Inizio progetto marzo 2026
SINTESI
Questo progetto mira a prevedere la traiettoria della malattia renale cronica (MRC) nei pazienti in dialisi attraverso il monitoraggio dello stato funzionale e l’identificazione dei fattori determinanti dell’evoluzione clinica. L’attenzione si concentra su tre aspetti chiave: metabolismo minerale (in particolare la CKD-MBD), anemia e funzionalità muscolare, aree fortemente interconnesse nella progressione della fragilità nei pazienti nefropatici.
In una fase delicata della vita, questi pazienti sono spesso caratterizzati da una riserva fisiologica ridotta e da una vulnerabilità aumentata: la fragilità, in questo contesto, può condurre rapidamente a un declino funzionale e compromettere in modo significativo la qualità della vita, sia dei pazienti stessi che dei caregiver. Riconoscere e affrontare precocemente tale condizione è cruciale per ottimizzare l’assistenza e migliorare gli esiti di salute. Particolare rilevanza assume lo sviluppo della fragilità ossea, della sarcopenia e dell’astenia, condizioni che, nei territori montani del Programma, possono avere un impatto amplificato: le superfici irregolari aumentano il rischio di cadute, fratture e disabilità, rendendo la prevenzione e la gestione precoce un’esigenza prioritaria.
Il progetto adotta un disegno longitudinale, integrando valutazioni cliniche e laboratoristiche per analizzare i cambiamenti metabolici e funzionali nel tempo. Un focus specifico sarà posto sull’interazione tra anemia e funzione muscolare: la riduzione dei livelli di emoglobina può compromettere l’ossigenazione tissutale, con conseguente debolezza, fatica e perdita di autonomia funzionale. L’obiettivo è identificare soglie critiche di emoglobina al di sotto delle quali si osserva un impatto clinicamente rilevante sulla muscolatura scheletrica, al fine di definire strategie terapeutiche più efficaci e personalizzate.
Parallelamente, verranno approfondite le alterazioni del metabolismo minerale, in particolare le fluttuazioni del calcio durante la dialisi. Tali variazioni possono compromettere la solidità ossea e contribuire allo sviluppo di calcificazioni vascolari. Analizzando sistematicamente questi dati sarà possibile costruire modelli predittivi utili a guidare trattamenti personalizzati, migliorare la qualità ossea e muscolare, e ridurre il rischio di eventi avversi.
Lo studio si avvale della rete di centri e della piattaforma digitale già sviluppata nell’ambito del progetto InterACTIVE-HD 2.0, da cui eredita strumenti e competenze analitiche. Verranno inoltre sviluppati nuovi algoritmi predittivi che sfrutteranno i dati clinici (es. bilancio del calcio, valori di emoglobina, indici funzionali) per tracciare l’evoluzione individuale dei pazienti. Questo approccio tecnologico e multidimensionale consentirà di integrare i dati raccolti nella routine clinica, promuovendo una gestione più condivisa e proattiva della dialisi.
L’obiettivo finale è duplice: da un lato, definire protocolli clinici più efficaci, personalizzati e sostenibili; dall’altro, garantire una presa in carico centrata sulla prevenzione della fragilità, soprattutto nei contesti geograficamente svantaggiati, come quelli montani, dove l’impatto di osteoporosi, sarcopenia e declino funzionale è aggravato da barriere ambientali e organizzative.
Le evidenze generate dal progetto non solo guideranno i partner clinici nell’adozione di pratiche innovative, ma potranno anche contribuire all’aggiornamento dei protocolli esistenti e alla creazione di linee guida sovraregionali, con benefici a lungo termine per la salute della popolazione nefropatica dell’area di cooperazione.
OBIETTIVO
RSO 4.5 Garantire parità di accesso all'assistenza sanitaria e promuovere la resilienza dei sistemi sanitari, compresa l'assistenza sanitaria di base, come anche promuovere il passaggio dall'assistenza istituzionale a quella su base familiare e sul territorio
Il progetto mira a personalizzare il rischio e raccogliere evidenze sulle traiettorie cliniche dei pazienti con insufficienza renale cronica sul confine italo-svizzero, al fine di migliorarne mobilità, autonomia e qualità della vita prevenendo fratture e perdita di funzionalità muscolare dovute a disturbi ossei e anemia. Grazie a modelli predittivi, sarà possibile identificare precocemente la fragilità, riducendo ricoveri e costi con un approccio centrato sulla persona.
CAPOFILA
Politecnico di Milano (Polo territoriale di Lecco)
PARTNER
Ente Ospedaliero Cantonale (OSPEDALE REGIONALE DI LUGANO)
AZIENDA SOCIO SANITARIA TERRITORIALE DELLA VALTELLINA E DELL'ALTO LARIO
Università degli Studi di Pavia - Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione
BUDGET
496.720 €
RILEVANZA E CONTESTO
Il progetto si sviluppa in aree funzionali accomunate da esigenze cliniche analoghe, al di là delle divisioni amministrative e dei confini territoriali che le attraversano. In tali contesti, la gestione dell’insufficienza renale cronica terminale e del trattamento emodialitico (HD) rappresenta una sfida crescente, sia in termini clinici sia per l’impatto economico e sociale associato.
In Lombardia, la prevalenza nella popolazione adulta è pari a 770 pazienti per milione di abitanti, con un’incidenza annua di circa 170 pmp (pari a 1700 nuovi ingressi su un totale di 7700 pazienti). Nel Canton Ticino si registrano circa 250 casi in trattamento, con un’incidenza annuale di circa 50 nuovi pazienti, un terzo dei quali seguiti presso il Centro di Lugano. Si tratta di un fenomeno in costante espansione, legato al progressivo invecchiamento della popolazione e all’aumento delle comorbidità croniche.
I pazienti in dialisi sono esposti a un rischio di fratture da fragilità da 2 a 14 volte superiore rispetto alla popolazione generale [Fusaro_2017_GIN]. Tale vulnerabilità è causata da un complesso intreccio di fattori: alterazioni del metabolismo osseo (CKD-MBD), malnutrizione, osteoporosi, e l’effetto stesso delle terapie sostitutive renali. Nei soggetti anziani, l’osteoporosi si associa spesso all’osteodistrofia uremica, mentre la sarcopenia – perdita progressiva di massa e forza muscolare – rappresenta un ulteriore fattore di rischio. La combinazione di questi elementi riduce l’attività fisica, con conseguente peggioramento della salute ossea per mancata stimolazione meccanica e riduzione della densità minerale.
Questa condizione multifattoriale porta a un aumento significativo del rischio di cadute, fratture e disabilità, influendo negativamente sulla qualità della vita del paziente e aumentando il carico assistenziale per caregiver e sistemi sanitari. Il riconoscimento precoce della fragilità è essenziale per migliorare gli esiti clinici, ottimizzare le strategie di assistenza e favorire il mantenimento dell’autonomia.
Tale problematica assume particolare rilevanza nelle aree montane, dove le condizioni ambientali aggravano ulteriormente la situazione clinica. Superfici irregolari, clima rigido e difficoltà logistiche nell’accesso a cure e servizi riabilitativi amplificano i rischi già presenti. I pazienti in dialisi che vivono in questi contesti devono affrontare ostacoli maggiori nel percorso di cura, rendendo ancora più urgente l’adozione di strategie integrate di prevenzione, monitoraggio e trattamento.
Per rispondere efficacemente a queste sfide, il progetto promuove un approccio collaborativo e multidisciplinare, basato sulla sinergia tra clinici, ricercatori, pazienti e caregiver. La condivisione di competenze eterogenee consente lo sviluppo di soluzioni personalizzate e sostenibili, meglio adattate ai bisogni reali del territorio.
I pilastri dell’intervento comprendono:
- Prevenzione e monitoraggio precoce della fragilità ossea e muscolare;
- Adozione di tecnologie innovative per il monitoraggio nel tempo;
- Utilizzo di modelli predittivi per anticipare eventi avversi come fratture, cadute o scompensi metabolici;
- Sviluppo di interfacce digitali a supporto della decisione clinica;
- Adozione di sistemi di monitoraggio dell’esperienza del paziente.
La fragilità ossea e muscolare nei pazienti in dialisi rappresenta una sfida clinica complessa, con impatti rilevanti sulla qualità della vita, soprattutto nei contesti montani. Solo attraverso la collaborazione tra attori diversi, il ricorso a tecnologie avanzate e la condivisione di buone pratiche sarà possibile migliorare gli esiti clinici e garantire un’assistenza equa, personalizzata e sostenibile.
La collaborazione tra i centri clinici italo-svizzeri rafforza la capacità di risposta del sistema, favorendo una gestione più omogenea dei pazienti, l’aumento della qualità e dell’accessibilità delle cure.
GRUPPI TARGET
Ospedale e centro medico
Cittadini
Altri
PIANO DI LAVORO
L’attività iniziale di TARGET-D ha l’obiettivo di definire lo stato dell’arte e avviare operativamente il progetto. Prevede l’analisi dell’organizzazione dei centri coinvolti, delle tecnologie disponibili e dei protocolli in uso per la gestione di anemia e disordini minerali nei pazienti in dialisi. Sarà data particolare attenzione alla preparazione del protocollo per l’acquisizione dei dati clinici da sottoporre al Comitato Etico. In linea con i principi del Patient and Public Involvement (PPI), saranno coinvolte le associazioni di pazienti (ANED e ATPIR) per co-progettare la ricerca, condividere obiettivi, strumenti e forme di restituzione dei risultati.
Approfondire la relazione tra anemia e funzionalità muscolare nei pazienti in dialisi, con focus su fatica e astenia. La riduzione dell’emoglobina compromette l’ossigenazione tissutale, causando debolezza muscolare e perdita di resistenza, con impatto sulla qualità della vita. L’obiettivo è identificare soglie critiche di emoglobina utili a preservare la salute muscolare e sviluppare strategie terapeutiche più efficaci. Le attività previste includono: selezione e acquisto di dispositivi per il monitoraggio della funzionalità muscolare, valutazione clinica dei parametri correlati all’anemia e sviluppo di un modello predittivo tramite tecniche di machine learning per ottimizzare il controllo dell’emoglobina. Il modello chiarirà i meccanismi con cui l’anemia incide sul declino funzionale, promuovendo un approccio più mirato e personalizzato. Si arruoleranno almeno 15 pazienti per centro.
Lo studio del disturbo minerale e osseo nella malattia renale cronica (Chronic Kidney Disease - Mineral Bone Disorder or CKD-MBD) sarà condotto attraverso un approccio integrato, volto a indagare le alterazioni del metabolismo del calcio in dialisi. Le fluttuazioni del calcio intradialitico, solo parzialmente dipendenti dalla terapia impostata, possono infatti influenzare significativamente la salute ossea. Verranno inoltre valutate la presenza di fratture vertebrali e calcificazioni aortiche, complicanze rilevanti associate alla CKD-MBD. L’analisi comprenderà anche i principali parametri biochimici (calcio, fosforo, PTH, vitamina D). Si prevede l’arruolamento di almeno 15 pazienti per centro.
Questo progetto intende prevedere la traiettoria clinica dei pazienti in dialisi, monitorandone lo stato funzionale ed identificando i principali fattori di rischio. Le attività precedenti analizzano separatamente la relazione tra anemia e funzionalità muscolare, e quella tra bilancio calcico intradialitico, salute ossea e vascolare. Successivamente ci proponiamo di lavorare sull’integrazione di questi ambiti con l’obiettivo di individuare indici sintetici in grado di descrivere l’evoluzione clinica del paziente ed eventuali predittori di rischio. Il nostro obiettivo è sviluppare una visione completa di come questi fattori influiscano sulla salute dei pazienti nel tempo.
Valutazione dell’impatto delle tecnologie e dei protocolli sviluppati, articolandosi in due fasi: la prima dedicata all’analisi dell’esperienza di pazienti e clinici, la seconda alla sostenibilità a lungo termine degli approcci proposti. Saranno valutate tollerabilità e usabilità di dispositivi portatili e indossabili, sia dal punto di vista dei pazienti che dei clinici, con particolare attenzione all’effettiva utilità dei dati raccolti per supportare strategie terapeutiche mirate. Verranno inoltre analizzati costi, benefici e compatibilità con le esigenze territoriali, nonché la sostenibilità economica di tali servizi.
Inoltre, si valuterà la trasferibilità delle soluzioni sviluppate ad altri contesti clinici, per estendere i benefici ottenuti a una più ampia platea di pazienti.
Le attività finali, coordinate dal PoliMI con il coinvolgimento di tutti i partner – inclusa ANED – porteranno alla validazione degli output progettuali e all’individuazione di potenziali sviluppi futuri.
RISULTATI
Il progetto TARGET-D promuove lo sviluppo condiviso di soluzioni innovative attraverso un approccio integrato e multidisciplinare. Le attività previste genereranno nuova conoscenza e tecnologia mediante:
- un protocollo avanzato per il monitoraggio di anemia e funzionalità muscolare tramite dispositivi indossabili;
- predizione dell’evoluzione del metabolismo del paziente basata su dati clinici;
- un protocollo clinico per il monitoraggio del metabolismo minerale, con strumenti predittivi per la personalizzazione delle cure;
- identificazione di soglie e indici sintetici per descrivere la traiettoria verso la fragilità;
- sviluppo di un’interfaccia di supporto decisionale per prevenire eventi critici e ottimizzare le terapie;
- adozione di misure PREMs per valutare i servizi dal punto di vista di pazienti e caregiver.
TARGET-D mira a migliorare la qualità della vita e a ridurre il carico assistenziale, promuovendo una presa in carico più efficace e centrata sulla persona.
Lo sviluppo di soluzioni condivise è essenziale per affrontare in modo efficace la fragilità ossea e muscolare nei pazienti in dialisi, soprattutto in contesti complessi come le aree montane. In tali territori, il rischio di cadute, fratture e disabilità è amplificato da superfici irregolari, condizioni climatiche avverse e limitato accesso a cure e servizi riabilitativi. Una strategia integrata basata su prevenzione, monitoraggio e informazione risulta quindi imprescindibile. La collaborazione tra clinici, ricercatori, pazienti e caregiver permette di unire competenze eterogenee, costruendo risposte più aderenti ai bisogni locali. L’educazione alla salute ossea e muscolare, all’alimentazione equilibrata e all’attività fisica rappresenta un pilastro fondamentale per promuovere autonomia e migliorare la qualità della vita. Solo attraverso la sinergia tra attori diversi è possibile sviluppare soluzioni personalizzate, sostenibili e realmente efficaci nel migliorare gli esiti clinici.