Inizio progetto gennaio 2026
SINTESI
IN3C – Intrecci di Cura, Comunità e Confine nasce dalla consapevolezza che le sfide sociali che attraversano oggi le Alpi richiedono risposte condivise, solidali e capaci di superare i confini amministrativi.
Nelle valli alpine di confine, come la Valchiavenna in Italia e la Val Bregaglia in Svizzera, l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento e la crescente fragilità sociale mettono a rischio la tenuta delle comunità locali e la qualità della vita delle persone più vulnerabili.
Questi territori, accomunati da isolamento geografico e profondi cambiamenti demografici, condividono criticità come l’accesso limitato ai servizi sociosanitari, l’indebolimento delle reti familiari e la carenza di personale specializzato. Il lento declino dei servizi e delle reti di prossimità rende urgente la costruzione di un nuovo modello fondato su cooperazione, partecipazione e innovazione sociale.
IN3C, attraverso forme di cooperazione transfrontaliere, vuole rafforzare il senso di comunità ed immaginare nuove forme di cura e mutualismo. Il progetto intende così rispondere alle sfide sociali e sanitarie delle aree marginali di confine – in particolare tra Valchiavenna (It) e Val Bregaglia (Ch) – legate all’invecchiamento della popolazione, alla fragilità crescente, allo spopolamento e alla crisi dei modelli familiari tradizionali, che colpiscono anche territori storicamente stabili.
In questo contesto, IN3C mira a costruire una Comunità di Cura Alpina Transfrontaliera, rafforzando il legame tra le due aree e promuovendo un sistema di welfare integrato, sostenibile e innovativo.
Il progetto si fonda su una lunga tradizione di collaborazione tra enti italiani e svizzeri, valorizzando esperienze precedenti maturate nei progetti Accordiamoci e Sanità a Confronto.
IN3C non solo prosegue quel percorso, ma ne amplia la portata attraverso un approccio integrato, che unisce co-progettazione, prossimità territoriale e innovazione tecnologica.
Il progetto è articolato in tre aree principali.
La prima riguarda la costruzione di una visione comune tra i territori, basata sull’analisi partecipata dei bisogni, la mappatura dei servizi e l’attivazione di spazi di confronto tra attori pubblici, privati e del terzo settore. Questo lavoro getta le basi per una Comunità di Cura fondata sulla cooperazione, sulla condivisione delle risorse e sulla capacità di apprendimento reciproco.
La seconda area è dedicata alla sperimentazione di soluzioni congiunte di assistenza, attraverso strumenti e servizi innovativi che rispondano in modo diretto ai bisogni rilevati. In questa fase, le comunità locali diventano protagoniste attive nel disegno e nell’implementazione degli interventi.
La terza area si concentra sulla trasformazione concreta dei servizi: vengono introdotte tecnologie digitali per il telemonitoraggio e la teleassistenza, si attivano programmi di supporto domiciliare e dispositivi salvavita collegati alle farmacie e agli studi medici, migliorando gli ambienti terapeutici e promuovendo una riorganizzazione del lavoro sociosanitario più attenta al benessere degli operatori.
L’integrazione dei servizi digitali consente inoltre di estendere la copertura assistenziale, soprattutto verso le persone più isolate, e di promuovere la permanenza a domicilio come alternativa efficace alla residenzialità.
Attraverso il coinvolgimento diretto di enti locali, operatori, famiglie e volontari, il progetto costruisce una rete di prossimità capace di coniugare innovazione e solidarietà.
Gli strumenti operativi previsti includono sportelli di ascolto, voucher o pacchetti di cura per l’assistenza domiciliare e progettazione di spazi sensoriali per il benessere.
Particolare attenzione è riservata all’utilizzo di soluzioni replicabili, affinché i risultati possano essere trasferiti anche ad altri contesti alpini simili.
OBIETTIVO
RSO 4.5 Garantire parità di accesso all'assistenza sanitaria e promuovere la resilienza dei sistemi sanitari, compresa l'assistenza sanitaria di base, come anche promuovere il passaggio dall'assistenza istituzionale a quella su base familiare e sul territorio
Il progetto mira a migliorare la qualità della vita delle persone anziane e fragili nelle aree alpine marginali di Valchiavenna e Bregaglia, rafforzando una rete territoriale transfrontaliera. Attraverso la sperimentazione di modelli condivisi di welfare di comunità e metodologie integrate, si intende ridurre isolamento e vulnerabilità, promuovendo cooperazione, mutuo aiuto e servizi di prossimità per invertire l’attuale scenario.
CAPOFILA
Fondazione Casa di Riposo Città di Chiavenna ONLUS (Sondrio)
PARTNER
Centro Sanitario Bregaglia (Cantone dei Grigioni)
Comunità Montana della Valchiavenna (Sondrio)
Comune di Piuro (Sondrio)
BUDGET
599.080 €
95.562 CHF (contributo svizzero)
RILEVANZA E CONTESTO
Il progetto IN3C si inserisce in area funzionale Grigioni–Lombardia, mira a contrastare lo spopolamento delle aree periferiche attraverso lo sviluppo di servizi innovativi e la gestione integrata della crescente domanda di personale sanitario. In questo contesto, si propone di individuare un modello di collaborazione IT-CH per le situazioni di emergenza proponendo soluzioni di reciproco ampliamento delle competenze applicabili a tutti i territori di confine secondo i principi dello “stato di necessità”. L’iniziativa affronta sfide cruciali tra cui aumento della domanda di personale sanitario, accesso ai servizi, promuovendo sinergie operative tra i servizi sociosanitari di confine.
L’area progettuale è una zona omogenea dal punto di vista geografico, storico e sociale, divisa unicamente da un confine amministrativo. I partner coinvolti operano a soli 12km di distanza(ca 10min), condividendo dinamiche demografiche, criticità infrastrutturali e bisogni sociosanitari analoghi. Questa prossimità territoriale rende la cooperazione transfrontaliera non solo auspicabile, ma necessaria e naturale.
La strategia promuove la condivisione di intenti, ruoli e metodi, affrontando cambiamenti demografici, carenza di manodopera sociosanitaria, trasformazioni sociali e nuovi modelli di vita reinterpretabili attraverso la cooperazione tra enti territoriali per costruire una Comunità di Cura Alpina, fondata su collaborazione, co-progettazione e risorse condivise. Il progetto mira al sostegno alla fragilità, INTRECCI di interventi in ambito residenziale e territoriale, garantendo continuità e accesso a servizi innovativi con un approccio metodologico basato sulla valorizzazione del lavoro in rete, lo scambio continuo di buone pratiche e l’implementazione di azioni innovative. Queste azioni si articolano principalmente in due assi operativi: percorsi sperimentali condivisi e mutuo aiuto tra le strutture partner. I percorsi sperimentali sono pensati per studiare, individuare e sviluppare soluzioni innovative e flessibili che rispondano alla fragilità territoriale, affrontando i bisogni emergenti con approcci sinergici, integrati e multidimensionali, adattabili ai diversi contesti locali. Soluzioni di mutuo aiuto tra partner consentono di integrare e compensare competenze, risorse e funzioni operative, rendendo la collaborazione transfrontaliera un’opportunità concreta per affrontare criticità comuni e ottimizzare sia l’organizzazione sia il capitale umano disponibile.
Un elemento chiave del progetto è la riqualificazione della cura, attraverso l’adozione di soluzioni digitali e la creazione di ambienti terapeutici dedicati alle fragilità. Queste innovazioni mirano a migliorare l’efficienza operativa, alleggerire il carico di lavoro del personale e favorire un’organizzazione più efficiente e centrata sulla persona assistita. Dal progetto emerge un modello sociale sostenibile, fondato sulla co-responsabilità tra enti, operatori e cittadini, sulla condivisione delle risorse e sulla partecipazione attiva delle comunità locali. La visione è quella di un impegno a lungo termine, che mette al centro il benessere collettivo e la qualità della vita.
La cooperazione transfrontaliera sviluppata dal progetto consente di creare sinergie tra i servizi offerti nei territori alpini coinvolti. Si dà vita a un sistema integrato di sostegno rivolto in particolare alle persone anziane e fragili, basato su principi di prossimità, innovazione tecnologica e mutuo aiuto tra le comunità. In questo contesto, viene implementato un sistema avanzato di telemonitoraggio domiciliare e teleassistenza, che supporta la cura e il controllo continuo delle condizioni di salute delle persone a casa loro. Gli enti locali si configurano come presidi sociali di ascolto e accompagnamento, capaci di intercettare precocemente situazioni di bisogno e di attivare risposte tempestive, rafforzando così la rete locale di cura.
Un obiettivo è “avvicinare” i servizi agli utenti, facilitare l’accesso e garantire risposte concrete ai bisogni. Ciò si traduce in una gamma di interventi che spazia dal supporto alla domiciliarità, come pacchetti di cura/ voucher, allo sportello di ascolto e all’accompagnamento per l’accesso a servizi sanitari, diagnostici e di cura specialistica.
Per valutare l’efficacia del progetto, è stato previsto un sistema di monitoraggio, anche attivato direttamente tramite lo Sportello con interviste qualitative, che consentirà di fotografare lo stato dei servizi disponibili e quelli attivati. I servizi domiciliari gestiti dalla C.M. e lo Spitex del Centro sanitario Bregaglia, potranno attraverso confronti periodici ipotizzare soluzioni congiunte di risposte ai bisogni. Questo sistema dovrebbe rafforzare l’integrazione e la coesione transfrontaliera, assicurando risposte più adeguate, di prossimità, ai bisogni delle popolazioni alpine e contribuendo a contrastare marginalità e difficoltà legate all’isolamento geografico e sociale dei territori coinvolti.
Il progetto si basa su una logica di prossimità e complementarità: da un lato, la RSA Citta Di Chiavenna, Comunità Montana della Valchiavenna e il Comune di Piuro gestiscono servizi territoriali e prestazioni assistenziali, dall’altro il Centro Sociosanitario della Bregaglia opera con un modello “a ombrello", che unifica le funzioni sanitarie sociali e territoriali. Il partenariato quindi nella sua struttura complessa proprio attraverso la differenziazione dei sistemi fornisce una risorsa strategica importante: unendo approcci e competenze si può costruire una risposta più solida, multidimensionale e replicabile anche in altri territori alpini.
L’approccio metodologico del progetto si fonda sulla valorizzazione del lavoro in rete, dello scambio di buone pratiche e su azioni innovative, articolate nei seguenti assi operativi:
Percorsi sperimentali condivisi, mirati a studiare, individuare e sviluppare soluzioni innovative e flessibili in risposta alla fragilità territoriale, individuando ed affrontando i bisogni emergenti con approcci sinergici, integrati e multidimensionali, adattabili ai diversi contesti territoriali.
Mutuo aiuto ipotizzato tra le strutture partner é finalizzato a integrare e compensare competenze, risorse e funzioni operative. La collaborazione transfrontaliera diventa così un’opportunità concreta per affrontare in modo sinergico criticità comuni, ottimizzando l’organizzazione e il capitale umano disponibile.
GRUPPI TARGET
Autorità pubblica locale
Cittadini
Centro di istruzione/formazione e scuola
Educazione superiore e organizzazione di ricerca
Autorità pubblica regionale
Autorità pubblica nazionale
Ospedale e centro medico
Organismo giuridico transfrontaliero
PIANO DI LAVORO
Promuovere la nascita di una Comunità di Cura Alpina Transfrontaliera attraverso il rafforzamento della rete territoriale e l'attivazione di spazi strutturati di confronto tra attori pubblici, privati e del terzo settore operanti nei due territori. L’azione si fonda sul riconoscimento e la valorizzazione delle esperienze pregresse di collaborazione tra le due realtà transfrontaliere, che costituiscono una base concreta per sviluppare una visione condivisa.
A partire da bisogni comuni legati a invecchiamento e fragilità, si promuove uno scambio strutturato di pratiche e soluzioni, in un’ottica di apprendimento reciproco e crescita congiunta. Attraverso mappature partecipate, tavoli tematici e processi di co-progettazione, si vogliono definire modelli innovativi e integrati di welfare di prossimità, sostenibili, replicabili e coerenti con le priorità del programma, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità alpina solidale e interconnessa.
sperimentazione congiunta di soluzioni innovative per l’assistenza alle persone fragili, rafforzando il modello di Comunità di Cura Alpina Transfrontaliera tra Valchiavenna e Val Bregaglia. Se il precedente Work Package ha posto le basi del mutuo aiuto tra le strutture, qui si compie un passo avanti: si mettono in campo strumenti, competenze e servizi condivisi, frutto di un lavoro di analisi, raccolta dei bisogni e progettazione integrata e di una visione comune dei bisogni emergenti.
L’obiettivo è sviluppare un modello sociale transfrontaliero sostenibile, orientato al benessere integrato delle persone fragili, attraverso azioni operative che coinvolgono attivamente comunità locali, enti pubblici, famiglie e operatori. Il modello promuove la partecipazione, la condivisione delle risorse e una gestione collaborativa delle sfide sociali e sociosanitarie.
Questo Work Package affronta le sfide legate all’invecchiamento, allo spopolamento e alla precarizzazione sociale nelle aree alpine marginali e transfrontaliere. Dopo aver sperimentato strumenti condivisi e modelli di collaborazione, il WP3 mira a qualificare l’assistenza attivando soluzioni tecnologiche e ambienti terapeutici innovativi. L’obiettivo è migliorare l’efficacia, l’accessibilità e la sostenibilità dei servizi, favorendo la domiciliarità, il telemonitoraggio, l’autonomia e il benessere delle persone fragili, valorizzando al contempo il lavoro degli operatori sociosanitari. Il cambiamento atteso è una rete di cura evoluta e attrattiva, fondata su co-progettazione, innovazione digitale e qualità delle relazioni.
RISULTATI
Soluzioni sperimentali di assistenza domiciliare e di cura innovative, anche con azioni di mutuo aiuto.