efficienza delle amministrazioni pubbliche nelle regioni transfrontaliere. Lo stesso vale per il friulano, la terza lingua del gruppo retoromanzo, rappresentato in questo progetto da un partner speciale fuori area programma. Queste lingue, patrimonio culturale unico dell'area di programma, rischiano l'esclusione dal mondo digitale a causa della limitata disponibilità di risorse tecnologiche, creando disuguaglianze nell'accesso ai servizi pubblici per i cittadini di queste comunità linguistiche. Le amministrazioni pubbliche, nonostante gli sforzi, faticano a offrire servizi digitali multilingui efficienti, aggravando il divario tra i territori e limitando la cooperazione transfrontaliera.
L'obiettivo generale del progetto è potenziare l'efficienza delle amministrazioni pubbliche tramite la creazione di una strategia transfrontaliera congiunta per la trasformazione digitale, nonché attraverso lo sviluppo di soluzioni digitali innovative per le lingue ladina e romancia, migliorando l'accesso ai servizi pubblici e promuovendo l'inclusione digitale di queste comunità linguistiche minoritarie. Il progetto mira a trasformare l'attuale scenario frammentato di risorse linguistiche digitali in un ecosistema coordinato e interoperabile, permettendo alle amministrazioni di fornire servizi in lingue minoritarie con maggiore efficienza e qualità, riducendo i costi di traduzione manuale e aumentando la disponibilità di informazioni pubbliche nelle lingue locali. Le amministrazioni pubbliche friulane approfitteranno altrettanto da un profondo scambio reciproco di know-how, essendo rappresentate da un partner speciale fuori area programma, il quale parteciperà attivamente nello sviluppo della strategia congiunta per la trasformazione digitale.
Il progetto produrrà: 1) una strategia di digitalizzazione coordinata per le tre lingue retoromanze e la sottoscrizione di accordi amministrativi di cooperazione; 2) l'integrazione delle lingue minoritarie negli standard digitali internazionali (Unicode CLDR); 4) modelli di intelligenza artificiale ottimizzati per il riconoscimento vocale (software di trascrizione vocale) per il Ladino e il Romancio.
Beneficeranno di questi output amministrazioni pubbliche locali, cittadini delle comunità ladine, romance e friulane, operatori culturali e linguistici, sviluppatori di tecnologie linguistiche e, indirettamente, altre comunità minoritarie in Europa che potranno utilizzare il modello sviluppato.
L'approccio transfrontaliero è essenziale perché queste lingue minoritarie, pur separate da confini nazionali, condividono radici comuni e affrontano sfide simili nel contesto digitale. La collaborazione permette di: 1) condividere risorse e competenze complementari tra istituzioni italiane e svizzere; 2) raggiungere la massa critica necessaria per lo sviluppo di tecnologie linguistiche efficaci che nessuna delle comunità potrebbe realizzare autonomamente – in particolare, i modelli di trascrizione vocale vengono sviluppati insieme per il Ladino e il Romancio da un unico partner; 3) armonizzare la terminologia tecnica, favorendo la comprensione reciproca e la standardizzazione; 4) implementare soluzioni coordinate che rispondano alle esigenze specifiche di tutte e tre le comunità coinvolte, garantendo maggiore sostenibilità e impatto.
L'originalità del progetto risiede nell'approccio integrato che unisce: 1) l'innovazione tecnologica (IA, riconoscimento vocale) con la tutela del patrimonio linguistico culturale; 2) la creazione di un ecosistema digitale aperto che garantisce la sostenibilità delle soluzioni e previene la dipendenza da singoli fornitori tecnologici; 3) l'elaborazione di modelli di governance della trasformazione digitale per le lingue retoromanze nonché la costruzione di un sistema che contribuisce attivamente alla modernizzazione e all'evoluzione delle lingue minoritarie nel contesto digitale contemporaneo; 4) lo sviluppo congiunto di un unico modello di intelligenza artificiale (AI) per il riconoscimento vocale (trascrizione automatica vocale speech-to-text) per il Ladino e il Romancio.
OBIETTIVO
ISO 6.2 Potenziare una amministrazione pubblica efficiente mediante la promozione della cooperazione giuridica e amministrativa e della cooperazione fra cittadini, attori della società civile e istituzioni, in particolare con l'intento di eliminare gli ostacoli di tipo giuridico e di altro tipo nelle regioni frontaliere
Il progetto DIGI-RLF modernizza i servizi pubblici nelle regioni ladine e romance creando una strategia per strumenti digitali per la comunicazione multilingue. Entro fine progetto, 6 comuni pilota e i cittadini su ogni lato della frontiera utilizzeranno sistemi di trascrizione automatica per riunioni. Le 2 lingue minoritarie saranno integrate negli standard software internazionali, permettendo a 70.000 cittadini di accedere a servizi digitali nella propria lingua madre con maggiore efficienza.
CAPOFILA
Provincia Autonoma di Bolzano - Ripartizione Amministrazione scuola e cultura ladina
PARTNER
Lia Rumantscha (Cantone dei Grigioni)
Eurac Research (Provincia Autonoma di Bolzano)
Libera Università di Bolzano - Facoltà di Scienze della Formazione
Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane (Udine)
BUDGET
599.951,20 €
75.595 CHF (contributo svizzero)
RILEVANZA E CONTESTO
L'area di Programma Italia-Svizzera è caratterizzata dalla presenza di lingue minoritarie storiche con radici comuni ma separate da confini nazionali: il ladino in Alto Adige e il romancio nei Grigioni, che insieme contano circa 70.000 parlanti distribuiti in territori montani caratterizzati da specificità amministrative e geografiche comuni. Il friulano, lingua retoromanza sita al di fuori dall’area di programma, conta 444.000 parlanti attivi e 700.000 utenti passivi.
Queste comunità affrontano sfide simili che il progetto intende affrontare:
Esclusione digitale delle lingue minoritarie: le tre lingue rischiano la marginalizzazione nell'era digitale, dove l'assenza di tecnologie linguistiche adeguate limita la loro presenza online e nei servizi digitali, minacciando la loro vitalità e rilevanza per le nuove generazioni. I parlanti rischiano di essere esclusi dalla digitalizzazione.
Inefficienza amministrativa: le amministrazioni pubbliche nelle tre regioni devono gestire servizi multilingui con risorse limitate. La traduzione manuale di documenti e comunicazioni richiede tempo e risorse considerevoli, creando disparità nell'accesso ai servizi pubblici per i parlanti di lingue minoritarie. Questo fenomeno è particolarmente critico per servizi essenziali come i bollettini valanghe, la comunicazione istituzionale e la documentazione dei consigli comunali.
Frammentazione delle risorse digitali: Le iniziative esistenti per la digitalizzazione di queste lingue sono frammentate e non raggiungono la massa critica necessaria per sviluppare soluzioni tecnologiche efficaci. Nessuna delle tre comunità, da sola, possiede risorse sufficienti per competere con le lingue maggioritarie nel panorama digitale.
Mancanza di standard comuni: L'assenza di standard digitali condivisi ostacola l'interoperabilità tra sistemi e l'integrazione di queste lingue nelle piattaforme tecnologiche internazionali.
La cooperazione transfrontaliera rappresenta un'opportunità unica per condividere risorse e competenze complementari tra istituzioni italiane e svizzere, sviluppare strategie coordinate per la digitalizzazione delle lingue minoritarie, creare economie di scala nella produzione di risorse digitali per lingue con radici comuni sfruttando, in particolare, la parentela linguistica tra le tre lingue per sviluppare soluzioni tecnologiche che nessuna delle comunità potrebbe realizzare autonomamente, definire standard condivisi che facilitino l'integrazione di queste lingue nelle tecnologie digitali globali e rafforzare l'identità culturale comune dell'area alpina, promuovendo contemporaneamente l'innovazione amministrativa.
Il progetto risponde direttamente all'obiettivo del Programma di eliminare gli ostacoli di tipo giuridico e altro nelle regioni frontaliere, trasformando le barriere linguistiche in opportunità di cooperazione e innovazione amministrativa, contribuendo così al miglioramento dell'efficienza delle pubbliche amministrazioni attraverso soluzioni digitali condivise.
GRUPPI TARGET
Autorità pubblica locale
Cittadini
Centro di istruzione/formazione e scuola
Educazione superiore e organizzazione di ricerca
Autorità pubblica regionale
Agenzia settoriale
Gruppi di interesse incluso ONG
GECT
PIANO DI LAVORO
Le attività principali includono la supervisione delle attività progettuali, il coordinamento tra i partner, la gestione finanziaria e la preparazione di relazioni finanziarie periodiche. Inoltre, il progetto prevede l'implementazione di misure per garantire la qualità dei risultati e la mitigazione dei rischi potenziali. La comunicazione tra i partner è facilitata attraverso riunioni regolari per discutere i progressi e risolvere eventuali problemi. I risultati attesi comprendono relazioni di progetto, relazioni finanziarie e conti, e documentazione di progetto.
Sviluppare una strategia congiunta per la trasformazione digitale delle lingue retoromanze – romancio, ladino e friulano – al fine di superare le barriere linguistiche che ostacolano l’efficienza delle amministrazioni pubbliche nelle regioni transfrontaliere.
L’obiettivo è trasformare l’attuale frammentazione delle risorse digitali in un ecosistema coordinato e interoperabile, capace di supportare servizi pubblici multilingui di qualità.
Il lead partner integrerà le esperienze e le strategie esistenti (come quella della Lia) in un quadro comune, elaborando una roadmap condivisa per la digitalizzazione linguistica e amministrativa, con attenzione alla sostenibilità e all’adozione da parte delle istituzioni.
Migliorare l‘accessibilità e l‘usabilità delle interfacce utente nelle lingue minoritarie nei sistemi operativi e nelle applicazioni. Previsione dell'integrazione del ladino e del romancio nel Common Locale Data Repository (CLDR) di Unicode. Essere in CLDR è prerequisito per una lingua per essere presente nel mondo digitale. Questo include la traduzione di menù di software, di dialoghi di sistema, la gestione di formati di data e ora, numeri, valute e altri elementi localizzati.
Alla fine del progetto, i set di dati per 5 varianti del Romancio nonché per 5 varianti del Ladino saranno integrate in Unicode CLDR. Questo le renderà sempre più visibili nei principali sistemi operativi (iOS, Andriod, Mac OS, Windows, Linux) e nelle applicazioni.
Sviluppare uno strumento che converte lingua parlata ladina e romancia in testo scritto. Svilupperemo modelli di riconoscimento vocale (STT) per 2 varietà ladine e per 6 varietà romance, attraverso l’addestramento supervisionato su corpora audio/testo di alta qualità raccolti ad hoc. Saranno ottimizzati per la verbalizzazione automatica di comunicazioni pubbliche e amministrative, per rafforzare l’accessibilità linguistica, la trasparenza istituzionale e la partecipazione civica.
Attraverso la selezione e l’accompagnamento di almeno sei comuni pilota nel Cantone dei Grigioni e in Provincia di Bolzano, saranno realizzati progetti dimostrativi che integrano lo strumento linguistico nei flussi amministrativi quotidiani, per esempio in riunioni di organi comunali. Il pacchetto prevede la produzione di materiali informativi, workshop pratici per il personale, e un sistema di valutazione con indicatori qualitativi e quantitativi. Anche CLLD Terra Raetica si è dichiarata interessata a testare le soluzioni sviluppate.
L’obiettivo è creare capacità operative durature, promuovere l’adozione dello strumento e garantire un impatto sostenibile sull’accessibilità digitale e sull’efficienza amministrativa nei contesti locali.
Sarà pubblicata la strategia integrata RLF; verranno organizzati eventi chiave e prodotti materiali formativi. I workshop previsti contribuiranno a consolidare l’adozione degli strumenti anche oltre la durata del progetto.
Cambiamenti attesi: ladino e romancio integrati nei sistemi operativi, una ventina di articoli sul progetto, rete permanente di decine di organizzazioni RLF.
Sostenibilità: governance permanente con accordi formali tra istituzioni di Alto Adige, Grigioni e Friuli per manutenzione continuativa. Verrà dimostrato che investire nelle lingue minoritarie significa servizi pubblici più innovativi ed efficienti.
RISULTATI
"Protocollo d'Intesa permanente per la coordinazione terminologica informatica tra lingue retoromanze".
70.000 parlanti del romancio e del ladino approfitteranno di questo accordo
Contenuti Specifici:
1. Armonizzazione terminologica per ulteriori traduzioni informatiche
2. Procedure congiunte per creazione neologismi
3. Condivisione database terminologici (Pledari Grond <> risorse ladine <> risorse friulane)
4. Commissione terminologica permanente
5. Standard comuni per traduzioni tecniche
Inoltre:
1. Roadmap pluriennale per l’ implementazione.
2. Linee guida per le amministrazioni pubbliche.
3. Protocollo d'Intesa permanente per l'armonizzazione terminologica informatica tra lingue retoromanze
La cooperazione istituzionalizzata e tessuta tramite questi documenti e accordi garantirà che l'infrastruttura digitale sviluppata continui a essere mantenuta, aggiornata e ampliata, massimizzando l'impatto a lungo termine dell'investimento e creando un modello replicabile per altre comunità linguistiche minoritarie dell'area alpina.