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ITCH-AMP

Inizio progetto gennaio 2026

SINTESI
La crescente diffusione di infezioni resistenti agli antibiotici (AMR) rappresenta una sfida comune per l’area transfrontaliera Italia-Svizzera. In particolare, le infezioni croniche associate alla formazione di biofilm batterici rappresentano un problema clinico e sanitario sempre più critico, sia in contesti ospedalieri sia comunitari, con impatti rilevanti in termini di salute pubblica, costi sanitari e qualità della vita. La limitata efficacia degli antibiotici convenzionali contro i biofilm richiede strategie innovative e soluzioni terapeutiche alternative.
L’obiettivo generale del progetto è sviluppare una piattaforma biotecnologica transfrontaliera per la progettazione, produzione e validazione di proteine e terapie a base di batteriofagi con attività mirata contro biofilm patogeni. Il progetto mira a generare nuove soluzioni terapeutiche con un alto potenziale di trasferimento industriale e clinico, contribuendo al contenimento dell’AMR e al rafforzamento dell’innovazione biotecnologica nell’area.
Il cambiamento atteso è duplice: da un lato, rafforzare la capacità dell’area transfrontaliera di generare innovazione nel campo della salute e delle biotecnologie; dall’altro, fornire strumenti pratici e terapeutici che possano affrontare problemi oggi irrisolti dalla medicina tradizionale.
I principali output del progetto includeranno:
- una libreria di proteine e faghi antibiofilm ottimizzati;
- modelli e strumenti computazionali per la progettazione razionale;
- protocolli scalabili di produzione e purificazione;
- risultati sperimentali validati su modelli in vitro;
- una piattaforma integrata condivisa tra i partner transfrontalieri.
I beneficiari diretti saranno i partner scientifici e industriali coinvolti, ma anche strutture sanitarie, imprese biotech e, in prospettiva, pazienti affetti da infezioni croniche. Il progetto potrà inoltre fungere da volano per future collaborazioni pubblico-private nell’area.

OBIETTIVO 
RSO 1.1 Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione e introduzione di tecnologie avanzate
Creare una piattaforma transfrontaliera per la scoperta e validazione di batteriofagi contro patogeni resistenti, favorendo l’innovazione nel settore biotech e MedTech. Il progetto risponde ai bisogni di centri di ricerca, PMI e ospedali nelle aree transfrontaliere IT-CH, con l’obiettivo misurabile di generare almeno 3 prototipi preclinici validati e una rete strutturata di cooperazione.

CAPOFILA
Università degli Studi del Piemonte Orientale (Vercelli)

PARTNER
Precise Health SA (Cantone Vallese)
Adamastor Bioservices (Milano)

BUDGET
532.179,00 €
100.000 CHF (contributo svizzero) 

RILEVANZA E CONTESTO
Il progetto affronta una delle sfide sanitarie e tecnologiche più critiche e trasversali dell’area transfrontaliera italo-svizzera: l’aumento costante della resistenza antimicrobica (AMR) nei patogeni clinici, che riduce l’efficacia degli antibiotici e mette a rischio la salute pubblica, in particolare in contesti ospedalieri e ad alta densità di popolazione. Tale problematica rappresenta una minaccia prioritaria riconosciuta a livello globale dall’OMS e richiede soluzioni innovative che superino le strategie terapeutiche convenzionali.
L’area di Programma è caratterizzata da una significativa interconnessione tra i sistemi sanitari, le università, i centri di ricerca e le PMI del settore biotech e MedTech. Tuttavia, nonostante il potenziale, la cooperazione strutturata tra attori di entrambi i versanti della frontiera resta limitata, soprattutto nel campo della ricerca applicata e dello sviluppo preclinico di nuove terapie. Ciò comporta una dispersione di risorse, duplicazione degli sforzi e una minore capacità competitiva a livello europeo e internazionale.
Il progetto risponde a questa sfida comune con un duplice approccio:
- Scientifico-tecnologico, attraverso lo sviluppo di una piattaforma integrata per la selezione, caratterizzazione e validazione preclinica di terapie basate su batteriofagi e loro derivati (es. endolisine) contro patogeni resistenti rilevanti per l’area transfrontaliera.
- Strutturale-sistemico, favorendo il trasferimento tecnologico, l’interoperabilità delle infrastrutture e la creazione di una rete stabile di collaborazione tra soggetti pubblici e privati attivi nella ricerca e innovazione biotecnologica.
La rilevanza territoriale è duplice. Sul fronte italiano, si riscontra una crescente necessità di rafforzare le capacità di ricerca e innovazione delle università e delle PMI biotech, migliorandone l’accesso a infrastrutture di frontiera e percorsi di validazione industriale. Sul fronte svizzero, si osserva una forte specializzazione nel settore MedTech e nella clinica applicata, con un interesse crescente verso approcci personalizzati e alternativi agli antibiotici. L’integrazione di questi punti di forza complementari può generare impatti significativi in termini di innovazione, attrattività territoriale e qualità dei servizi sanitari.
Il progetto affronta in maniera concreta e integrata le sfide comuni individuate nell’area transfrontaliera italo-svizzera relative alla resistenza antimicrobica (AMR), alla frammentazione delle competenze e delle infrastrutture di ricerca, e alla necessità di accelerare il trasferimento tecnologico di soluzioni innovative. La strategia adottata si basa sulla creazione congiunta di una piattaforma biotecnologica transfrontaliera per la scoperta, caratterizzazione e validazione preclinica di terapie innovative basate su batteriofagi, che costituisce il nucleo innovativo del progetto.
Questa piattaforma sarà co-progettata e co-gestita da attori accademici, clinici e industriali delle due aree nazionali, e risponderà a tre esigenze fondamentali:
- Innovare gli approcci terapeutici contro l’AMR, puntando su soluzioni naturali e biologiche, come i batteriofagi e i loro derivati (es. endolisine, enzimi litici), già noti per la loro specificità e bassa propensione a indurre resistenze secondarie
- Superare la frammentazione infrastrutturale, integrando in una rete interoperabile le competenze e le tecnologie esistenti nei laboratori universitari, centri clinici e PMI dell’area, ottimizzandone l’uso e l’accesso da parte di tutti i partner
- Promuovere un ecosistema stabile di cooperazione transfrontaliera, che favorisca il trasferimento dei risultati dalla ricerca all’impresa e alla pratica clinica, attraverso attività dimostrative, validazione preclinica e percorsi comuni di formazione.

GRUPPI TARGET
Autorità pubblica locale
Autorità pubblica regionale
Educazione superiore e organizzazione di ricerca
PMI
Cittadini
Ospedale e centro medico

PIANO DI LAVORO
Isolare, caratterizzare e selezionare fagi litici attivi contro S. aureus, inclusi ceppi clinici multiresistenti, con particolare attenzione alla loro efficacia nella prevenzione e disgregazione dei biofilm, al fine di creare una libreria di candidati promettenti per lo sviluppo di nuove terapie antimicrobiche.
L'obiettivo è realizzabile entro la durata del progetto, grazie all'esperienza del partner responsabile e alla disponibilità di infrastrutture e ceppi clinici già identificati.
I risultati saranno utili per partner coinvolti nel progetto nei territori transfrontalieri, con potenziali ricadute a livello europeo per lo sviluppo di terapie alternative contro infezioni batteriche persistenti.
Si otterrà:
- Una libreria conservata di isolati fagici attivi contro S. aureus
- Dati completi sullo spettro d’ospite, caratteristiche fenotipiche e genomiche dei fagi
- Un sottoinsieme selezionato di fagi con attività anti-biofilm dimostrata, pronti per fasi successive di ottimizzazione
Identificare, produrre e caratterizzare sperimentalmente proteine fagiche bioattive con potenziale azione antibatterica, da utilizzare come candidati terapeutici contro patogeni resistenti agli antibiotici, validando la loro efficacia in vitro in contesti rilevanti per i territori transfrontalieri coinvolti.
Chi necessita degli output:
- PMI biotech (PreciseHealth, Adamastor) per lo sviluppo di nuovi prodotti antimicrobici.
- Gruppi di ricerca accademici (UPO) per generare conoscenza utile al downstream della pipeline terapeutica.
Cambiamento atteso (misurabile):
- Produzione e validazione funzionale di almeno 3 proteine fagiche bioattive;
- Attivazione di collaborazioni sperimentali tra gruppi pubblici e privati;
- Generazione di dati biologici utilizzabili per scale-up, simulazioni e validazioni cliniche.
Identificare e ottimizzare proteine antibiofilm derivate da fagi attraverso modellizzazione e simulazioni in silico, consentendo la selezione razionale dei candidati con il maggior potenziale per un’applicazione terapeutica. Questo obiettivo sarà raggiunto tramite la predizione strutturale degli enzimi prioritari, simulazioni di docking con i bersagli presenti nella matrice biofilmica e un affinamento delle interazioni proteina–bersaglio. I risultati ottenuti saranno utilizzati dai partner di ricerca nell’area transfrontaliera per guidare la validazione biofisica e in vitro. 
Sviluppare e ottimizzare una piattaforma biofisica transfrontaliera per analizzare in tempo reale l’interazione tra fagi ingegnerizzati e cellule di Staphylococcus, comprese le interazioni con biofilm e cellule vive, generando dati quantitativi per validare le simulazioni computazionali e per l’addestramento di modelli di AI.
Sviluppare e validare piattaforme in vitro standardizzate, clinicamente rilevanti e riproducibili per lo studio e l’ottimizzazione di strategie antimicrobiche a base di fagi ed enzimi, finalizzate alla disgregazione e prevenzione di biofilm multiresistenti di Staphylococcus aureus ed Escherichia coli, su materiali clinici simulanti dispositivi medici.

RISULTATI
Almeno 3 soluzioni sviluppate nel corso del progetto (es. protocolli bioinformatici per identificazione proteine fagiche, pipeline di simulazione, metodi di validazione funzionale) saranno adottate e integrate nelle attività correnti di partner accademici e industriali, contribuendo a innovare la ricerca e sviluppo in ambito biotecnologico antimicrobico.
Due PMI partecipanti (PreciseHealth e Adamastor) introdurranno innovazioni significative nei propri processi produttivi e nelle strategie di sviluppo di nuovi prodotti, grazie all’adozione di tecnologie e conoscenze generate nel progetto (screening di proteine fagiche, validazione computazionale e sperimentale, criteri di scalabilità industriale).
La cooperazione transfrontaliera tra i partner principali (UPO, PreciseHealth, Adamastor) continuerà anche dopo la conclusione del progetto, tramite nuove attività congiunte di R&S, partecipazione a bandi competitivi e iniziative di valorizzazione dei risultati (es. estensione della piattaforma, proposte per programmi europei).
 

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