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SOTTOTRACCIA

Inizio progetto gennaio 2026

SINTESI
Il progetto "SOTTOTRACCIA – Raccontare l’invisibile: le vie dell’oro nascosto" nasce dalla sfida comune tesa a valorizzare un patrimonio straordinario ma invisibile: quello geo-minerario e cavistico dell’area transfrontaliera tra Malcantone (CH) e Comunità Montana del Piambello (IT). Si tratta di una ricchezza geologica, storica e culturale di enorme valore, stratificata sotto la superficie e poco accessibile fisicamente e narrativamente. Cave dismesse, miniere inaccessibili, magli, tradizioni artigianali, archivi di pietra e di arte: frammenti di un’identità condivisa che rappresentano una risorsa unica per attivare un nuovo modello di sviluppo locale e turistico.
La sfida è quella di rendere visibile ciò che è nascosto, raccontabile ciò che è tecnico, attrattivo ciò che oggi è fragile, periferico o dimenticato. Il progetto intende rispondere a questo obiettivo costruendo un prodotto turistico transfrontaliero innovativo, sostenibile e inclusivo, fondato su un modello di fruizione immersiva e multimediale, capace di coniugare valorizzazione del territorio, tecnologie narrative e partecipazione delle comunità locali.
Al centro della proposta vi è la realizzazione della “Via dell’Oro Nascosto”, un itinerario geo-culturale che collega i luoghi simbolici del patrimonio minerario: dalla Miniera d’Oro di Sessa al Museo Butti di Viggiù, dal Maglio di Ghirla all’Argentera, passando per snodi identitari come la Dogana di Lavena Ponte Tresa, Porto Ceresio e l’Hub innovativo di Arcisate. Un mosaico transfrontaliero fatto di tracce geologiche, memorie del lavoro, materiali e gesti antichi, che prende vita attraverso soluzioni tecnologiche avanzate.
L’elemento distintivo del progetto è l’introduzione di strumenti digitali immersivi e multisensoriali che renderanno il patrimonio invisibile pienamente accessibile e attrattivo: ricostruzioni 3D di miniere non visitabili, olografie narrative e “digital human” interattivi, podcast geolocalizzati, mappe dinamiche, realtà aumentata lungo i percorsi.
Queste tecnologie, che saranno ideate e definite nel corso del progetto in relazione alle caratteristiche dei siti, non solo permetteranno a tutti – inclusi bambini, anziani, persone con disabilità sensoriali o cognitive – di vivere un’esperienza culturale completa, ma costituiranno un forte elemento di differenziazione e attrattività turistica. 
L’obiettivo generale è attivare nuove economie culturali e turistiche, capaci di valorizzare le risorse locali attraverso una narrazione coerente, sostenibile e inclusiva. Il progetto prevede:
- la costruzione di un concept narrativo unificante (“oro nascosto”) e di un brand territoriale riconoscibile;
- la realizzazione di allestimenti fisici e digitali coerenti, accessibili e georeferenziati;
- la formazione di nuove figure professionali, come “interpreti dell’invisibile” e giovani custodi dei saperi artigianali;
- la creazione di un piano integrato di valorizzazione turistica, con materiali multilingue e linee guida editoriali condivise;
- l’attivazione del Board di Indirizzo Turistico Transfrontaliero (BIT), organismo di governance che proseguirà oltre il progetto;
- l’organizzazione di eventi culturali, laboratori e campagne di sensibilizzazione, per radicare il progetto nelle comunità e nel tessuto socioeconomico locale.
L’innovazione di SOTTOTRACCIA risiede nella capacità di trasformare un’eredità tecnica e mineraria in un racconto turistico emozionale, immersivo e condiviso. Il patrimonio viene reso “abitabile” da tutti grazie alla tecnologia, ma anche alla formazione, alla partecipazione e alla costruzione di reti. L’approccio è multidisciplinare (geologia, storia, narrazione, tecnologia, turismo), partecipato (coinvolge scuole, operatori, cittadini, PMI) e trasferibile (format formativi, contenuti digitali, metodologie replicabili).

OBIETTIVO 
RSO 4.6 Rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell'inclusione sociale e nell'innovazione sociale
SOTTOTRACCIA valorizza il patrimonio geo-minerario dell’area transfrontaliera come leva per un turismo sostenibile, accessibile e innovativo. Mira a trasformare risorse uniche e identitarie, ma frammentate e poco accessibili, in snodi attrattivi di una rete di proposte esperienziali e attrattive, capaci di generare nuove economie turistiche e opportunità territoriali anche per i più giovani, connettendo la tradizione, memorie e saperi con il presente e parlando la lingua dell’innovazione.

CAPOFILA
Comunità Montana del Piambello (Varese)

PARTNER
Fondazione Malcantone (Cantone Ticino)
Ente Parco Regionale Campo dei Fiori (Varese)

BUDGET
594.010 €
116.000 CHF (contributo svizzero) 

RILEVANZA E CONTESTO
Il progetto si sviluppa lungo l’asse transfrontaliero che unisce il Malcantone (CH) e l’area della Comunità Montana del Piambello (IT), seguendo la direttrice Nord-Sud delle antiche attività minerarie che hanno interessato queste aree a cavallo tra Ticino e Lombardia. 
Un territorio, oggi percepito solo marginalmente come area dal valore turistico, caratterizzato da una storia condivisa di sfruttamento minerario, con un patrimonio geologico diffuso e unico.
L’area si caratterizza per una stratificazione geologica di eccezionale valore scientifico: in un’estensione territoriale limitata si condensano oltre 400 milioni di anni di storia della Terra, dal Carbonifero al Quaternario. Una ricchezza celata nel sottosuolo, che ha portato nei secoli allo sviluppo di importanti attività minerarie, per la presenza sia di numerosi filoni metalliferi (come oro, argento e piombo), sia di rilevanti giacimenti lapidei, storicamente sfruttati per l’estrazione materiali pregiati – per l’architettura e per l’arte – utilizzati per lavorazioni che hanno impreziosito anche importanti palazzi e monumenti (ad es. la Biblioteca Ambrosiana e il Cimitero Monumentale a Milano, l’Abbazia di Piona sul Lago di Como, fino a monumenti di Genova). Questo patrimonio si intreccia con elementi storici e culturali significativi: vie di comunicazione di origine celtica e medievale (come la Via Francisca), attività estrattive sviluppatesi a cavallo tra XIX e XX secolo. Un patrimonio diffuso e difficilmente accessibile, che affiora in alcuni luoghi chiave come i siti minerari della Miniera d’oro di Sessa ad Astano, la miniera metallifera Teresina di Brusimpiano, la Miniera Cavalliza (porfido rosso) a Cuasso al Monte, le Miniere di Viggiù, le cave Saltrio, di Anzo e di Murine. Un patrimonio geologico di origini remote, che ha alimentato attività di estrazione e lavorazione dei materiali, e che ancora oggi trova testimonianze in siti come il Maglio sul fiume Magliasina e il Maglio di Ghirla, oltre che essere studiato e preservato in poli come il Museo dei Fossili di Besano e di Meride, il Parco MAMO e il Civico Museo Insubrico di Storia Naturale a Clivio, il sito UNESCO del Monte San Giorgio.
A fronte di queste risorse, tuttavia, non esiste nell’area transfrontaliera un modello integrato che peremtta di strutturare un’offerta turistica distintiva, generando ricadute positive sul tessuto economico e sociale. 
I partner intendono affrontare le seguenti sfide:
1. rafforzare l’economia turistica nell’area, che non è percepita come destinazione e che spesso viene sovrastata da poli più noti (es. laghi). Si ritiene necessario strutturare e promuovere un’offerta che intercetti una domanda turistica che si muove al di fuori dai circuiti mainstream, scegliendo proposte a misura d’uomo, con forte legame con la natura, la cultura locale e la storia del territorio;
2. superare la frammentazione e la scarsa visibilità dell’offerta legata al patrimonio minerario e geologico: la ricchezza materiale e immateriale del territorio risulta distribuita in una molteplicità di piccoli siti – miniere, cave, magli, musei locali – che singolarmente non hanno la capacità di generare attrattività o impatti economici rilevanti. È quindi fondamentale promuoverne la messa in rete transfrontaliera di queste preziose realtà;
3. promuovere una discontinuità nella narrazione della memoria mineraria, geologica ed estrattiva: è necessario colmare un vuoto interpretativo, creando contenuti coerenti e accessibili. Un’esigenza che porta con sé sia la volontà di far conoscere questo patrimonio ad un pubblico di “non addetti ai lavori”, con proposte innovative, accattivanti e attrattive;
4. dotarsi di una strategia turistica integrata e tematizzata: nonostante l’elevato potenziale, manca un’offerta coerente e integrata che sappia connettere le risorse geo-storiche e promuoverle presso un pubblico locale e/o regionale. La scelta di collaborare a livello transfrontaliero per la definizione di un prodotto che sia qualitativo e attrattivo a livello turistico, è tesa a colmare tale carenza, attraverso azioni coordinate di definizione di rinnovate proposte di visita, la messa in rete e attività di storytelling;
5. incrementare l’accessibilità per la fruizione del patrimonio geologico e minerario: l’accesso fisico e informativo a molti siti è limitato o discontinuo, in parte per la natura stessa dei luoghi (es. cave, grotte e miniere non fruibili per motivi di sicurezza), in parte per la mancanza di un’informazione che sia in grado di accompagnare il visitatore alla scoperta e alla conoscenza dei siti stessi. È quindi necessario rafforzare gli strumenti che concorrono alla visibilità, alla fruizione (ove possibile fisica, diversamente tramite soluzioni improntate all’uso di tecnologia) e all’interpretazione dei diversi siti, della loro storia, delle risorse che custodiscono e delle ricadute che hanno generato nei secoli in termini economici, culturali e identitari.

GRUPPI TARGET
Cittadini
Autorità pubblica locale
Centro di istruzione/formazione e scuola
PMI
Altri

PIANO DI LAVORO
qualificare le connessioni tra i siti di progetto: la Miniera di Sessa, la Miniera dell’Argentera, il Maglio di Ghirla e le realtà di Viggiù (la Cava, il Museo Butti e la tradizione dei Picass). Punti di una rete più ampia lungo la Via Francisca, con snodi in Manno (Carbonfero), Monte di Caslano (Sentiero geologico e il forno della calce), Lavena Ponte Tresa (Dogana), Porto Ceresio (accesso al sito UNESCO Monte San Giorgio) e Arcisate (Hub dell’innovazione). Un patrimonio minerario, cavistico e di archeologia industriale da promuovere tramite:
- sistematizzazione critica delle fonti e dei dati
- integrazione con la conoscenza tacita delle comunità
- caratterizzazione dei siti per valorizzarne specificità, vocazioni e possibilità narrative, in rapporto ai target turistici potenziali
- messa in luce di connessioni, fisiche e narrative, verso una rete coerente e riconoscibile
L’obiettivo è quello di definire una strategia di valorizzazione turistica integrata tra Italia e Svizzera, capace di mettere in dialogo territori, approcci e visioni complementari. Una strategia fondata sull'innovazione e in grado di abbinare esperienze in loco con proposte virutali, che promuova i luoghi, li racconti, li renda riconoscibili e accessibili, e soprattutto li riveli: molti dei siti custodiscono un patrimonio invisibile o poco valorizzato che il progetto intende portare alla luce e rendere parte integrante di una nuova offerta turistica.
Rendere tangibile e fruibile il prodotto turistico, tramite l’attuazione della strategia di valorizzazione elaborata nelle fasi precedenti, attraverso la realizzazione di allestimenti fisici e digitali, interventi leggeri nei siti e la sperimentazione di esperienze turistiche concrete. 
Si tratta di mettere in pratica le narrazioni, le tecnologie e i modelli di offerta integrata, aumentando l’accessibilità e l’attrattività dei siti minerari e cavistici, anche in presenza di limiti fisici. 
Rafforzare e diffondere le competenze necessarie a garantire continuità, qualità e sostenibilità nella valorizzazione del patrimonio minerario e geologico dell’area transfrontaliera. Intende formare figure professionali e attori locali non come meri accompagnatori, ma come interpreti consapevoli e mediatori culturali, capaci di raccontare e prendersi cura dei luoghi. 
costruire un sistema di coordinamento stabile, condiviso e rappresentativo che possa garantire continuità e coerenza alle azioni di valorizzazione sviluppate. L’intento è quello di superare la frammentazione istituzionale e operativa che caratterizza attualmente l’area di confine, favorendo un dialogo strutturato tra enti pubblici, attori locali, operatori turistici e culturali dei due versanti. Attraverso la costituzione di un Board di Indirizzo Turistico Transnazionale (BIT), si mira a istituire un confronto finalizzato a definire modalità concertate per la gestione dell’offerta, la promozione coordinata del prodotto turistico e il monitoraggio degli impatti. 

RISULTATI
Costituzione e l’attivazione del Board di Indirizzo Turistico (BIT), organismo transfrontaliero pensato non solo come strumento operativo per il coordinamento delle attività progettuali, ma anche come spazio permanente di confronto tra enti pubblici, operatori turistici, culturali ed economici dell’area. La prosecuzione del BIT oltre la durata del progetto rappresenta un obiettivo strategico, finalizzato a consolidare la rete di relazioni avviata, a rafforzare la governance territoriale e a garantire continuità alle azioni di valorizzazione turistica sviluppate. Il modello sperimentato dal progetto – cooperativo, inclusivo e multilivello – potrà inoltre essere esteso ad altre tematiche di interesse condiviso, come l’educazione al patrimonio, la promozione integrata, l’accessibilità o la gestione sostenibile dei territori. In questo modo, il BIT diventa uno spazio duraturo di programmazione e innovazione transfrontaliera.
Grazie alle azioni mirate di promozione ideate e attivate dal progetto Sottotraccia, si prevede un incremento costante e significativo dei visitatori nei siti coinvolti. La strategia di comunicazione integra canali tradizionali e digitali, con campagne di storytelling territoriale, attività sui social media, collaborazioni con influencer culturali e strumenti di promozione turistica innovativi. Il racconto identitario dei luoghi, valorizzato attraverso contenuti multimediali e itinerari tematici, stimolerà la curiosità e l’interesse di un pubblico sempre più ampio e diversificato.
I percorsi formativi promossi da SOTTOTRACCIA porteranno risultati concreti sia in termini di sviluppo di competenze sia di valorizzazione del patrimonio. Con la formazione si trasmettono le conoscenze tecniche e narrative legate ai siti geo-minerari e ai saperi locali. Attraverso laboratori esperienziali, attività sul campo e l’uso di tecnologie immersive, i partecipanti hanno acquisito capacità di storytelling, interpretazione del paesaggio e mediazione culturale, fondamentali per progettare nuove esperienze turistiche accessibili e sostenibili.
 

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