Inizio progetto gennaio 2026
SINTESI
L’area di Programma coincide con l’area insubrica caratterizzata dai grandi laghi posti allo sbocco delle maggiori vallate sudalpine a cavallo del confine italo-svizzero. Si tratta di una regione prevalentemente montagnosa ma con un forte sviluppo degli insediamenti e delle vie di comunicazione dovuto al diffuso e avanzato processo di conurbazione. In questi territori si osserva solitamente una densità demografica molto elevata sui fondovalle, in netto contrasto con gli ampi spazi verdi soprastanti in gran parte desertati e abbandonati dalla popolazione.
La combinazione di fattori quali l’incremento demografico, lo sviluppo insediativo e infrastrutturale, i cambiamenti climatici, l’abbandono delle fasce boschive dominate dal castagno e dei terreni agricoli marginali, unito alla pressione esercitata dalla fauna selvatica e alla diffusione di specie neofite invasive, sta determinando un’evoluzione profonda e talvolta critica del paesaggio transfrontaliero insubrico.
In particolare, si osserva una crescente contiguità tra aree urbane e boschive, spesso accompagnata da una perdita di stabilità di molti popolamenti arborei e della funzionalità protettiva dei boschi, con impatti significativi sulla sicurezza dei territori. Questi cambiamenti pongono nuove sfide alla gestione del rischio e alla resilienza territoriale, soprattutto nei confronti dei pericoli naturali di tipo gravitativo (caduta alberi, caduta massi, colate detritiche, scivolamenti superficiali, valanghe), che minacciano centri abitati e vie di comunicazione.
Alla luce di tali dinamiche, il progetto si propone di rafforzare la capacità di monitoraggio, analisi e gestione dei boschi periurbani, con un approccio integrato e transfrontaliero. L’obiettivo principale è sviluppare strumenti scientifici e operativi per valorizzare il ruolo multifunzionale dei boschi periurbani e supportare strategie efficaci di mitigazione del rischio e gestione delle emergenze.
Il progetto contribuisce allo sviluppo di nuove procedure e strategie che permettano un utilizzo più efficiente delle tecnologie digitali e una maggiore disponibilità dei dati per il supporto alle decisioni e per una priorizzazione gestionale che possa rispondere in modo tempestivo alle criticità più urgenti ottimizzando l’impiego di mezzi di intervento giocoforza limitati in termini di risorse finanziarie, dispositivi tecnici, strumenti e personale.
Particolare attenzione è dedicata all’adozione e sperimentazione di metodologie innovative di geomatica, come il laser scanning LiDAR in versione aviotrasportata, da drone, terrestre mobile o fissa. Queste tecnologie permettono il rilevamento rapido, su ampie superfici, di parametri forestali chiave: struttura verticale del bosco, distribuzione e stima dei diametri dei tronchi, presenza di alberi schiantati o ribaltati, valutazione della rigenerazione naturale e monitoraggio del processo di laurofillizzazione. Tali elementi sono cruciali per individuare tempestivamente situazioni di degrado strutturale o ecologico, spesso correlate all’aumento della vulnerabilità e al rischio di dissesto.
Il progetto prevede inoltre una valutazione critica dei geodati esistenti e non si limita alla sola produzione di dati, ma promuove la costruzione di un 'sistema di risorse informative forestali' integrabili nelle piattaforme istituzionali esistenti, così da completarle creando una vera e propria sezione 'forestale', accessibile e consultabile attraverso i sistemi informativi regionali, cantonali, provinciali e locali. Queste risorse saranno in grado di supportare la pianificazione territoriale, la sorveglianza attiva e il coordinamento tra enti gestori, protezione civile, ricercatori e amministrazioni.
Parallelamente, sarà sviluppato un sistema di monitoraggio della fruizione dei boschi periurbani, per analizzare le dinamiche d’uso e supportare scelte gestionali orientate sia alla sicurezza che alla valorizzazione delle funzioni ricreative e sociali di questi spazi verdi.
OBIETTIVO
RSO 2.4 Promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi di catastrofe e la resilienza
Strumenti operativi per supportare strategie di mitigazione dei rischi migliorando la funzionalità dei boschi periurbani. Il progetto include sperimentazione di metodologie geomatiche per il rilevamento di parametri forestali, il loro inserimento nei sistemi informativi per le pianificazioni di competenza locale, il monitoraggio dei boschi e consultazioni con stakeholder locali. MAPFOR promuove la resilienza territoriale unendo tutela ambientale, sicurezza e benessere per le comunità.
CAPOFILA
Gruppo di Azione Locale PARCHI E VALLI DEL LECCHESE
PARTNER
Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (Cantone Ticino)
Politecnico di Milano - Polo Territoriale di Lecco
Fondazione Politecnico di Milano - Sede Operativa di Lecco
Cantone Ticino - Dipartimento del territorio/ Divisione dell’ambiente / Sezione forestale / Ufficio della pianificazione forestale, della selvicoltura e della protezione del bosco
Provincia di Lecco - Direzione Organizzativa IV - Protezione Civile Trasporti e Mobilità – Viabilità
Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL (Zurigo)
BUDGET
899.856 €
118.000 CHF (contributo svizzero)
RILEVANZA E CONTESTO
Il progetto nasce per rispondere a sfide territoriali condivise tra i partner dell’area sudalpina insubrica, caratterizzata da una forte continuità ecologica e infrastrutturale, ma anche da differenze amministrative e gestionali che spesso ostacolano una risposta coordinata alle trasformazioni in atto. In particolare, il progetto si concentra sulla gestione sostenibile e resiliente dei boschi periurbani, una risorsa fondamentale ma oggi sottoposta ad una crescente pressione. Le principali sfide comuni che il progetto intende affrontare sono:
a) la mancanza di un approccio transfrontaliero integrato per il monitoraggio e la gestione dei boschi periurbani, che forniscono molteplici servizi ecosistemici di primaria importanza tramite la loro polifunzionalità ecologica (biodiversità, connettività biologica, regolazione climatica), protettiva (stabilizzazione dei versanti, regolazione idrologica, protezione degli insediamenti), sociale (offerta ricreativa e culturale di prossimità per la popolazione urbana, qualità della vita nelle aree urbanizzate) e paesaggistica (ricchezza del paesaggio, legame identitario tra comunità e territorio), e contribuiscono quindi in misura determinante alla resilienza ecologica e urbana dell’area insubrica.
b) L’esigenza di adottare strumenti tecnologici innovativi e interoperabili per il rilievo e l’analisi del territorio. Il progetto sperimenterà metodologie avanzate di geomatica (mobile mapping, elaborazione di dati LiDAR, ecc.) per ottenere informazioni ad alta risoluzione sulla struttura del bosco (verticalità, diametri, presenza di alberi schiantati, rigenerazione, ecc.), migliorando così la capacità di sorveglianza attiva e diagnosi precoce del degrado.
c) La necessità di monitorare l’uso e la fruizione dei boschi periurbani, per comprendere come le persone interagiscono con questi spazi e per supportare decisioni gestionali che bilancino sicurezza, accessibilità e conservazione degli ecosistemi. Questo tema è particolarmente rilevante in un contesto in cui l’aumento della pressione antropica e dei rischi naturali richiede nuove forme di governance e pianificazione.
d) La carenza di dati geospaziali condivisi e di strumenti operativi comuni per supportare la pianificazione territoriale, l’intervento coordinato tra enti gestori e protezione civile, e il supporto alla ricerca applicata. Il progetto produrrà geodati e mappe tematiche in formati aperti e compatibili con i sistemi in uso in Italia e Svizzera, favorendo così l’interoperabilità e la replicabilità delle azioni.
e) L’urgenza di rispondere agli effetti combinati dei cambiamenti climatici e dell’azione umana, che stanno avendo un impatto molto evidente sulla composizione, struttura e vitalità dei boschi: eventi meteorologici estremi (tempeste, ondate di calore, siccità), incendi e proliferazioni di patogeni diventano sempre più frequenti. Senza una gestione attiva e basata su dati aggiornati, questi ecosistemi rischiano di perdere rapidamente le loro funzioni protettive e sociali.
L’area di programma è fortemente interessata da queste dinamiche. I boschi periurbani dell’area insubrica in molti casi derivano da castagneti creati dall’uomo come una forma di monocultura arborea, gestiti e sfruttati per quasi due millenni come frutteti o boschi cedui. Oggi però si ritrovano in gran parte in stato di abbandono, spesso su versanti anche ripidi, a ridosso di estesi insediamenti ampiamente coinvolti nel processo di conurbazione. Questi spazi hanno perso la loro funzione produttiva tradizionale e sono evoluti in ecosistemi multifunzionali, ma fragili. La loro gestione rappresenta una sfida condivisa, a causa della combinazione di pericoli naturali, pressioni urbane, frammentazione amministrativa e mancanza di strumenti operativi adeguati. Il progetto MAPFOR ha lo scopo di cercare di colmare un vuoto concreto fornendo strumenti operativi, metodologie innovative e momenti di confronto strutturato tra enti di ricerca, autorità locali e gestori forestali.
GRUPPI TARGET
Autorità pubblica locale
Autorità pubblica regionale
Agenzia settoriale
Fornitore di infrastrutture e servizi pubblici
Cittadini
Centro di istruzione/formazione e scuola
PIANO DI LAVORO
Al termine sarà disponibile una base conoscitiva transfrontaliera e aggiornata sui boschi periurbani del versante sudalpino, comprensiva di una definizione condivisa, di una sintesi delle loro funzioni ecosistemiche, delle criticità legate a clima e pressione antropica, e di un inventario dei dati geospaziali esistenti. Saranno inoltre revisionati gli approcci geomatici applicabili a scala territoriale e locale. Gli output guideranno le attività tecniche del progetto e supporteranno enti pubblici, gestori forestali e pianificatori locali (Italia e Svizzera) nella valutazione dei bisogni e nella programmazione di interventi sostenibili. Il cambiamento atteso è una maggiore consapevolezza condivisa delle sfide dei boschi periurbani e una capacità rafforzata di sviluppare strategie coordinate di gestione e mitigazione dei rischi.
L’attivazione e il collaudo operativo di un sistema integrato per il monitoraggio, l’analisi dei rischi e la gestione dei boschi periurbani nei territori pilota del Lecchese (Italia) e del Canton Ticino (Svizzera). Il sistema fornirà dati aggiornati e interoperabili sulla fruizione antropica e faunistica (A2.1), integrati in piattaforme geografiche condivise (A2.2). Le attività 2.3 e 2.4 applicheranno tecniche geomatiche avanzate (LiDAR terrestre, mobile e da drone, fotogrammetria, ecc.) per produrre mappe ad alta risoluzione con parametri dendrometrici e modelli della struttura verticale del bosco. Saranno inoltre identificati segnali morfologici (“footprint”) di schianti e ribaltamenti, cruciali per valutare la funzionalità protettiva dei boschi. Il cambiamento atteso consiste nella disponibilità di strumenti geospaziali condivisi per supportare pianificazione, prevenzione dei rischi e resilienza delle aree periurbane.
La cooperazione transfrontaliera consentirà di armonizzare le strategie, favorendo la resilienza dei boschi periurbani e la sicurezza delle comunità.
RISULTATI
Il progetto consegnerà un innovativo ed avanzato sistema/servizio geomatico al servizio delle comunità per la prevenzione del rischio e della resilienza territoriale.
Si completeranno tre cicli di formazione.
Fin dal primo anno di progetto tutti i partner coopereranno a livello transfrontaliero e proseguiranno a farlo anche dopo la chiusura del progetto.