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SUST-STAM

Inizio progetto gennaio 2026

SINTESI
Il progetto intende sviluppare un ecosistema transfrontaliero per l’innovazione nella medicina rigenerativa basata su cellule staminali, valorizzando le eccellenze scientifiche, cliniche e imprenditoriali presenti nell’area di cooperazione tra Canton Ticino, Provincia di Varese e Provincia di Novara. L’obiettivo è sostenere la nascita e la crescita di start-up e PMI innovative, capaci di generare soluzioni ad alto impatto tecnologico, sociale e sanitario.
Il mercato globale delle cellule staminali è valutato circa $17.02 miliardi nel 2024 e raggiungerà i $55.75 miliardi nel 2032, con un CAGR of 16.3%. Lo sviluppo di terapie che utilizzano cellule staminali richiede competenze altamente specializzate e strutture dedicate. Inoltre, la loro produzione richiede l’uso di componenti costose, attualmente prodotte con metodi tradizionali, e di origine extra-europea. Le competenze e le strutture necessarie all’implementazione di procedure di produzione sostenibili sono individualmente presenti nella regione insubrica, ma attualmente non collegate tra loro. Favorendo l’impiego sinergico delle diverse competenze, la creazione della piattaforma SUST-STAM porrebbe la regione insubrica a livelli competitivi con aree più rinomate e permetterebbe:
- lo sviluppo di nuove terapie a base di cellule staminali; 
- la creazione di start-up innovative in grado di sviluppare nuove terapie e nuovi sistemi di produzione sostenibili dei componenti per la produzione di cellule staminali;
- la formazione continua e altamente specializzata di ricercatori nel settore delle cellule staminali e nelle applicazioni biotecnologiche correlate;
- la messa a punto di procedure, contatti e regole fondamentali per progetti futuri.
Gli obiettivi del progetto non possono essere efficacemente conseguiti a livello nazionale o regionale: le risorse, le competenze e le infrastrutture necessarie sono distribuite tra i due Paesi e trovano piena valorizzazione solo tramite un'azione congiunta.
Il progetto propone un modello replicabile di collaborazione transfrontaliera, finalizzato alla creazione di valore economico, scientifico e sociale. La cooperazione tra Italia e Svizzera consente di attivare filiere dell’innovazione complete e competitive, offrendo un impatto concreto in linea con gli obiettivi del Programma INTERREG VI-A e con le priorità della strategia macroregionale alpina EUSALP.

OBIETTIVO
RSO 1.1 Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione e introduzione di tecnologie avanzate 
Entro 30 mesi, il progetto mira a creare un ecosistema transfrontaliero, di rilevanza internazionale, integrato per la medicina rigenerativa, supportando almeno quattro start-up e coinvolgendo attivamente imprese, ricercatori e clinici tra Ticino, Varese e Novara. L’obiettivo è aumentare le capacità locali di innovazione applicata, con risultati trasferibili e validati in ambito GMP, generando un impatto misurabile su competenze, tecnologie e cooperazione.

CAPOFILA
Università degli Studi dell'Insubria - Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita (Varese)

PARTNER
Swiss Stem Cell Foundation (Cantone Ticino)
Health Economics and Technology Assessment Research – HETA Res srl (Varese)
Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro” (Vercelli)
Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana
Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita (Varese)
Ente Ospedaliero Cantonale

BUDGET
799.875,27 €

RILEVANZA E CONTESTO
La regione Insubrica ospita università, ospedali e centri di ricerca già attivi nel campo medico e biotecnologico. Tuttavia, tali competenze sono diffuse, ma frammentate: manca ancora una struttura di collegamento e valorizzazione condivisa capace di trasformare la ricerca in impresa innovativa. Molte start-up nate in ambito Medtech faticano a crescere per mancanza strutturale di mentorship imprenditoriale e accesso a reti di accelerazione internazionale, specialmente sul versante italiano (Studi e Rapporti del Centro di Competenza Regio Insubrica, 2021–2023). Anche tra le sfide evidenziate nella Strategia S3 di Regione Lombardia 2021–2027 rispetto allo sviluppo del settore “Salute, Scienze della Vita e Biotecnologie” vi sono l’accrescimento della capitalizzazione delle start-up mediche e la necessità di rafforzare reti di incubazione, internazionalizzazione e accesso a investitori specializzati. Inoltre, il Rapporto SUPSI–USI “Innovazione nella Svizzera Italiana” (2022) evidenzia la presenza di pochi strumenti di accelerazione specifici per il settore Medtech e la difficoltà nel passaggio dall’idea al mercato per start-up nate in ambito accademico. 
Altra sfida chiave comune per lo sviluppo della regione è la difficoltà ad attrarre e trattenere giovani ad alta qualificazione per la ricerca e l’innovazione. L’elevato rischio di dispersione del capitale umano qualificato, soprattutto nei settori scientifici avanzati è evidenziato tanto dalla Regione Lombardia (Strategia di Specializzazione Intelligente (S3), 2021–2027, Sezione: “Capitale umano e attrattività dei talenti”) quanto da SUPSI (“Ticino 2022: Innovazione, imprese e capitale umano”).
Infine, la necessità di sviluppare filiere di approvvigionamento corte, locali e sostenibili. L’industria MedTech ha finora spesso sottovalutato questi aspetti, che invece diventano parte centrale del progetto SUST-STAM affinché si generi nel territorio un crogiuolo di esperienze sinergiche, innovative e competitive.

GRUPPI TARGET
PMI
Impresa 
Educazione superiore e organizzazione di ricerca
Ospedale e centro medico
Cittadini

PIANO DI LAVORO
Garantire una gestione integrata, efficiente e condivisa del progetto transfrontaliero, attraverso l’istituzione di una struttura di governance operativa e stabile tra i partner italiani e svizzeri. Questo obiettivo sarà raggiunto tramite la definizione e l’attuazione di strumenti comuni di pianificazione, monitoraggio e comunicazione interna, assicurando il coordinamento puntuale delle attività e la risoluzione tempestiva di criticità.
Favorire la nascita e il consolidamento di start-up nel settore della medicina rigenerativa, accompagnandole e supportandole nel corso del progetto e avviando entro la fine del progetto almeno 4 start-up biotecnologiche operative nei territori della Regio Insubrica (Italia e Svizzera), fornendo loro un percorso strutturato di incubazione e formazione. 
Generazione di un centro di competenze scientifiche in grado di fornire supporto alle start-up interessate alla produzione sostenibile di componenti per la produzione di cellule staminali. 
Accompagnare nuove soluzioni tecnologiche sviluppate da start-up incubate fino a un livello di maturità (TRL) compatibile con il passaggio alla fase di industrializzazione o validazione clinica, attraverso un percorso integrato di sperimentazione, prototipazione e valutazione tecnico-regolatoria. Gli output sono destinati alle start-up beneficiarie e ai partner scientifici e clinici della Regio Insubrica (Lombardia e Canton Ticino), che necessitano di strumenti affidabili per confermare la fattibilità tecnica e il potenziale applicativo dei prodotti in sviluppo. 
Supportare le start-up nella definizione di un modello di business coerente con i propri obiettivi mediante la strutturazione di un business plan sostenibile e nell’identificazione di opportunità di finanziamento che consentano lo sviluppo e il consolidamento dell’impresa, anche attraverso l’organizzazione di momenti di incontro con investitori e stakeholder.
Promuovere lo spirito imprenditoriale di ricercatori/scienziati altamente qualificati fornendo competenze e strumenti manageriali che consentano loro di sviluppare start-up di successo. La formazione è intesa in senso olistico per assicurare non solo competenze scientifiche specifiche, ma fornire anche strumenti per affrontare progetti ad alto impatto e rischio, plasmando così una generazione di scienziati-imprenditori che possa in futuro promuovere l’innovazione in modo sostenibile.
Collegare le attività del progetto e per il successo delle start-up.
In primis, SSCF guiderà la definizione e strutturazione dell’hub stabile a supporto delle start-up attive nella medicina rigenerativa. L’hub sarà costituito da una componente fisica e da una componente immateriale fatta di competenze, reti relazionali e modelli di supporto. L’attività prevede anche la definizione dei servizi post-progetto. Infatti, HETA Res identificherà e proporrà modelli organizzativi per il mantenimento dei servizi offerti dai partner del progetto a favore delle start-up interessate ai servizi materiali e immateriali offerti dal consorzio.
La disseminazione dei risultati rappresenta poi una componente fondamentale per garantire l’impatto e anche la sostenibilità a lungo termine.

RISULTATI
L’obiettivo è creare le condizioni affinché le 5 organizzazioni partner consolidino una collaborazione stabile e strutturata anche oltre la fine del progetto, grazie ai legami creati, alla complementarità dei ruoli e alla definizione di procedure e strumenti condivisi. Attraverso la realizzazione di un ecosistema funzionale alla medicina rigenerativa, il progetto fornirà una base operativa e relazionale solida, con modelli replicabili e una governance collaborativa. Le attività comuni – come la formazione, l’incubazione, la consulenza regolatoria e l’accesso a infrastrutture – saranno mantenute e ampliate, generando un impatto duraturo per il territorio e rafforzando la cooperazione transfrontaliera tra Italia e Svizzera. 
Il progetto prevede lo sviluppo, l’adozione o il potenziamento di almeno 6 soluzioni concrete da parte dei partner entro la fine del progetto o nei 12 mesi successivi. Tra queste: processi produttivi innovativi per cellule staminali, modelli di business con piani operativi e report di early HTA, un hub fisico-digitale per start-up, e un modello organizzativo per la sostenibilità dell’ecosistema. Tali soluzioni, frutto di cooperazione transfrontaliera, saranno integrate nelle attività ordinarie delle organizzazioni coinvolte. 

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