Web Content Viewer (JSR 286) 15min

Azioni
Caricamento...

MONGEFITOFOR

SINTESI
Linee Guida Per Il Monitoraggio E La Gestione Delle Emergenze Fitosanitarie Nelle Foreste Delle Alpi Centro-Occidentali.
Le foreste delle vallate alpine, ivi comprese quelle che ricoprono i versanti a quote mediobasse, hanno valenza multifunzionale e oltre a produrre legname garantiscono una serie di esternalità positive, tra le quale il mantenimento della biodiversità, la protezione idrogeologica dei versanti e il mantenimento di un paesaggio gradevole. Il progetto si pone l’obiettivo di affrontare in modo sinergico, sfruttando le competenze e le esperienze transfrontaliere, alcune tra le principali emergenze fitosanitarie presentatesi negli ultimi anni nelle foreste delle Alpi centro-occidentali, tra cui il deperimento del frassino, la processionaria del pino e le emergenti criticità fitosanitarie a carico del castagno rappresentate dall’insetto cinipide galligeno, dal mal dell’inchiostro e dal fungo patogeno Gnomoniopsis castaneae. Oltre alla definizione di standard per il monitoraggio, il progetto prevede ricerca applicata che consentirà di predisporre linee guida utili alla gestione delle emergenze fitosanitarie.


DURATA PROGETTO
48 mesi

DATA INIZIO
8/8/2019

DATA FINE
7/8/2023


ASSE
ASSE 2 - VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO NATURALE E CULTURALE

OBIETTIVI
Obiettivo specifico 2.2 - Maggiore attrattività dei territori caratterizzati da risorse ambientali e culturali con specificità comuni

AZIONE
A) Sviluppo di iniziative per la conoscenza, conservazione, gestione e valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale e culturale (materiale e immateriale).


GRUPPI TARGET
Il monitoraggio delle emergenti criticità fitosanitarie nei popolamenti forestali del piano collinare e basso montano coinvolge una vasta congerie di potenziali gruppi target e destinatari indiretti. In considerazione della multifunzionalità delle formazioni boschive interessate, nonché della forte vocazione turistica degli areali coinvolti (su scala locale, nazionale, internazionale), non tutti i gruppi sono definibili mediante una precisa connotazione dimensionale e territoriale. Tuttavia, si prevede che i principali destinatari indiretti del progetto includano almeno:
- Proprietari boschivi pubblici e privati (e.g. almeno 74 comuni in Valle d’Aosta sono proprietari di superfici forestali, mentre complessivamente 45785 ha appartengono a privati. Analogamente il 79% dei 140000 ha di foreste ticinesi sono in capo a enti pubblici);
- Operatori della filiera legno (e.g. 45 operatori economici sono coinvolti nelle filiere dei prodotti legnosi in Valle d’Aosta, mentre nei cantoni interessati tali filiere assorbono 1600 professionisti e 300 aziende per un indotto annuale di 15 milioni di CHF);
- Professionisti del settore forestale (e.g. Ordine Provinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Aosta, Associazione Imprenditori Forestali elvetici con 42 imprese, cui si aggiungono le 16 imprese dell’Associazione Svizzera delle Imprese di Costruzione in Legno nel Ticino e Moesano);
- Popolazioni locali (e.g. centinaia di migliaia di persone che vivono negli areali interessati dal progetto sono direttamente o indirettamente collegate alle funzioni delle foreste);
- Turisti e fruitori occasionali (e.g. nelle aree interessate dal progetto la fruizione turistica annuale è pari a circa 800.000 visitatori sul versante italiano, mentre1,2 milioni di turisti frequentano il versante elvetico);
- Operatori turistici (e.g. si annoverano centinaia tra agriturismi, rifugi, alberghi, dortoirs, bivacchi, bed and breackfast; ostelli, esercizi di affittacamere; ostelli).

STAKEHOLDER
La salvaguardia del patrimonio forestale dalle criticità emergenti in ambito fitosanitario produce nel breve e lungo periodo una serie di ricadute positive a vantaggio dell’intera collettività. Tuttavia, sono stati individuati alcuni stakeholders che si configurano come portatori di interesse privilegiato in riferimento alle tematiche progettuali. Tali stakeholders sono stati identificati in considerazione di specifiche esigenze ed istanze strettamente collegate con le funzioni prevalenti dei boschi collinari e basso-montani. A seguito dei contatti intercorsi con il partenariato, 26 stakeholders (10 svizzeri e 16 italiani) hanno manifestato il loro interesse verso il progetto mediante una lettera di supporto (si vedano documenti allegati), inclusi:
- Proprietari e gestori delle risorse forestali;
- Amministrazioni locali;
- Organi istituzionali deputati al monitoraggio fitosanitario (i.e. servizi fitosanitari regionale e cantonale) ed alla salvaguardia delle risorse naturali;
- Enti gestori di aree protette;
- Associazioni e fondazioni interessate alla conservazione del patrimonio forestale, alla tutela dell’ambiente e della biodiversità;
- Associazioni che promuovono la fruizione sostenibile degli areali collinari e montani;
- Associazioni di professionisti che operano nel settore forestale ed ambientale;
- Associazioni di studenti universitari in Scienze Forestali e Ambientali e discipline attinenti alle tematiche progettuali.
Si noti che, complessivamente, gli stakeholders attualmente coinvolti rappresentano potenziali bacini di utenza i cui soci/aderenti/iscritti/sostenitori/simpatizzanti sono svariate migliaia (e.g. CAI) Oltre a quelli sopra menzionati, ulteriori stakeholders potranno essere coinvolti nel progetto durante la fase esecutiva.

PARTNER DI PROGETTO
Regione Autonoma Valle d'Aosta / Cantone dei Grigioni / Università degli Studi di Torino / Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL / Cantone Ticino

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
Il progetto è pienamente sostenibile sotto il profilo ambientale in quanto slegato dalla produzione di beni o servizi che implichino interventi, azioni o manipolazioni potenzialmente nocive per gli ecosistemi interessati. Non si riscontrano in letteratura evidenze che indichino la possibilità di applicare certificazioni ambientali o altre certificazioni analoghe nell’ambito della presente proposta progettuale che però, per sua stessa natura, mira ad incrementare il livello dei servizi ecosistemici erogati dai popolamenti forestali. Infatti, il progetto intende delineare e saggiare strategie ecocompatibili per contrastare insetti e patogeni dannosi per la stabilità, la resistenza, la resilienza e la stessa sussistenza delle foreste collinari e basso montane. Inoltre, i cantieri pilota previsti saranno conformi ai principi della selvicoltura sistemica, avendo come obiettivo la tutela del popolamento forestale nella totalità delle sue funzioni, sulla base della sinecologia delle formazioni interessate dai cantieri stessi.


CAPOFILA ITALIA
Regione Autonoma Valle d'Aosta - Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio - Struttura attività geologiche e politiche regionali di sviluppo rurale

CAPOFILA SVIZZERA
Cantone dei Grigioni


VALORE TOTALE DEL PROGETTO
€ 872.595,73
CHF 150.038,88
CONTRIBUTO PUBBLICO FESR
€ 741.706,37
CONTRIBUTO PUBBLICO NAZIONALE ITALIANO
€ 130.889,36


 

WORKPACKAGES

1) PREPARAZIONE DEL PROGETTO
La definizione del progetto è stata articolata seguendo un percorso condiviso, costruito su base logico-cronologica e finalizzato a: - strutturare il partenariato (A0.1); - identificare obiettivi transfrontalieri comuni (A0.1); - verificare lo stato dell’arte delle problematiche e delle opportunità associate agli obiettivi (A0.1); - individuare e contattare i potenziali stakeholders (A0.2); - discutere ed integrare le istanze degli stakeholders nel panorama degli obiettivi, accogliendo suggerimenti e proposte per delineare le strategie operative (A0.2); - definire le modalità attuative del progetto tramite una concertazione puntuale, continua e capillare tra partner e stakeholders, alla luce delle conoscenze più aggiornate nel campo di applicazione del progetto (A0.2); - ripartire obiettivi e strategie tra WP ed attività (A0.3); - delineare prodotti ed indicatori congruenti rispetto al focus del progetto, agli obiettivi specifici, coniugando le linee guida europee in materia di politica ambientale e territoriale (e.g. EUSALP) con gli aspetti più propriamente tecnico-scientifici (e.g. quantificazione delle avversità forestali) (A0.3); - garantire la sostenibilità scientifica, tecnico-operativa, amministrativa, finanziaria basandosi su criteri di efficacia ed efficienza (A0.3); - verificare la robustezza della proposta progettuale simulando scenari alternativi per saggiare la resilienza del network (e.g. considerando mutamenti del contesto operativo legati all’emergere di nuove opportunità/criticità) (A0.4); - finalizzare la proposta progettuale apportando aggiustamenti laddove la verifica di cui sopra abbia evidenziato la necessità/possibilità di migliorare il quadro complessivo o le singole strategie (A0.4). I passaggi di cui sopra sono stati attuati ricorrendo a contatti personali, telefonici o su piattaforme virtuali, che hanno coinvolto partner e stakeholders, alcuni dei quali vantano precedenti collaborazioni in ambito internazionale, inclusi progetti INTERREG (e.g. RAVA-UNITO-WSL). I responsabili delle unità funzionali afferenti agli enti partner si sono regolarmente riuniti via Skype a cadenza bisettimanale, al fine confrontarsi sullo stato dei lavori, verificare i progressi in corso, stabilire le priorità da calendarizzare. Partner e stakeholders hanno costantemente condiviso documenti e contatti inerenti alle tematiche del progetto, imbastendo così l’ossatura dello scambio transfrontaliero che costituisce l’elemento qualificante del progetto. Per ogni area tematica e strategia sono state valorizzate le competenze interne ai partner. Gli aspetti scientifici e di comunicazione sono stati curati da tecnici che vantano una pregressa esperienza in merito, riconosciuta a livello internazionale e comprovata dalla partecipazione a progetti analoghi, nonché da un rilevante corpus di pubblicazioni scientifiche. Gli interventi di natura più spiccatamente tecnico-applicativa (e.g. allestimento di cantieri pilota, predisposizione di spazi virtuali, organizzazione di eventi) sono stati sottoposti a valutazione di fattibilità, grazie all’appoggio di strutture interne al partenariato già operanti in tali ambiti (e.g. squadre di tecnici e operai forestali, servizi informatici, uffici specializzati in pubbliche relazioni e gestione finanziaria). Per le tematiche attinenti alla sfera sociale, divulgativa, turistico-ricreativa e di tutela ambientale sono stati interpellati gli stakeholders competenti in materia, che hanno svolto una rilevante funzione ausiliaria, mettendosi a disposizione del partenariato a titolo non oneroso. Gli aspetti di carattere amministrativo e finanziario sono stati delineati dai responsabili tecnico-scientifici e sottoposti al vaglio degli uffici preposti a tali funzioni, già operanti nel settore del project management in ambito locale, nazionale ed internazionale. Il WP0 non prevede l’imputazione di costi in quanto le attività condotte sono incluse nell’esercizio ordinario delle funzioni facenti capo ai partner.

2) COORDINAMENTO E GESTIONE
Il WP1 “Coordinamento e gestione” si pone come obiettivo generale l’armonizzazione delle attività e dei rapporti tra ente finanziatore, partner e stakeholders, ed è coordinato da RAVA. Il WP1 è articolato in 5 attività, ognuna delle quali con un obiettivo specifico. Accanto alla gestione finanziaria (A1.1), operata avvalendosi di uffici già strutturati presso i partner, e con consolidata esperienza nella gestione di progetti di rilevanza internazionale, ivi inclusi i progetti INTERREG, sono state delineate attività mirate a soddisfare sia funzioni operative sul piano tecnico ed amministrativo, sia funzioni di vigilanza e garanzia. Tali funzioni soddisfano obiettivi mirati alla gestione dei rapporti con l’ente finanziatore (A1.2), al reclutamento di personale (A1.3), al coordinamento e alla gestione dei rapporti tra partner e con gli stakeholders (A1.4), alla vigilanza e garanzia su pari opportunità, non discriminazione e parità di genere (A1.5). I coordinatori di ciascuna azione sono stati individuati tra i membri del partenariato sulla base delle esperienze pregresse e delle comprovate eccellenze nei diversi ambiti di pertinenza delle azioni stesse. Per garantire la massima snellezza della struttura organizzativa, ci si è avvalsi di un modello modulare e gerarchico. La modularità consiste nella ripartizione dei compiti tra unità (i.e. partner), mentre il criterio gerarchico si concretizza nella definizione di responsabili (i.e. uffici e persone fisiche afferenti a tali uffici) in seno ai partner coinvolti nelle diverse azioni. La funzione di tali responsabili è coordinare, elaborare, organizzare e trasmettere gli input ricevuti a beneficio degli altri partner, con particolare riferimento al partner responsabile dell’azione e del WP. I partner coinvolti sono già dotati di strutture apposite che nell’esercizio delle loro funzioni ordinarie si occuperanno degli aspetti attinenti alle diverse azioni, incluse l’amministrazione, la gestione finanziaria ed il reclutamento. In aggiunta, è stata prevista la creazione di un comitato incaricato di coordinare, connettere ed interfacciare il partenariato e gli stakeholder (i.e. A1.4) e la nomina di un garante per la vigilanza e garanzia pari opportunità, non discriminazione e parità di genere, che sarà membro di diritto del comitato stesso (i.e. A1.5). Il comitato è organo di governo e coordinamento degli aspetti tecnico-scientifici, amministrativi e finanziari attinenti al progetto, ma svolge anche un ruolo chiave come sede di confronto e scambio interno e transfrontaliero tra partner e stakeholders. Il garante è la figura di riferimento che vigila sul rispetto dei principi facenti capo alle sue funzioni e li promuove attivamente. Il report di cui il garante è incaricato si configura pertanto come un elemento tangibile dei risvolti sociali che sono parte integrante del progetto. In fase di esecuzione del progetto si opererà in base ai criteri di trasparenza, efficacia, efficienza. La trasparenza sarà garantita in ottemperanza a leggi e regolamenti operativi a livello nazionale e transfrontaliero. Efficacia ed efficienza saranno perseguite dai partner singolarmente e a livello di network sotto la supervisione del comitato di cui sopra, che valuterà il raggiungimento degli obiettivi prefissati, l’impatto sulle risorse umane (e.g. ore/uomo) e finanziarie disponibili, nonché le performance ottenute (e.g. indicatori di risultato). Il comitato verificherà che lo scambio di competenze e conoscenze tra partner e stakeholders si mantenga costante. I partner, redigendo un report tecnico-scientifico annuale, dovranno specificare entità e misura del succitato scambio (e.g. numero di incontri, quantità di documenti scambiati). Il comitato, sarà tenuto ad apportare interventi correttivi che dovessero rendersi necessari per ottemperare al conseguimento degli obiettivi. La scansione delle attività è stata operata stimando come data di inizio del progetto il 1 giugno 2018.

3) COMUNICAZIONE
Il WP2 “Comunicazione” si pone come obiettivo generale la definizione di una strategia di comunicazione efficace, inclusiva e su larga scala, per massimizzare la visibilità e la diffusione non solo dei risultati del progetto, ma anche di metodi, conoscenze e competenze maturati a livello transfrontaliero. Il WP2 è coordinato da RAVA, forte di un apparato di comunicazione flessibile e già operativo, in grado di intercettare un vasto bacino di utenti, dal grande pubblico, alle comunità locali, fino ai professionisti forestali. I cantoni GR e TI possono vantare analoghe possibilità, permettendo l’integrazione delle strategie di comunicazione a livello transfrontaliero grazie alla condivisione di personale. Sotto il profilo tecnico-scientifico, UNITO e WSL sono leader in materia di ricerca e formazione, di cui padroneggiano le tecniche comunicative tanto tramite canali tradizionali, quanto per mezzo di nuove tecnologie. In considerazione delle modalità e dei destinatari della comunicazione, sono state previste 4 attività. La prima (A2.1) è attuata a livello multimediale (web, social media e piattaforme virtuali) ed è progettata per raggiungere con immediatezza il grande pubblico, gli stakeholders e i non addetti ai lavori, pur includendo segmenti informativi rivolti ad un’audience più settoriale (e.g. proprietari boschivi, operatori forestali). In A2.1 è caldeggiata la commistione delle fonti informative e dei canali di distribuzione per massimizzarne l’impatto. In particolare, si prevede la creazione di un sito web che illustri le criticità dei popolamenti forestali interessati dal progetto, i principi delle attività proposte, gli interventi previsti ed i risultati salienti. Contenuti analoghi, ma in formato più snello e conciso, saranno divulgati sui social media (Facebook, Twitter, Instagram) e tramite newsletter, permettendo il coinvolgimento del grande pubblico e degli stakeholders con un capillare aggiornamento in tempo reale. Una serie di video-documentari stratificati per audience (e.g. grande pubblico, tecnici forestali, stakeholders, mondo accademico, amministratori del territorio, scuole), durata e contenuti, saranno integrati col sito e con i profili social e diffusi su Youtube e piattaforme analoghe. La divulgazione tecnico-scientifica è invece oggetto di un’attività (A2.2) mirata alla comunità scientifica e al mondo della ricerca in generale, con un focus più specifico per i gestori pubblici e privati delle risorse forestali e per gli enti coinvolti a vario titolo nella governance ambientale. Questo tipo di divulgazione si concretizza in pubblicazioni scientifiche di livello nazionale ed internazionale, nonché nella realizzazione di manuali pratici per la gestione delle criticità fitosanitarie affrontate nel progetto. Oltre alle edizioni cartacee saranno resi disponibili anche i formati elettronici (ebook, file pdf). La divulgazione per non addetti ai lavori (A2.3) sarà orientata a raggiungere un pubblico eterogeneo, con l’uso di tecniche tradizionali non incluse in A2.1, tra cui l’impiego di brochure, poster, articoli divulgativi su quotidiani, periodici o riviste locali, nazionali o internazionali generaliste, cui indirizzare messaggi chiave e contenuti semplificati espressi con linguaggio accessibile, a beneficio del grande pubblico e di quanti non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie (anziani, individui con bassa scolarità). L’ultima azione (A2.4) prevede l’organizzazione di eventi formativi, incontri, webinar e workshop, anch’essi calibrati sulla tipologia di audience, includendo però tutti i gruppi target (grande pubblico, amministratori, scuole etc.). La massima diffusione dei prodotti della comunicazione sarà ottenuta avvalendosi dell’opzione open access, realizzando versioni in italiano, francese e tedesco, lingue ufficiali dell’area di progetto. Alcuni prodotti saranno disponibili in formati audio o braille per non vedenti, ed in dialetto locale per intercettare nicchie linguistiche locali.

4) MONITORAGGIO FITOSANITARIO
Le principali specie arboree dei popolamenti forestali nel piano collinare e basso montano dell’areale transfrontaliero sono minacciate da emergenti criticità fitosanitarie, che ne minano la sopravvivenza, a detrimento delle loro funzioni produttive, protettive, ambientali, turistico-ricreative e paesaggistiche. Intense pullulazioni di fitofagi stanno infatti colpendo molti soprassuoli arborei, con evidenti risvolti anche di natura sociale. Uno dei principali esempi è rappresentato dalla processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa), le cui larve si nutrono principalmente a carico dei pini silvestre e nero (Pinus sylvestris e P. nigra). Oltre a predisporre le piante a successivi attacchi di insetti secondari e patogeni di debolezza, le larve del lepidottero presentano peli urticanti che costituiscono una seria minaccia per la fauna (domestica e selvatica) e per l’uomo. Il frassino maggiore (Fraxinus excelsior) è invece ospite di Hymenoscyphus fraxineus, fungo patogeno invasivo di neointroduzione in Europa, che provoca disseccamenti in chioma, caduta precoce delle foglie e cancri rameali, in associazione a mortalità elevata tra le piante più giovani, nel breve termine, e tra quelle adulte nel lungo periodo. Infine, il castagno europeo (Castanea sativa) ha recentemente evidenziato fenomeni di recrudescenza di malattie già presenti nell’areale transfontaliero, in particolare del mal dell’inchiostro causato da oomiceti del genere Phytophthora, e del cancro corticale associato a patogeni fungini quali Cryphonectria parasitica, suo più noto agente causale, ma anche ai due patogeni emergenti Gnomoniopsis castaneae e Sirococcus castaneae (Pasche et al., 2016, Fungal Genet. Biol.; Meyer et al., 2017, Fungal Biol.). Le succitate avversità sono state segnalate negli ultimi 2-5 anni con intensità crescente, seppur variabile, tra i due versanti, che per tale ragione hanno maturato conoscenze e sviluppato competenze complementari in merito. Mentre la Svizzera ha orientato i suoi sforzi nella ricerca su H. fraxineus, Phytophthora spp. e S. castaneae, l’Italia ha sviluppato maggiormente i filoni incentrati su T. pityocampa, G. castaneae e C. parasitica, anche se entrambi i Paesi vantano studi già conclusi o avviati su tutte le succitate avversità, gran parte dei quali condotti da UNITO e WSL. In considerazione della gravità, del decorso spesso letale e dell’imminente pericolo di diffusione transfrontaliera delle criticità fitosanitarie emergenti, il monitoraggio della loro diffusione, incidenza e gravità è prerequisito necessario per: I) mappare la situazione attuale ed il rischio potenziale; II) comprendere l’associazione tra avversità fitosanitarie e possibili fattori predisponenti, biotici ed abiotici, con particolare riferimento a quelli climatici ed edafici; III) definire strategie di intervento e la loro priorizzazione spaziale e temporale. Il WP3 prevede 4 attività distinte in base alla specie forestale e criticità target (A3.1 per la processionaria del pino, A3.2 per il deperimento del frassino, A3.3 per i cancri del castagno e A3.4 per il mal dell’inchiostro del castagno). Il monitoraggio prevede l’impiego di plot permanenti già in essere presso le consolidate reti in capo ai servizi fitosanitari (SF) di RAVA, GR e TI. Queste reti saranno ampliate, integrate ed ottimizzate grazie a intensi scambi di competenze, know-how e trasferte di personale. I parametri per valutare diffusione, incidenza e gravità saranno concertati tra i partner e la diagnosi sarà operata con tecniche classiche ed avanzate, biologiche e biomolecolari. I dati saranno strettamente integrati col WP5 (citizen science). Il monitoraggio sarà condotto col coinvolgimento attivo e transfrontaliero degli stakeholders, con particolare riferimento ai SF di RAVA, GR, TI. Come indicatori di risultato saranno adottati il numero e l’estensione geografica dei nodi delle reti di monitoraggio, il numero di comuni coinvolti e la quantità di campioni biologici processati.

5) INTERVENTI SPERIMENTALI DI LOTTA E CANTIERI PILOTA
Il WP4 è strutturato analogamente al WP3, dal quale deriva dati aggiornati circa lo stato fitosanitario dei popolamenti forestali degli areali interessati dal progetto, utilizzandoli per selezionare siti idonei alle sperimentazioni di lotta e all’allestimento dei cantieri pilota. Il WP4 è suddiviso in 4 attività stratificate per specie forestale e criticità fitosanitaria, corrispondenti e conseguenti alle attività di monitoraggio previste nel WP3, ed anche in questo caso sotto il coordinamento di RAVA e con la partecipazione congiunta di tutti i partner. Seppure con le differenziazioni imposte dalle specie forestali target e dalle relative avversità, i metodi di lotta ed i cantieri pilota saranno caratterizzati da obiettivi e principi tecnico-operativi comuni: - realizzazione di interventi di lotta selvicolturale basati su azioni fisico-meccaniche (e.g. diradamenti a carico del soprassuolo, lavorazioni superficiali del terreno, ripuliture) e interventi di lotta biologica e biotecnica (e.g. utilizzo di feromoni); - miglioramento della resistenza e della resilienza dei popolamenti forestali tramite interventi basati su dinamiche endogene dell’ecosistema (e.g. competizione interspecifica, sostituzione di specie, regolazione dei flussi di sostanza organica, inorganica e della luce); - rispetto dei dettami della selvicoltura sistemica e naturalistica, ove applicabili; - impiego di composti a basso impatto ambientale (e.g. ammendanti, concimi); - riequilibrio della composizione specifica del soprassuolo in funzione di un arricchimento della biodiversità complessiva; - miglioramento del deflusso superficiale o sub-superficiale delle acque con tecniche di ingegneria naturalistica, ove opportuno sotto il profilo epidemiologico. La misura delle variabili ambientali, stazionali, strutturali, biometriche e di interesse patologico ed entomologico misurate nel WP3 e modellizzate nel WP6 indirizzeranno le modalità esecutive attraverso le quali allestire i cantieri. In dettaglio, una volta accertati i fattori associati a diffusione, incidenza e gravità delle malattie/infestazioni (WP3-WP6), i cantieri interverranno con trattamenti appositi sulla presenza/intensità di tali fattori. Il confronto degli stessi parametri associati alle malattie/infestazioni, operato tra parcelle non trattate e trattate (i.e. cantieri pilota), permetterà di determinare l’efficacia dei trattamenti stessi e di delineare razionali strategie di lotta e linee guida di gestione. Ad esempio, se popolamenti omogenei sotto il profilo ambientale mostrassero una correlazione tra età media del soprassuolo ed incidenza della malattia/infestazione, verranno allestiti cantieri confrontando le variabili patologiche/entomologiche tra parcelle non trattate e parcelle sottoposte a differenti intensità di diradamento dall’alto a carico delle classi diametriche maggiori. Una minore incidenza della malattia/infestazione a seguito del diradamento sarà pertanto indice di efficacia del trattamento stesso. Le parcelle trattate saranno elemento di sostenibilità a lungo termine, permettendo di reiterare i rilievi nel lungo periodo (oltre la durata del progetto) monitorando l’evoluzione delle malattie/infestazioni nel tempo. Tali rilievi saranno in capo ai servizi fitosanitari a distanza di 5 anni dalla conclusione del progetto. I cantieri in Italia e Svizzera saranno predisposti e gestiti da personale tecnico già operante presso RAVA, altamente qualificato e specializzato in interventi a carico dei soprassuoli forestali e nelle sistemazioni idraulico-forestali del territorio. Un interscambio transfrontaliero è previsto per accrescere il trasferimento di conoscenze, competenze e know-how in merito alla cantieristica forestale orientata alla difesa fitosanitaria.

6) CITIZEN SCIENCE
La citizen science è una recente frontiera del mutamento di paradigma in ambito epistemologico a livello internazionale. Tramite il coinvolgimento volontario del grande pubblico, che partecipa attivamente ad una o più fasi della ricerca scientifica, è possibile perseguire un duplice scopo. Da un lato eseguire operazioni che facilitano e rendono economico l'interscambio di dati, dall’altro sensibilizzare il grande pubblico a tematiche scientifiche, spesso percepite come astratte. In ambito patologico ed entomologico la citizen science ha estrinsecato enormi potenzialità nello studio delle malattie infettive e delle infestazioni di insetti. Alcuni insetti invasivi di recente introduzione, quali la cimice asiatica Halyomorpha halys e il cerambicide Anoplophora chinensis, hanno permesso il coinvolgimento dei cittadini nel mondo scientifico, permettendo l’acquisizione e condivisione in tempo reale di dati in merito alla loro presenza sul territorio. Lo stesso è avvenuto per patogeni invasivi e letali quali Phytophthora ramorum. Il progetto MONGEFITOFOR intende avvalersi di innovative applicazioni basate sulla citizen science finalizzate a: - ampliare estensione ed intensità del monitoraggio fitosanitario delle foreste interessate dal progetto; - incrementare la quantità di campioni biologici da analizzare a fini diagnostici; - sensibilizzare l’opinione pubblica a tematiche ambientali ed ecologiche spesso sconosciute o sottovalutate, ancorché rilevanti; - migliorare la formazione del grande pubblico e degli stakeholders. Il WP5 si articola in due attività complementari coordinate da RAVA. La prima (A5.1) prevede la realizzazione di un applicativo informatico (App MONGEFITOFOR) per smartphone, tablet e dispositivi analoghi, interfacciabile con un sistema centralizzato per la raccolta dati. Turisti, escursionisti, appassionati, membri delle associazioni incluse tra gli stakeholders e, più in generale, il grande pubblico, potranno inviare tramite l’applicativo coordinate, immagini e note relative al sito in cui si trovano ed in cui hanno riscontrato la presenza di sintomi o danni ascrivibili ai patogeni fungini target o alla processionaria del pino. Una volta predisposto l’applicativo, tramite l’attività A.5.2 verrà realizzata una campagna di addestramento dei soggetti di cui sopra. L’addestramento, in capo a personale esperto del partenariato, sarà pubblicizzata tramite il WP2. Gli eventi previsti per l’addestramento si concretizzeranno in incontri con i volontari e formazione online. I volontari saranno istruiti su come riconoscere le diverse specie forestali, su come distinguere i sintomi del deperimento del frassino, dei cancri e del mal dell’inchiostro del castagno, così come la presenza della processionaria del pino. Sarà inoltre illustrato il funzionamento dell’applicativo e saranno specificate le modalità con cui i volontari potranno prelevare in situ e conservare i campioni biologici, che saranno successivamente analizzati presso i laboratori del partenariato (UNITO, WSL, RAVA). I campioni potranno essere inviati a RAVA, che provvederà allo smistamento, o depositati presso centri di raccolta allestiti presso RAVA, TI e GR. Le informazioni ottenute saranno processate e georeferenziate da un elaboratore centrale, e sottoposte al vaglio di tecnici esperti. Dopo una prima fase di valutazione dell’affidabilità del dato, questo verrà integrato in un apposito database. Un sottoinsieme statisticamente determinato dei dati sarà poi sottoposto a validazione in campo effettuata da personale esperto (e.g. servizi fitosanitari, tecnici RAVA, UNITO, WSL, TI, GR). I risultati permetteranno di integrare i rilievi eseguiti dal partenariato nel WP3, ottenendo stime più puntuali della diffusione, incidenza e gravità delle avversità fitosanitarie affrontate dal progetto. Si procederà infine a realizzare un confronto tecnico ed economico per comparare l’efficienza dell’approccio di citizen science rispetto alle metodiche tradizionali.

7) MODELLISTICA INTERPRETATIVA E PREVISIONALE
Le attività previste nei WP3, WP4 e WP5 forniranno una vasta ed eterogenea gamma di dati qualitativi e quantitativi sulle criticità fitosanitarie affrontate dal progetto. I succitati WP permetteranno non solo di ottenere indicazioni in merito alla distribuzione, incidenza e gravità delle avversità del pino silvestre, del frassino e del castagno, ma anche di stimare o misurare una serie di variabili ambientali (e.g. temperature, precipitazioni), stazionali (e.g. composizione specifica del popolamento, età, fertilità e struttura del soprassuolo), topografiche (e.g. quota, latitudine, longitudine) e geomorfologiche (e.g. pendenza, esposizione). Inoltre, per il castagno, sarà accertato anche il verificarsi di eventuali comorbidità imputabili all’azione combinata di più agenti patogeni emergenti (i.e. Phytophthora spp., C. parasitica, G. castaneae, S. castaneae). Avvalendosi di metodi propri dell’ecologia numerica, il WP6 intende rispondere ad alcuni quesiti chiave del progetto: I) Quale distribuzione spaziale seguono le variabili di interesse patologico/entomologico (VIP/E)? II) Quali sono i fattori biotici e abiotici (FABA) correlati a magnitudo e distribuzione delle VIP/E? III) Esistono interazioni che possono influenzare le dinamiche delle VIP/E? IV) Si possono quantificare le relazioni e le interazioni tra FABA e VIP/E? V) La disamina quantitativa della situazione attuale delle criticità fitosanitarie permette di prevedere gli andamenti futuri delle VIP/E, anche in funzione di scenari diversi per i FABA (e.g. aumento delle temperature medie per effetto dei cambiamenti climatici globali)? Per rispondere ai quesiti di cui sopra, il WP6 si colloca trasversalmente rispetto ai WP3, WP4, WP5 configurandosi come collettore dei loro output qualitativi/quantitativi e provvedendo ad elaborarli per conseguire un duplice obiettivo, articolato in attività distinte. La prima attività (A6.1) è intesa ad effettuare elaborazioni statistiche e geostatistiche basate su approcci modellistici di tipo interpretativo, mentre la seconda attività (A6.2) si avvale di tecniche computazionali mirate a fornire previsioni di andamenti e tendenze delle criticità fitosanitarie emergenti, preconizzabili in base alle informazioni disponibili (i.e. valori attuali di VIP/E e FABA). La modellistica interpretativa prevista in A6.1 sarà basata sull’impiego di metodi classici (e.g. statistica parametrica e non parametrica, stimatori di massima verosimiglianza, confronto di indici di posizione e dispersione) e di tecniche computazionali all’avanguardia (e.g. inferenza bayesiana, simulazioni Monte Carlo, bootstrap, test di permutazione e randomizzazione, modelli lineari misti generalizzati, regressioni ai minimi quadrati parziali, analisi kernel e kriging, processi puntuali e processi di Markov) per comprendere quali siano i fattori che, entro un dato margine di incertezza, permettono di interpretare la situazione fitosanitaria osservata nelle foreste interessate dal progetto. La modellistica previsionale realizzata in A6.2 attinge ad una serie di strumenti statistico-computazionali analoga a quanto dettagliato per A6.1, benché integrata, ottimizzata ed adattata per ottenere estrapolazioni e simulazioni in funzione di scenari alternativi (e.g. permanenza delle condizioni attuali, insorgenza di trend, verificarsi di perturbazioni irregolari o fluttuazioni a carico dei FABA o delle interazioni VIP/E). In funzione dei risultati ottenuti, particolare enfasi sarà posta nella realizzazione di cartografia tematica per illustrare l’evoluzione dei VIP/E in conseguenza delle possibili dinamiche FABA. I risultati preliminari ottenuti saranno inoltre di rilevante interesse per modificare, correggere e ottimizzare le attività dei WP3-4-5 (e.g. necessità di infittimento delle reti di monitoraggio, opportunità di eseguire determinate tipologie di trattamento nei cantieri pilota).

8) TASK-FORCE EFIS (EMERGENZE FITOSANITARIE ITALIA-SVIZZERA)
Il progetto intende porsi come collettore di conoscenze, competenze e know-how in ambito fitosanitario da capitalizzare con la prospettiva di creare un modello di riferimento internazionale sostenibile nel lungo periodo. Il WP7 predispone le operazioni per la costituzione di una task-force transfrontaliera (task-force EFIS - Emergenze Fitosanitarie Italia-Svizzera) il cui compito sarà garantire supporto delle attività di difesa delle foreste dell’areale di progetto, qualora insorgessero nuove criticità fitosanitarie introdotte dalle regioni circonvicine. Infatti, in tali regioni sono state recentemente segnalate alcune infestazioni/malattie causate da organismi dotati di un potenziale di invasività che potrebbe verosimilmente estrinsecarsi in Valle d’Aosta e nei cantoni dei Grigioni e del Ticino nel prossimo futuro. Ad esempio, in base a stime previsionali pubblicate a livello internazionale (Möykkynen et al. 2017, Forest Pathology) e adottate dall’European and Mediterranean Plant Protection Organization (EPPO), gli areali di progetto manifestano una elevata vulnerabilità al fungo patogeno Dothistroma septosporum, temibile agente di deperimento e defogliazione a carico delle chiome di pino. Analogamente, anche insetti esotici invasivi come lo scarabeide giapponese Popillia japonica e i cerambicidi asiatici Anoplophora chinensis e A. glabripennis possono rappresentare una potenziale emergenza fitosanitaria sul terrritorio di cooperazione, essendo già stati segnalati in alcune regioni dell’Italia settentrionale (Paoli et al. 2017, BioControl Sci Tech; Faccoli et al. 2015, Insect Sci). Il WP7 è articolato in due attività, la prima (A7.1) volta a garantire la costituzione ed il successivo mantenimento della task-force EFIS, la seconda (A7.2) intesa ad approfondire quali tra le avversità fitosanitarie già presenti nelle regioni confinanti possano costituire un potenziale ed imminente motivo di allarme per l’areale di progetto. La task-force EFIS sarà costituita presso RAVA, che ne coordinerà le azioni durante il triennio progettuale. La task-force EFIS consterà di membri nominati direttamente da RAVA, presso cui la task-force avrà sede istituzionale, e sarà composta da personale esperto in patologia vegetale forestale, entomologia forestale, amministrazione e gestione delle risorse forestali, monitoraggio e difesa delle foreste. La composizione della task-force sarà bilanciata per comprendere rappresentanti delle due nazioni coinvolte e potrà riunirsi all’occorrenza durante incontri de visu o in remoto, al fine di mantenere la massima flessibilità operativa. Nella task-force EFIS saranno inclusi membri dei servizi fitosanitari operanti presso RAVA, GR e TI, che beneficeranno della presenza di esperti UNITO e WSL per approfondire conoscenze e competenze in materia di emergenze fitosanitarie ed invasioni biologiche. Dopo il termine del progetto, il mantenimento della task-force EFIS sarà garantito mediante l’integrazione della stessa nell’ambito delle funzioni dei servizi fitosanitari di RAVA, GR e TI per un periodo di almeno 5 anni. Una volta costituitasi (A7.1), la task-force, si impegnerà ad eseguire un’indagine conoscitiva in merito alle criticità fitosanitarie delle regioni confinanti con l’areale di progetto (A7.2), individuando per ciascuna di queste l’entità della minaccia potenziale, le possibili vie di introduzione, i meccanismi di insediamento e diffusione, le eventuali opzioni disponibili per la difesa. I risultati dell’indagine saranno inclusi in una guida alle possibili criticità fitosanitarie di temuta introduzione nell’areale di progetto, ad uso dei servizi fitosanitari e dei gestori delle risorse forestali. La task-force sarà anche incaricata di verificare segnalazioni di nuove criticità emergenti e di predisporre linee guida di primo intervento per il loro contrasto. Inoltre, l’indagine conoscitiva potrebbe favorire l’instaurarsi di nuove collaborazioni transnazionali con regioni limitrofe all’areale di progetto.