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A.M.AL.PI.18

SINTESI
Il progetto, inedito sull’arco alpino, accrescerà l’attrattività della Bregaglia-Valchiavenna-Moesa-Ticino promuovendo un’innovativa strategia di fruizione delle sue risorse naturali e culturali. Agendo in un contesto storico-paesaggistico comune, realizzerà un percorso geoculturale transfrontaliero a carattere scientifico-divulgativo, che farà perno sul nuovo Centro Tranfrontaliero Grandi Frane Alpine della Valchiavenna.

Il percorso, che riceverà slancio dalla ricorrenza dei 400 anni dalla mega-frana che nel 1618 colpì Piuro con i suoi 1200 abitanti, collegherà tra loro punti di interesse (tra cui Cengalo, Cauco, Biasca, Chironico, Anzonico, Airolo Sasso rosso, Peccia, Campo Valle Maggia) attrezzati con specifiche installazioni, e offrirà la ricostruzione di calamità di interesse eccezionale per il turismo alpino, cui si rivolgerà sfruttando le potenzialità offerte dai social network.

Il percorso si rivolgerà, con significativa capacità di penetrazione del mercato, al crescente settore del turismo scientifico-culturale e didattico, offrendo la possibilità di indagare, sia l'importanza della conoscenza geologica in chiave di prevenzione delle calamità (in aumento per le pressioni antropiche e per il cambiamento climatico), sia la peculiarità storica delle valli (emblematica della ricchezza delle vie alpine) grazie a tracce uniche fornite da nuovi rilievi e dalla ripresa degli scavi archeologici, che saranno concretamente valorizzati con interventi mirati nel Comune di Piuro.


DURATA PROGETTO
47 mesi

DATA INIZIO
5/7/2019

DATA FINE
14/6/2023


ASSE
ASSE 2 - VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO NATURALE E CULTURALE

OBIETTIVI
Obiettivo specifico 2.2 - Maggiore attrattività dei territori caratterizzati da risorse ambientali e culturali con specificità comuni

AZIONE
A) Sviluppo di iniziative per la conoscenza, conservazione, gestione e valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale e culturale (materiale e immateriale).


GRUPPI TARGET
Diversi sono i destinatari del progetto, a partire da quelli decisivi per generare il cambiamento auspicato, ovvero quello di incrementare il turismo nell’area transfrontaliera: turismo di massa, da attirare attraverso i servizi televisi; turismo della crescente nicchia degli interessi scientifici e didattici legati agli eventi alpini, sul quale agire attraverso offerte mirate digitali e via social e proposte specifiche di visita; turismo alpino “classico”, sul quale agire attraverso mappe, cartellonistica, installazioni e servizi specifici;

I gruppi target coinvolgono inoltre azioni indirette da compiere su: (1) Regioni, Cantoni, Province, Comuni, ATS che hanno pertinenza sul territorio di progetto nella presa di decisioni e definizione di politiche di valorizzazione del patrimonio; i dirigenti ed il personale delle istituzioni culturali locali; i dirigenti ed il personale di enti turistici e agenzie di sviluppo regionali /cantonali/ locali; (2) una serie di destinatari che potranno ricavare benefici indiretti dal progetto, tra i quali: enti, federazioni e associazioni di promozione turistica del territorio; enti preposti alla tutela e conservazione dell’ambiente (gestori di Parchi e aree protette) e associazioni ambientaliste che operano sul territorio; turisti “consapevoli”; studiosi e giovani ricercatori da formare (da attrarre attraverso summer school da organizzare nei siti del progetto); enti di formazione; istituzioni scolastiche; associazioni o singoli cittadini appassionati interessati alle zone di progetto.


STAKEHOLDER
Molti enti locali/regionali/cantonali, principali stakeholder delle azioni di progetto, sono direttamente coinvolti nel progetto.

Il partenariato ha attivato inoltre contatti con i rappresentanti degli operatori turistici, delle agenzie di viaggio, delle associazioni culturali regionali /cantonali/ locali. In particolare sono in corso contatti con le organizzazioni turistiche regionali del Ticino e della Bregaglia e con il consorzio turistico Valchiavenna con lo scopo di integrare, alla fine del progetto, le singole offerte turistiche territoriali. In questo modo sarà garantita la continuità e l’accessibilità dei risultati anche oltre la fine del progetto.

Per quanto riguarda i fenomeni da studiare e valorizzare in Svizzera questi sono stati condivisi con la Sezione Forestale del Canton Ticino, Ufficio dei pericoli naturali degli incendi e dei progetti (UPIP) e con il Comune di Bregaglia. In Italia con Regione Lombardia, Unità Organizzativa Sistema Integrato di Prevenzione.

Il caso di studio di Cauco è stato suggerito dall’Archivio regionale della Calanca con la volontà di approfondire gli studi storici relativi a questo importante evento.

L’archivio di stato del Canton Ticino si è reso disponibile a condividere i risultati riguardanti gli studi storici già affrontati per la frana di Peccia.

La divisione Previsione dei pericoli dell’Ufficio federale dell’Ambiente si è resa disponibile a condividere i risultati scientifici sulle grandi frane in territorio svizzero.

Il Patriziato di Peccia si è reso disponibile a condividere i risultati riguardanti gli studi storici già affrontati per la frana di Peccia.


SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
Il progetto è stato ideato per accrescere l’attrattività turistica di qualità della Bregaglia-Valchiavenna-Moesa-Ticino promuovendo una innovativa strategia di fruizione delle sue risorse naturali e culturali. Agisce in un contesto storico-paesaggistico di pregio ambientale e propone la realizzazione di un percorso geoculturale transfrontaliero a carattere scientifico-divulgativo, incentrato sul rispetto per la montagna e per la natura. Si tratta in sintesi di interventi che mirano alla promozione del turismo sostenibile con la valorizzazione del patrimonio naturale e di miglioramento della fruizione sostenibile della montagna, che propongono itinerari lenti e meditativi, da svolgere a piedi o in bicicletta, quindi intrinsecamente a zero emissioni e a bassissimo impatto ambientale.

La strategia turistica indirizzata anche a target specifici, punterà a promuovere l’utilizzo di mezzi pubblici collettivi di trasporto, rispetto all’utilizzo del mezzo privato.

In generale, il progetto, nel corso della sua realizzazione, adotterà una serie di misure per limitare l’impatto ambientale delle attività (minimizzazione degli spostamenti privilegiando incontri in teleconferenza, spostamenti effettuati con mezzi pubblici, riduzione della documentazione cartacea, privilegiando forniture di servizi – es. catering per eventi - locali).

 

CAPOFILA ITALIA
COMUNITA MONTANA VALCHIAVENNA (SO)

CAPOFILA SVIZZERA
Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana


PARTNER
Comunità montana VALCHIAVENNA (SO)
Associazione Italo Svizzera per gli Scavi di Piuro (SO)
FONDAZIONE POLITECNICO DI MILANO - Area progetti e innovazione (MI)
Università degli Studi di Milano Bicocca - Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e della Terra (MI)
Comune PIURO (SO)
Politecnico di Milano - Polo territoriale di Lecco (LC)
Regione Lombardia - DG Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione / U.O. Sistema Integrato di Prevenzione
Università degli Studi di Milano - Dipartimento di Scienze della Terra / Stazione Valchiavenna per lo Studio dell'Ambiente Alpino (MI)
Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (Manno - TI)
Regione Moesa (Roveredo - Grigioni)
COMUNE DI BREGAGLIA (Grigioni)
Cantone Ticino - Sezione Forestale Cantonale
Organizzazione Turistica Regionale (OTR) Bellinzonese e Alto Ticino (Bellinzona - TI)


VALORE TOTALE DEL PROGETTO
€ 2.186.776,52
CHF 560.000,00
CONTRIBUTO PUBBLICO FESR
€ 1.860.654,41
CONTRIBUTO PUBBLICO NAZIONALE ITALIANO
€ 303.622,11

 

WORKPACKAGES

1) PREPARAZIONE DEL PROGETTO
L’idea progettuale è emersa dalle riflessioni congiunte di Svizzera e Italia svolte in vista dei 400 anni della frana di Piuro, della ricorrenza dei 30 anni della Frana della Val Pola e del successo dell’esposizione, conclusasi nel 2016, sulla grande buzza di Biasca del 1515. Tali riflessioni si sono positivamente incontrate con il desiderio degli enti locali della Valchiavenna di riprendere le attività di valorizzazione e scavo del sito archeologico sotto il corpo di frana dell’antica Piuro. Da tali scambi, valutati alcuni casi nazionali e internazionali di “turismo collegato alle calamità” cui ispirarsi (il museo “Frank Landslide Interpretive Center” in Canada, New Orleans dopo Katrina, il terremoto di Wenchuan del 2008 in Cina, la nostra Pompei) ha fatto maturare l’idea di trasformare la problematica delle frane alpine del territorio Ticino-Moesa-Valchiavenna-Bregaglia da mero problema a risorsa sulla quale generare maggiore attrattività dei territori, vedendo i siti colpiti da grandi frane in maniera innovativa, come risorse ambientali e culturali aventi specificità comuni, come previsto dal secondo obiettivo specifico dell’asse 2 del programma. Seguendo un tale approccio, le attività di progetto, avrebbero permesso, contemporaneamente, sia di generare nuovi flussi turistici per l’area e conseguente maggiore ricchezza e qualità della vita per le valli, sia di creare una consapevolezza non allarmistica sulla difesa dalle calamità. Nell’ambito dei lavori per la presentazione della manifestazione di interesse, i capifila, con i partner, si sono orientati su una durata del progetto di 36 mesi, per avere il tempo di consolidare il quadro delle conoscenze di dettaglio necessarie, di predisporre le soluzioni e di realizzare le opere necessarie. Durante i numerosi incontri di lavoro e approfondimento che si sono tenuti presso la Comunità Montana della Valchiavenna, l’area degli scavi di Piuro e i siti delle frane, Regione Lombardia, Fondazione Politecnico di Milano e SUPSI, sono stati affrontati gli aspetti necessari alla realizzazione del progetto la situazione idrogeologica dell’area di progetto e la valorizzazione del patrimonio. Gli enti locali in parallelo con le esigenze di progetto emerse, hanno promosso la definizione avanzata dei progetti delle opere. Le attività e le riunioni svolte hanno permesso di verificare la bontà dell’idea progettuale ma anche di generare una discreta conoscenza e un buon affiatamento tra i futuri partner di progetto, che in parte avevano già comunque lavorato insieme in passato.

2) COORDINAMENTO E GESTIONE
La gestione del progetto prevede la seguente organizzazione: - Comitato di Pilotaggio - Team di gestione tecnica del progetto - Team di gestione amministrativa del progetto - Responsabili delle attività Il Comitato di Pilotaggio (CP), composto, secondo le indicazioni della convenzione che verrà stipulata, da un membro per ogni partner e coordinato dai capofila italiano e svizzero, ha il compito di governare dal punto di vista strategico il progetto, di garantire il suo corretto e tempestivo sviluppo, di favorire lo svolgimento delle attività dei WP e di creare le condizioni affinché anche i Team di gestione del progetto possano lavorare al meglio per il raggiungimento degli obiettivi specifici e dei valori target di progetto degli output di programma. Il CP si riunirà almeno due volte l’anno e sarà inoltre responsabile delle relazioni con l’Autorità di gestione. IL CP si doterà di una segreteria per lo svolgimento del lavoro istruttorio in raccordo con i due team di gestione del progetto; tale segreteria avrà anche il compito di verificare l’aggiornamento del repository web condiviso con i documenti intermedi e definitivi di progetto. Il Team di gestione tecnica (TGT) del progetto (un membro per ogni partner, coordinato dai capofila italiano e svizzero attraverso l’individuazione di 2 technical project manager), nominato dal CP, è l’organismo tecnico-operativo con il compito di raccordare le attività sia all’interno dei vari WP sia tra gli stessi WP, ma anche di monitorare i lavori svolti dai Responsabili delle attività (RA). Il TGT si riunirà, anche per via telematica, mensilmente, per monitorare l’andamento del progetto, sia per quanto relativo alle realizzazioni e alla stesura dei rapporti di esecuzione, sia per quanto relativo alla spesa, e suggerirà al CP eventuali difficoltà, scostamenti, necessità di modifiche e correttivi. Il Team di gestione amministrativa (TGA) del progetto (un membro per ogni partner, coordinato dai capofila italiano e svizzero attraverso l’individuazione di 2 financial manager) collabora con il CP e il TGT sviluppando le procedure e attuando le azioni necessarie per una corretta gestione finanziaria e un costante monitoraggio dell’esecuzione amministrativa e della rendicontazione della spesa. Nel primo mese il team predisporrà delle linee guida finanziare e indicherà il sistema di monitoraggio della spesa da far approvare al CP. Suggerirà al CP e al TGT eventuali difficoltà, scostamenti, necessità di modifiche e correttivi. Si riunirà, anche per via telematica, trimestralmente. I RA, che operano in stretto collegamento con i propri gruppi di lavoro (uno per ciascuna attività), mensilmente riferiranno a TGT e TGA lo stato di avanzamento delle attività e le relative azioni da intraprendere.

3) COMUNICAZIONE
Nel progetto AMALPI 18 la comunicazione gioca un ruolo particolarmente importante; per tale motivo è stata segmentata in diverse attività. Essa farà riferimento, dopo l’approvazione del regolamento sulla comunicazione e del logo del progetto (di cui esiste già bozza), prima di tutto al grande pubblico, sia con azioni su target di massa attraverso la televisione per far conoscere gli eventi organizzati sul territorio, sia con azioni di informazione generalista ad accesso libero. Ciò avverrà sia durante il progetto che alla sua conclusione attraverso la predisposizione di un sito web, dei social media, di newsletter, video e materiale divulgativo sul progetto, di guide turistiche cartacee e materiale digitale. Si concentrerà poi su target specifici, agendo sia sulle comunità locali, sia su nicchie di mercato del turismo scientifico, sulle scuole, sui ricercatori, attraverso convegni (all’inizio, durante e alla chiusura del progetto), mostre fotografiche, inaugurazioni, pubblicazioni, azioni che avranno il ruolo di coinvolgere anche le organizzazioni partner al loro interno.

4) PERFEZIONAMENTO DEL QUADRO DI CONOSCENZE PER LA GESTIONE DEI RISCHI CHE MINACCIANO IL PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE DELLA VALCHIAVENNA E DELLA BREGAGLIA
Le azioni previste al WP3 sono rivolte all’approfondimento delle conoscenze tecnico-scientifiche del territorio attraverso studi dedicati a media e grande scala, che consentano da un lato di definire i caratteri geologico-tecnici che predispongono la Valchiavenna, la Val Bregaglia, la Moesa e le valli del Ticino al dissesto e i suoi scenari geomorfologici evolutivi, dall’altro l’esaustiva conoscenza dell’evento franoso di Piuro, per la corretta fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale naturale ed archeologico (WP4). Le attività previste si sviluppano attraverso l’acquisizione metodica della documentazione pregressa (3.1), il rilevamento geologico e geomorfologico con tecniche tradizionali e innovative (3.2, 3.5), indagini geognostiche dirette ed indirette (3.3, 3.4), il perfezionamento del monitoraggio (3.4, 3.5), lo studio di dettaglio dei principali movimenti franosi nell’area di progetto (3.7), a partire dalla frana di Piuro. Tutte le attività del WP3 concorrono all'acquisizione dei contenuti delle narrazioni oggetto delle strategie di sviluppo turistico a carattere geo-culturale e scientifico-divulgativo messe in atto dal progetto (WP5 e WP6), nonché alla diffusione di una cultura scientifica della pericolosità e del rischio in ottica di prevenzione, protezione e sviluppo sostenibile.

5) REALIZZAZIONE AZIONI PER LA FRUIZIONE DEL SITO STORICO-ARCHEOLOGICO DELLA FRANA DI PIURO, PER I PERCORSI IN VALCHIAVENNA E PER IL CENTRO TRANSFRONTALIERO GRANDI FRANE ALPINE
Il WP4 realizza una strategia integrata di potenziamento dell’attrattività turistica della Valchiavenna, come luogo cardine del percorso AMALPI, in chiave di promozione della cultura della montagna e del rispetto del territorio. Tale strategia, dedicata ad offrire un’innovativa offerta turistica scientifico-divulgativa nel cuore delle alpi, poggia su 5 pilastri, capaci, in sinergia con le attrazioni presenti lungo il complesso del percorso in Ticino-Moesa e in Bregaglia, oltre che in Val Chiavenna (bellezze naturali, Palazzo Vertemate, la cultura enogastronomica, i Crotti, ecc.) di raggiungere una massa critica importante per incidere positivamente sugli arrivi turistici nell’area: una estesa ripresa degli scavi archeologici sulla frana di Piuro; l’attrezzatura e messa in sicurezza del percorso lungo gli scavi del ‘63-'66 e quelli del progetto da svolgere nel periodo ‘18-’21; la ristrutturazione della cappelletta civica commemorativa sul sito della frana a ricordo delle 1200 vittime del 1618, come luogo simbolico di raccoglimento per i turisti; l’allestimento dell’eccezionale acquedotto in pietra ollare ritrovato negli scavi condotti lungo il Mera; la realizzazione del “Centro transfrontaliero Grandi Frane Alpine” all’interno dell’ex convento dei Frati Cappuccini di Chiavenna.

6) MEDIAZIONE SCIENTIFICA PER LA FRUIZIONE DI MASSA SFRUTTANDO APPLICAZIONI DELLE NUOVE TECNOLOGIE PER LA VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL PATRIMONIO NATURALE E CULTURALE
L’intensa attività di ricerca scientifica attivata dal progetto dovrà prevedere una ricaduta concreta in termini di fruizione e divulgazione dei dati per un pubblico non necessariamente di addetti del settore. Per promuovere la conoscenza del territorio e incentivare un turismo culturale è necessario organizzare dei livelli di accesso alle informazioni che possano coinvolgere attivamente - oltre ad appassionati e studiosi - anche cittadini residenti nelle zone interessate dal progetto e turisti. La definizione delle modalità di valorizzazione del territorio è un passaggio chiave, che deve avere come primo obiettivo una fruizione partecipata, intesa come ‘accessibilità culturale’. Il tema dell’accessibilità culturale può aiutare ad allungare i tempi di permanenza sul territorio del progetto AMALPI (percorsi, città, musei,…) ma per ottenere questo risultato è necessario creare prodotti educativi e accattivanti. Unendo modelli digitali, riprese dal vivo, fotografie, fonti storiche, simulazioni e altro, si può costruire un prodotto che riassuma i contenuti del progetto, ma che nello stesso tempo racconti una storia e che svolga un’azione promozionale. In questo modo, da un lato, si raggiunge l’obiettivo di una fruizione condivisa, e dall’altro, si agisce sulla ri-appropriazione del territorio da parte della popolazione locale, che può essere coinvolta nella partecipazione di quei luoghi che rappresentano il patrimonio comune, i luoghi della memoria.

7) INSTALLAZIONI, SISTEMAZIONI E STRATEGIE PER LA FRUIZIONE PERMANENTE DI UN ITINERARIO TURISTICO TEMATICO SOSTENIBILE
Il prodotto finale del progetto è il percorso geo-turistico denominato “Alpi in Movimento: dal Maloja al San Gottardo alla scoperta delle grandi frane alpine”. Questo percorso, valorizzando le risorse naturali e culturali dei territori transfrontalieri coinvolti, mira a generare ricadute economiche durature creando le condizioni per una conservazione e gestione sostenibili del patrimonio per una sensibilizzazione sulla tematica delle grandi frane. La disponibilità lungo il percorso di una casistica di eventi naturali unica in tutto l’arco alpino (fra cui le frane catastrofiche di Biasca, Piuro e del Pizzo Cengalo) consente di approfondire e ampliare le conoscenze scientifiche e tecniche sui grandi eventi franosi, per renderli fruibili al grande pubblico. Il percorso “Alpi in Movimento: dal Maloja al San Gottardo alla scoperta delle grandi frane alpine” (rappresentato tra gli allegati) è lungo circa 200 km ed è interamente percorribile a piedi ricalcando antiche e consolidate vie di comunicazione est-ovest. Esso collegherà le regioni del Maloja e del San Gottardo mettendo in rete almeno dieci itinerari locali sulle seguenti frane storiche: Pizzo Cengalo (2017), Piuro (1618), Norantola (Preistorica), Cauco (XVI secolo), Biasca (1513), Chironico (Preistorica), Peccia (1840), Airolo Sasso Rosso (1898), Cimaganda (non datata), Monte Mater, Ganda Nera. La rete che interconnetterà il percorso “Alpi in Movimento: dal Maloja al San Gottardo alla scoperta delle grandi frane alpine” con gli altri percorsi turistici già esistenti (la Via Sett tra la Bregaglia e Coira, la Via Spluga tra Chiavenna e Thusis, la Via Regia tra Chiavenna e Como, le Vie dei Carden tra Valchiavenna e Moesa, la Via Francisca del Lucomagno tra Bellinzona e Disentis/Mustér, la Via della Pietra nelle Tre Valli e la Via delle Genti tra Ticino e Uri attraverso il San Gottardo) garantirà una sicura accessibilità, sia nord-sud, sia est-ovest, a un territorio noto per essere stato fulcro delle connessioni europee fin dall’epoca romana. Lungo tutto il percorso sarà istallata una segnaletica ben riconoscibile mediante il logo AMALPI18. Un percorso digitale collegherà i differenti punti di interesse che saranno valorizzati attraverso la realizzazione di contenuti mediatici direttamente scaricabili e fruibili su dispositivi mobili. Sarà prodotta sia una carta geo-turistica di tutto il percorso, sia carte di dettaglio dei singoli percorsi sulle frane, dove saranno indicate le principali attrazioni e offerte turistiche disponibili nella regione. Una guida tascabile, sul modello delle guide della Via Sett – Via Spluga e delle Vie del Viandante, che raccoglierà tutte le informazioni scientifiche rese fruibili al grande pubblico, accompagnerà la carta geo-turistica del percorso.



FINANZIAMENTO IV AVVISO

Il nuovo WP proposto si incentrerà su attività di diffusione/capitalizzazione delle attività di progetto in corso di completamento, alla luce degli esiti delle attività svolte, che per ampiezza di risultati hanno prodotto possibilità di incremento rispetto al perimetro originario. Le azioni prevedono:

1) il potenziamento dell’allestimento del Centro grandi frane alpine, che potrà essere arricchito di allestimenti e dotazioni;

2) scavi e sondaggi archeologici nell’area della frana di Piuro, potranno continuare su nuove aree promettenti per nuove scoperte, individuate grazie all’attività svolta;

3) studio di un format, che sarà testato, per visite da parte di scolaresche presso frane storiche nell’area transfrontaliera, presso gli scavi di Piuro e presso il Centro grandi frane alpine;

4) una nuova edizione della Summer school transfrontaliera Italia/Svizzera AMALPI;

5) una nuova edizione di manifestazioni artistiche (indicativamente a carattere teatrale) organizzate dall’Ass. Scavi di Piuro presso l’area suggestiva degli scavi, a scopo di consolidare l’area come luogo di cultura di importanza transfrontaliera.


Durata: 12,5 mesi
Partner: partecipazione del Capofila

FESR
170.537,50 €
Stato
27.866,18 €
Contributo
198.403,68 €
Autofinanziamento
3.433,32 €
Budget Totale
201.837,00 €

 


ULTERIORE FINANZIAMENTO IV AVVISO

Il nuovo WP proposto si incentrerà su 3 attività di diffusione/capitalizzazione delle attività di progetto in corso di completamento: 
1) La creazione dell’identità del Belfort Theatre Campus, realizzata raccogliendo, selezionando e rielaborando i diversi materiali esistenti sulle attività svolte nel corso del progetto originario e del IV Avviso;
2) Nuovi scavi archeologici ad ampliamento del programma di scavi già realizzati;
3) Lo sviluppo di contenuti didattico-divulgativi e digitali per l’AMALPI Center quali strumenti per una migliore e potenziata fruizione del materiale già prodotto per il progetto.



Durata: 6 mesi
Partner: non partecipa il Capofila (Comunità Montana di Valchiavenna (SO)
1) Associazione Italo Svizzera per gli Scavi di Piuro
2) Fondazione Politecnico di Milano
3) Comune di Piuro
4) Politecnico di Milano
5) Università degli Studi di Milano

 

FESR
68.879,28 €

Stato
10.638,95 €    

Contributo 
79.518,23 €    

Autofinanziamento
2.002,77 €    

Budget Totale
81.521,00 €