Inizio progetto gennaio 2026
SINTESI
“SAI-Salvaguardia Acquae Insubriae” è un progetto incentrato sull’affrontare le sfide rappresentate, per la qualità delle acque, delle popolazioni animali e della salute umana dei laghi posti al confine tra Italia e Svizzera, da una serie di inquinanti (organici e non) finora poco attenzionati: tossine da cianobatteri, AMR- antibiotico resistenza, PFAS, metalli pesanti. Questi inquinanti possono comportare rischi seri se non sono oggetto di un monitoraggio secondo metodi aggiornati ed omogenei sulle due sponde interessate, mettendo in crisi un equilibrato rapporto tra ecosistemi, vita ed attività umane. Per questo SAI intende applicare l’approccio sistemico One Health (elaborato da quattro distinte agenzie ONU), nell’ambito dei suoi tre workpackage principali, per svolgere prima un’analisi dello stato dell’arte in questo settore, elaborare una proposta di protocolli analitici e predittivi comuni, per poi effettuare campionamenti con metodiche innovative sulle acque e sui pesci al fine di individuare i patogeni e le sostanze tossiche prima menzionate. La valutazione dei dati raccolti, assieme a quelli di un caso studio specifico sulle tossine da cianobatteri (responsabili, anche in tempi recenti, di inquinamento delle acque che ne hanno impedito la balneazione), permetterà di prefigurare un sistema transfrontaliero di monitoraggio e prevenzione in grado di rispondere rapidamente in caso di probabili situazioni di emergenza. Il workpackage finale sarà invece incentrato su varie attività di capacity-building (soprattutto per il personale degli enti pubblici competenti per i settori dell’inquinamento ambientale e dell’igiene del territorio), di disseminazione dei risultati progettuali verso residenti e turisti, e di sintesi degli stessi su canali scientifici appropriati.
I principali output del progetto saranno rappresentati dai protocolli analitici comuni aggiornati, dai risultati dei campionamenti, dalla definizione di una rete transfrontaliera di rilevamento e condivisione dei dati di monitoraggio ambientale e sanitario dei bacini lacustri interessati, e dalla sigla di un accordo per la loro gestione nel futuro tra le parti interessate. La migliorata conoscenza e capacità di intervento da parte degli enti pubblici competenti in materia rappresenterà l’altro rilevante risultato progettuale.
Gli elementi maggiormente innovativi del progetto, oltre al citato approccio generale integrato secondo i principi One Health, risiedono sia nella scelta delle metodiche analitiche avanzate (che utilizzano anche la metagenomica e la metabolomica), di una sensoristica per l’acquisizione di dati ad alta frequenza, e nella messa a punto di modelli predittivi del rischio sanitario ed ambientale di cui le aree poste al confine tra Italia e Svizzera non sono attualmente fornite, e di cui potrebbero invece beneficiare in futuro grazie ai risultati di questo progetto.
OBIETTIVO
RSO 2.7 Rafforzare la protezione e la preservazione della natura, la biodiversità e le infrastrutture verdi, anche nelle aree urbane, e ridurre tutte le forme di inquinamento
Il progetto mira a supportare in modo più efficace gli Enti competenti nel processo decisionale e nella definizione di azioni di controllo dell’inquinamento delle acque da fattori di rischio emergenti (PFAS, antibiotico resistenza, tossine da cianobatteri). Con l'approccio One Health si rafforzerà la conoscenza dello stato delle acque /fauna ittica con riferimento a patogeni zoonosici, sviluppando un sistema di rilevamento condiviso tra Italia e Svizzera basato su tecniche analitiche innovative.
CAPOFILA
ATS INSUBRIA Agenzia di Tutela della Salute dell'Insubria (Varese)
PARTNER
Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI)
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna “B.Ubertini” (Brescia)
Università dell'Insubria (Varese)
Laboratorio cantonale del Ticino - Divisione della salute pubblica
BUDGET
884.065,60 €
149.000 CHF (contributo svizzero)
RILEVANZA E CONTESTO
Il progetto si propone di rafforzare il processo decisionale e la formulazione di politiche di gestione ambientale più efficaci, con l’obiettivo di rispondere prontamente ai fattori di rischio emergenti che minacciano le risorse idriche, la salute umana e quella animale.Per questo, il progetto svilupperà metodi di rilevamento condivisi tra Italia e Svizzera, favorendo la creazione di un sistema di monitoraggio transfrontaliero che permetta di condividere dati e informazioni in modo efficace e tempestivo. L’utilizzo di approcci innovativi, come tecnologie avanzate di rilevamento, sensori automatici e sistemi di analisi dati all’avanguardia, consentirà di ottenere informazioni più precise e in tempo reale.
Questi strumenti e metodologie favoriranno una gestione integrata e coordinata dei piani di monitoraggio, facilitando l’individuazione precoce di situazioni di allarme e la messa in atto di interventi mirati. L’approccio si basa sul Piano di azione One-Health (varato nel 2022 da 4 agenzie ONU, tra cui quella della Salute e quella dell'Ambiente), che riconosce l’interconnessione tra salute umana, salute animale e ambiente, promuovendo una visione olistica e collaborativa per affrontare le sfide ambientali e sanitarie in modo più efficace e sostenibile.
In questo contesto, l’attenzione a specifici contaminanti come PFAS, cianobatteri e tossine cianobatteriche, e antibiotici è giustificata da solide motivazioni epidemiologiche. I PFAS sono una larga famiglia di composti chimici noti per la loro persistenza ambientale e capacità di bioaccumulo, associati ad effetti negativi sulla salute umana, tra cui disfunzioni endocrine, alterazioni del sistema immunitario e potenziale cancerogenicità. I cianobatteri e le relative tossine rappresentano una minaccia crescente per le acque superficiali, con episodi di fioriture tossiche in aumento anche alle nostre latitudini a causa dei cambiamenti climatici. Le tossine prodotte dai cianobatteri in determinate condizioni ambientali possono causare sia effetti acuti che cronici sulla salute, sia negli animali acquatici che nell’uomo, attraverso il contatto o l’ingestione di acqua contaminata o pesci.
Infine, la presenza di antibiotici nell’ambiente acquatico contribuisce alla diffusione del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, una delle emergenze sanitarie globali più rilevanti secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con implicazioni dirette per la salute umana, animale e per l’equilibrio complessivo degli ecosistemi.
A rafforzare la necessità di un intervento mirato, si aggiungono gli episodi di inquinamento ambientale documentati negli ultimi anni sia nel Lago Maggiore che nel Lago di Lugano. In particolare, nel Lago di Lugano sono state osservate fioriture ricorrenti di cianobatteri, associate a concentrazioni significative di cianotossine, che hanno comportato restrizioni alla balneazione e all'uso dell'acqua per scopi potabili. Nel Lago Maggiore questo fenomeno è più raro, ma i cianobatteri restano una componente dominante nei periodi estivi.
Per quanto riguarda i PFAS, nel Lago di Lugano sono state rilevate concentrazioni di queste sostanze nei sedimenti e nei tessuti dei pesci, indicando un accumulo significativo e potenziali rischi per la salute umana attraverso la catena alimentare. Nel Lago Maggiore, sebbene i dati disponibili non indichino superamenti dei limiti normativi per i PFAS, sono state rilevate concentrazioni significative di questi composti nei sedimenti, suggerendo un aumento delle concentrazioni nel tempo.
In entrambe le aree, sono state inoltre rinvenute tracce di antibiotici nei sedimenti e nelle acque superficiali, indicando una pressione costante dovuta a scarichi civili, agricoli e zootecnici.
GRUPPI TARGET
Autorità pubblica locale
Cittadini
Educazione superiore e organizzazione di ricerca
Autorità pubblica regionale
Agenzia settoriale
Gruppi di interesse incluso ONG
PIANO DI LAVORO
Valutare lo stato dell'arte per ciò che riguarda i sistemi e metodi di rilevamento adottati per alcuni agenti di inquinamento ambientale sui laghi dell'area transfrontaliera.
Implementazione e validazione sul territorio dei metodi e sistemi di rilevamento ambientale aggiornati.
Definire un obiettivo specifico del progetto che sarà conseguito quando tutte le attività di questo WP saranno state realizzate e gli output consegnati.
RISULTATI
Adozione dei protocolli di analisi, rilevamento e risposta elaborati dal progetto SAI da parte dei soggetti pubblici competenti nei due Paesi volti ad ottenere dati uniformi comparabili e ad implementare azioni congiunte sulle acque lacuali.
Sigla di un accordo di collaborazione per la gestione ambientale delle acque a tutela della salute pubblica e animale tra i partner del progetto, quale rete di collaborazione permanente tra istituzioni sanitarie e di ricerca appartenenti ai due Paesi.