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PatrimonioVivo

Inizio progetto gennaio 2026

SINTESI
La sfida principale del progetto è creare un itinerario turistico tematico gamificato e transfrontaliero, basato sulla digitalizzazione di contesti con un forte valore storico e antropologico, capaci di raccontare il territorio. L’obiettivo è sviluppare un prodotto digitale innovativo che arricchisca l’esperienza dei visitatori presso siti archeologici meritevoli di essere inclusi in un percorso unico di visita transfrontaliero. La valorizzazione prevista consentirà di narrare la vita delle antiche popolazioni insubriche attraverso grandi tematiche storiche come la condizione della donna e dell’infanzia, le attività lavorative, la dieta, l’amore, i conflitti, le epidemie e la spiritualità. Il “major heritage”, inserito nella strategia gamificata, fungerà da elemento trainante per accrescere la visibilità anche dei siti meno noti del “minor heritage”, finora rimasti in ombra accanto alle principali attrazioni culturali del territorio. Il pubblico sarà guidato alla scoperta della storia delle popolazioni Insubri tramite un approccio interattivo e multimediale. Tecniche immersive e strategie di gamification presenteranno contenuti storici e scientifici con uno storytelling coinvolgente e numerose attività ludiche. Il territorio di riferimento, il Varesotto-Canton Ticino, vanta un patrimonio turistico-culturale diffuso che necessita di investimenti per valorizzare e rendere accessibili esempi di archeologia meno conosciuta. L’obiettivo strategico è promuovere un turismo culturale più consapevole, fondato sulla scoperta di luoghi significativi per la ricostruzione della storia delle comunità che li hanno abitati, attraverso un approccio storico-antropologico. I siti selezionati, molti legati alla lunga durata dell’occupazione umana e a pratiche rituali e insediative, offrono un’occasione unica per raccontare il passato. Il loro valore antropologico, storico e culturale li rende elementi chiave per qualificare l’offerta turistica e contribuire allo sviluppo economico e sociale del territorio. Il progetto coinvolge quattordici siti storico-antropologici e archeologici: dieci italiani e quattro. L’aspetto più innovativo del progetto risiede nella modalità integrata e partecipativa di valorizzazione del patrimonio storico-antropologico: i siti diventeranno spazi vivi in cui lo studio antropologico e archeologico sarà parte attiva e accessibile del percorso di visita. I visitatori saranno coinvolti fin dalle prime fasi, partecipando alle attività di scavo e allo studio dei reperti, diventando così parte integrante della ricerca e valorizzazione. La fruizione sarà potenziata da una piattaforma digitale e da un’app gratuita che offriranno una narrazione immersiva e interattiva attraverso tecnologie eXtended Reality (XR), fruibili tramite smartphone e pannelli informativi direttamente nei siti. L’esperienza sarà arricchita da elementi ludici — sfide, punteggi, medaglie virtuali — per stimolare la partecipazione attiva, soprattutto dei più giovani, avvicinandoli alla storia e all’archeologia. Un elemento chiave di sostenibilità a lungo termine è la possibilità di aggiornare e ampliare l’itinerario anche dopo la conclusione del progetto. La piattaforma sarà strutturata per accogliere nuovi siti e contenuti, favorendo l’evoluzione continua del percorso bioarcheologico in relazione a nuove scoperte o esigenze territoriali. L’app resterà gratuita per gestori e partner locali, generando ritorni economici indiretti grazie all’aumento dei flussi turistici, alla valorizzazione di percorsi alternativi vicini ai grandi attrattori e allo sviluppo di attività promozionali e commerciali. Il progetto rafforzerà il legame con le comunità locali attraverso giornate aperte, visite guidate, attività didattiche e laboratori basati sul game-based learning, stimolando senso di appartenenza e consapevolezza del valore del patrimonio culturale. In sintesi, questo percorso gamificato di storia e antropologia si configura come un modello di valorizzazione replicabile, accessibile e sostenibile, che unisce ricerca scientifica, tecnologia e partecipazione pubblica in una visione condivisa di tutela e promozione del territorio. La realizzazione si basa sulla collaborazione transfrontaliera tra l’Università dell’Insubria e la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), combinando l’expertise bioarcheologica italiana con le competenze informatiche e tecnologiche svizzere. Questa sinergia strategica coniuga ricerca scientifica, innovazione digitale e valorizzazione territoriale.
La dimensione transfrontaliera permette di mettere a sistema risorse e competenze diverse e favorisce lo sviluppo economico e turistico dell’area insubre e dei territori limitrofi, promuovendo flussi turistici alternativi legati al patrimonio culturale e archeologico con ricadute positive sulle comunità locali.

OBIETTIVO
RSO 4.6 Rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell'inclusione sociale e nell'innovazione sociale 
L'obiettivo generale del progetto è sviluppare un percorso gamificato italo-svizzero sui siti selezionati. Verranno sviluppate una piattaforma per generare percorsi immersivi e un'applicazione per dispositivi mobili che consentirà di fruirne in realtà estesa. Tali strumenti verranno poi consegnati gratuitamente ai siti, insieme al percorso pronto ad essere utilizzato. Il progetto mira ad attrarre visitatori, promuovendo la conoscenza del patrimonio storico della comunità transfrontaliera.

CAPOFILA
Università degli Studi dell’Insubria - Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita - Laboratorio di Antropologia (Varese)

PARTNER
Scuola Universitaria della Svizzera Italiana
Stelex Software Sagl (Cantone Ticino)
Handy System Sagl (Cantone Ticino)
Provincia di Varese

BUDGET
725.000 €
261.000 CHF (contributo svizzero) 

RILEVANZA E CONTESTO
Il progetto risponde a una sfida territoriale condivisa: riqualificare il territorio insubre (provincia di Varese e Canton Ticino) in chiave turistico e culturale, valorizzando risorse storiche, archeologiche e bioarcheologiche presenti in quest’area transfrontaliera e spesso trascurate.
L’area di Programma è infatti caratterizzata da una concentrazione di offerta turistica su pochi poli noti, lasciando in ombra siti archeologici di grande valore storico-antropologico, spesso non attrezzati per la visita o scarsamente integrati nei circuiti turistici. In risposta a questa criticità il progetto propone di costruire un itinerario culturale transfrontaliero che unisca quattordici siti archeologici selezionati in collaborazione con gli enti competenti: la  Soprintendenza Archeologia e l'Ufficio dei Beni Culturali di Bellinzona, che hanno dato formale parere favorevole a progetto.
Attraverso la musealizzazione in situ, l’uso di tecnologie immersive e una narrazione gamificata che unisce ematiche storiche alle evidenze archeologiche, il progetto intende: 
-Aumentare la fruibilità e la visibilità dei siti minori;
-Valorizzare la storia quotidiana delle popolazioni insubriche;
-Porre l’attenzione su tematiche legate a condizione femminile, infanzia, alimentazione, salute, spiritualità, battaglie, condizione di lavoro;
-Arrichire l'esperienza turistica dei siti storici e culturali con momenti partecipativi e inclusivi, sin dalle prime fasi del progetto;
-Favorire la destagionalizzazione e la diversificazione dell’offerta turistica.
La strategia promuove nuove sinergie tra soggetti pubblici, imprese e operatori del settore culturale-turistico con effetti duraturi sul tessuto economico e sociale. Il coinvolgimento degli enti turistici garantirà la diffusione dei contenuti e la costruzione di una narrazione coordinata a livello transfrontaliero. 
Una delle sfide principali affrontate è il ritardo dei processi di digitalizzazione. Il progetto propone un modello replicabile di fruizione interattiva e sostenibile basato su una piattaforma digitale gratuita destinata a enti e operatori culturali che potranno integrarla nei propri siti. Questo strumento pur privo di  costi di accesso o licenza, favorirà l'incremento dei flussi turistici verso aree meno centrali, l’attivazione di servizi locali (guide, ristorazione, ospitalità), la creazione di prodotti editoriali, percorsi educativi e la formazione di nuove figure professionali con competenze digitali e archeoantropologiche. In questo modo il progetto contribuisce alla sostenibilità economica e gestionale dei siti coinvolti rafforzando le reti territoriali esistenti e trasformando la valorizzazione culturale in un motore di sviluppo locale.
L'integrazione tra siti archeologici e paesaggi naturali come il Lago Maggiore e le aree montane circostanti permetterà di promuovere una mobilità sostenibile, esperienze all'aperto e una cooperazione accademica tra Italia e Svizzera.
I siti selezionati saranno inseriti in un itinerario culturale tematico transfrontaliero, corredato da elementi informativi fisici e digitali che ne facilitano l’accessibilità, la leggibilità e la fruizione. I percorsi saranno progettati per essere riconoscibili e autoesplicativi, garantendo al visitatore un'esperienza coinvolgente e formativa. Gli strumenti digitali potranno anche essere impiegati per potenziare il ruolo della guida, arricchendone la capacità di mediazione culturale.
Attraverso un racconto empatico e coinvolgente della storia delle comunità del passato, costruito intorno alle evidenze archeologiche e antropologiche, il progetto intende rendere accessibile al grande pubblico il patrimonio culturale non solo attraverso l’esposizione fisica dei reperti, ma anche grazie a ricostruzioni immersive, visualizzazioni 3D e interazioni digitali, rese possibili da una piattaforma software sviluppata appositamente per PatrimonioVivo. La narrazione sarà inoltre potenziata da attività ludico-educative e gamificate, fondate sul principio dell’imparare giocando, le quali permetteranno un’interazione attiva con i contenuti storico-scientifici e rafforzeranno il legame tra territorio e pubblico. La trasformazione dei siti selezionati in musei a cielo aperto, riconoscibili come "luoghi della memoria storica", migliorerà non solo la fruibilità dei luoghi, ma anche la loro conservazione e gestione sostenibile. In questo senso, PatrimonioVivo contribuirà a rafforzare la resilienza del settore culturale, promuovendo occupazione qualificata, flussi turistici, educazione continua e nuove filiere economiche transfrontaliere.

GRUPPI TARGET
Cittadini
PMI
Agenzia settoriale
Centro di istruzione/formazione e scuola
Educazione superiore e organizzazione di ricerca
Altri

PIANO DI LAVORO
Realizzare una piattaforma software per PC e una applicazione mobile per smart devices (principalmente smartphones, tablet e smart glasses)  che consentano di generare e fruire di tour immersivi in realtà estesa, accessibili tramite QR code.
Valorizzazione dei siti di  San Martino, Viggiù (IT), Eremo di San Giuseppe, Cassano Valcuvia (IT), San Primo e Feliciano, Leggiuno (IT), attraverso la musealizzazione delle aree e l’ottenimento di dati bioarcheologici che contribuiranno alla costruzione di una narrazione sulle antiche popolazioni dell’area insubre che confluirà nell’opera finale di gamification.
La valorizzazione di questi siti permetterà di focalizzarci sui requisiti funzionali della piattaforma, definendone pattern e modalità di interazione (es. quiz, percorsi aumentati, scan di QR, storie) che saranno poi i contenitori fondamentali attraverso cui offrire i contenuti e motivare i visitatori durante l'esperienza.
L’Università degli Studi dell’Insubria condurrà un approfondito studio antropologico e bioarcheologico dei resti osteologici umani conservati, integrando metodi di indagine avanzati e recuperando, informazioni archeologiche e archivistiche sul contesto. I risultati confluiranno in prodotti divulgativi, inclusi pannelli esplicativi e contenuti digitali per itinerari gamificati realizzati in collaborazione con SUPSI.
Il Bioarchivio Insubre di Caravate (IT) rappresenta un punto strategico per la conservazione e lo studio dei resti umani provenienti dai contesti archeologici del territorio. 
creazione di contenuti scientifici e divulgativi destinati alla gamificazione dei siti. L’Università dell’Insubria si occupa della selezione e redazione dei contenuti, mentre la SUPSI li trasformerà in prodotti digitali interattivi. L’approccio sarà calibrato sul livello di frequentazione e sulle specificità di ciascun sito.
Siti coinvolti: Santa Caterina del Sasso (Leggiuno), Monastero dell’Assunta (Cairate), Chiostro di Voltorre (Gavirate), Castelseprio – area archeologica e Antiquarium, chiesa di Sant’Agostino e Bioarchivio Insubre (Caravate), chiesa di San Biagio, Azzio (Cittiglio), chiesa dei Santi Antonio e Eusebio, (Azzio), chiesa di San Martino (Viggiù), Eremo di San Giuseppe (Cassano Valcuvia), chiesa dei Santi Primo e Feliciano (Leggiuno), Castelli di Bellinzona (Bellinzona), Castello di Serravalle (Serravalle), Antico Villaggio di Prada (Bellinzona), chiesa di San Mamete (Mezzovico-Vira).

RISULTATI
La creazione di un itinerario culturale transfrontaliero riunirà elementi di interesse storico-archeologico e turistico da paesi limitrofi e con patrimoni culturali da condividere. Il collegamento di più punti di interesse porterà alla creazione di un itinerario culturale di nuova destinazione che potrà inserire la Regio Insubrica nella mappa degli itinerari culturali internazionali. Tutto ciò consentirà un miglioramento sotto il profilo turistico culturale che porterà ad un aumento del numero dei visitatori. La rigenerazione dei luoghi avverrà ripristinando la condizione di originaria bellezza tramite il recupero archeologico e storico-artistico e tramite la trasformazione in polo museale per alcuni dei siti coinvolti che insieme a quelli già musealizzati e noti, verranno potenziati sotto il profilo virtuale e inseriti nell'itinerario gamificato. Il progetto aumenterà l'attrattività turistica della regione, favorendo anche lo sviluppo economico e la valorizzazione del territorio.
Sessioni di presentazione ed introduzione all'uso tecnico della piattaforma informatica rilasciata al termine del progetto con organizzazioni che avranno espresso il proprio interesse e la volontà di riprendere il lavoro svolto in PatrimonioVivo per declinarlo secondo i loro bisogni. Questo meccanismo di know-how transfer garantisce continuità al lavoro svolto e risvolti positivi per l'attuazione concreta di nuove iniziative basate su una tecnologia comune o derivata. Si realizzeranno delle sessioni di presentazione di contenuti bioarcheologici realizzati nell'ambito del progetto e dei singoli siti che faranno parte del percorso.
Grazie alle molteplici strategie messe in atto per valorizzare e diffondere i contenuti e gli strumenti sviluppati nel presente progetto, e soprattutto grazie alla decisione di rendere liberamente accessibile la piattaforma software sviluppata in PatrimonioVivo, ci aspettiamo un forte interesse da parte di numerose organizzazioni nell'adozione di tali soluzioni e nel collaborare con i partner del progetto per future attività. Inoltre, l'esperienza acquisita all'interno di PatrimonioVivo, unita alla vasta rete di organizzazioni coinvolte, permette già di stabilire solidi legami tra i partecipanti al progetto, offrendo un valore aggiunto significativo.
 

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